Lindau
La fine delle Nazioni
Ordine e caos nel XXI secolo
di Cooper Robert
editore: Lindau
pagine: 248
Secondo Robert Cooper esistono oggi tre diverse tipologie di Stati: quelli "premoderni", sempre prossimi al caos, come la Soma
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Conversazioni con Simenon
di Lacassin Francis
editore: Lindau
pagine: 192
Francis Lacassin, intellettuale, giornalista, editor, dal 1969 ha incontrato Simenon in più occasioni, divenendone uno degli i
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La Magnani. Il romanzo di una vita
di Patrizia Carrano
editore: Lindau
pagine: 320
"La" Magnani, lei, inconfondibile per la sua capacità di vivere sempre con la massima intensità ogni esperienza, gli amori, le amicizie, le sofferenze, la professione; indimenticabile per la sua capacità di comunicare questa passione di vita a chi le stava intorno. Seguire attraverso questa biografia le sue vicende significa ripercorrere in una chiave medita quarant'anni di storia quotidiana dello spettacolo italiano. Registi come Alessandrini e Rossellini, attori come Paolo Stoppa, Totò e Aldo Fabrizi abbandonano la dimensione divistica cui le cronache ci hanno abituato per recuperare quella umana e professionale a contatto con lei, la protagonista assoluta. Con un'introduzione di Federico Fellini.
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Stanley Kubrick. Barry Lyndon
di Philippe Pilard
editore: Lindau
pagine: 192
Stanley Kubrick realizza, con "Barry Lyndon", uno tra i più affascinanti viaggi all'interno della civiltà britannica. Da cineasta abituato a sorprendere e innovare, adatta il romanzo di Thackeray per riflettere, attraverso le peripezie del protagonista, sulle sorti della civiltà e dell'uomo, sul concetto di Storia al cinema e sulle diverse forme di violenza che segnano il nostro vivere quotidiano. Ambizione notevole, non priva di rischi, come dimostrano le esitazioni, l'incomprensione di una certa critica, l'insuccesso commerciale del film. A distanza di tempo, tuttavia, "Barry Lyndon" s'impone come un "classico" del cinema moderno.
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Singin' in the brain. Il mondo distopico di «A Clockwork Orange»
editore: Lindau
pagine: 176
Visione distopica - o cacotopica come Burgess preferiva chiamarla - della moderna civiltà tecnologica che condiziona la volontà e la stessa capacità di scegliere fra il bene e il male, "Arancia meccanica" racconta la parabola di Alex, un giovane delinquente per natura. Il volume analizza vari temi del passaggio dal romanzo di Burgess al film di Kubrick, nel contesto della tradizione distopica inglese: dalla vexata quaestio dei due finali del romanzo all'opposizione fra Natura e Cultura, fino alla dimensione inconscia dell'agire di Alex ("a-lex, l'uomo senza legge"), aprendo anche una riflessione sugli "spicchi d'arance amare" nel cinema di Terrence Malick, erede ideale di Stanley Kubrick.
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Alfred Hitchcock. La donna che visse due volte
di Maurizio Del Ministro
editore: Lindau
pagine: 192
In "La donna che visse due volte", nell'odissea dello spazio e del tempo, miseri amanti, immersi nella spirale di una città, San Francisco, vivono nel desiderio sempre umiliato di un paradiso terrestre impossibile. Questa fiaba cinematografica ci invita a una riflessione sui legami precari della coppia e sulla falsa rispettabilità della famiglia, sul pregiudizio razziale e sull'ambiguità delle leggi, sul silenzio di Dio e sull'enigma della nostra identità. Privo di un perno in cui consistere, l'uomo vive in uno stato di solitudine incosciente. Nella sua analisi Del Ministro attinge, fra varie fonti culturali, ad alcune immaginose coordinate create da Joyce in "Il ritratto dell'artista da giovane": John Scottie Ferguson.
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La magia e il potere. L'esoterismo nella politica occidentale
di Giorgio Galli
editore: Lindau
pagine: 432
Il rapporto tra cultura politica e cultura esoterica non è stato spezzato dalla rivoluzione scientifica del XIX secolo
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Confini del cinema
Strategie estetiche e ricerca semiotica
di Basso Fossali Pierluigi
editore: Lindau
pagine: 424
Questo studio si propone di coniugare gli studi attuali di estetica (analitica) e di semiotica (generativa) con una trattazion
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L'occhio e la pietra. Il cinema, una cultura urbana
di Marco Bertozzi
editore: Lindau
pagine: 204
Seduto in platea, custode di un prezioso deposito emozionale, l'homo cinematographicus s'incammina per una sterminata iper-città del ricordo: in essa, i legami non derivano da logiche sociali quanto dalla tacita comune appartenenza a una condizione, quella spettatoriale, segnata dalla costante ridefinizione dei confini identitari. Città di pietra - Parigi, Torino, Roma, Rimini - e città immaginate - da registi come Kubrick, Hitchcock e Wenders si rincorrono in una mirabile profusione di punti di vista, tracciando un'urbanistica del sentire in cui la condizione di "cittadino del cinematografo" è l'ibrida esperienza comunitaria che ci resta.
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Jan Nemec
editore: Lindau
pagine: 132
Jan Nèmec (1936) è uno degli autori più importanti della Nová vlna, la vague moldava che ha accompagnato il profondo rivolgime
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Schermi della dispersione
Cinema, storia e identità nazionale
editore: Lindau
pagine: 384
Il volume è una raccolta di saggi dedicata a un tema di attualità: come il cinema ha saputo rappresentare in termini narrativi
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