Mimesis
Victorien Sardou. Polifonie della rappresentazione
editore: Mimesis
pagine: 274
"Io non ho cambiato mestiere, ho cambiato ruolo, ecco tutto", così Sardou descrive la sua Teodora, divenuta imperatrice di Bisanzio dopo essere stata una cortigiana e una famosa attrice di spettacoli licenziosi. Opera del 1884, la "Théodora" di Victorien Sardou si presenta immediatamente agli spettatori dell'epoca come un'opera ricca, quasi maestosa. La ricchezza si riscontra nella scenografia, nella recitazione, ma anche nella sua ricezione e nella sua diffusione. La "Théodora" può essere, quindi, considerata come una via privilegiata d'accesso non soltanto alla produzione di Sardou ma anche a quel contesto, particolarmente vivo, che è il mondo teatrale francese della seconda metà del XIX secolo. L'intento del presente volume è allora quello di riflettere la ricchezza che contraddistingue quest'opera teatrale e raccogliere differenti letture che si collocano non soltanto nella storia del teatro o nell'ambito dell'estetica, ma anche nella storia del cinema e dell'arte, negli studi di genere e nella storia dei media. Nel testo saggi, in italiano e in francese, di: Maddalena Mazzocut-Mis, Maria Ida Biggi, Isabelle Moindrot, Olivier Bara, Raffaele De Berti, Elisabetta Gagetti, Carla Castelli, Gemma Beretta, Claudio Toscani, Mariagabriella Cambiaghi, Aline Marchadier, Guy Ducrey.
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Paul Celan. La dimensione romena
di Petre Solomom
editore: Mimesis
pagine: 227
Questo libro-testimonianza di Petre Solomon sull'amico Paul Celan è di fondamentale importanza per gli specialisti del più grande poeta di lingua tedesca del XX secolo. In questo libro vengono ripercorsi i momenti salienti degli anni 1946-1947, quando il poeta originario della Bucovina, traduttore dal russo in romeno, esordisce come poeta a Bucarest con lo pseudonimo Paul Celan, consegnando alle stampe la prima versione della "Todesfuge" in lingua romena (Todestango) con il titolo "Tangoul Mortii" (Il Tango della Morte) e pubblicando le sue prime poesie in lingua tedesca sulla rivista "Agora". In questo volume la figura di Paul Celan è presentata dall'amico in tutta la sua complessità e in tutte le sue ambivalenze, a partire dagli eventi cruciali della vita del poeta: la morte dei genitori, vittime dello sterminio nazista, l'esperienza del lager, l'auto-esilio dalla capitale Bucovina sovietizzata verso una Bucarest vivace e libertaria, non ancora completamente assoggettata al regime comunista, la fuga verso Vienna, lo stabilirsi definitivo a Parigi, l'accusa di plagio, l'angoscia intollerabile per le recrudescenze antisemite e neonaziste in Europa, la malattia mentale e la morte tragica nella Senna. Questo libro, composito ed eterogeneo, mette insieme memorialistica, analisi poetica, sociologica e prosa letteraria, documentando l'atmosfera bucarestina di quella che Paul Celan definiva in francese "cette belle saison des calembours." Postfazione di Mircea Tuglea.
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Napolitano, re nella Repubblica. Per una messa in stato d'accusa
editore: Mimesis
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Psicodinamica dell'eros. Motivazioni inconsce della rinuncia alla sessualità. Ediz. integrale
di Adler Alfred
editore: Mimesis
pagine: 187
Per Adler la sessualità di un individuo non riguarda solo lui, ma è un problema di tutta la società e della conservazione dell
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Otto conversazioni
di Jiddu Krishnamurti
editore: Mimesis
pagine: 42
Consacrato da un'autorità esterna come messia della Teosofia, quando ancora era un bambino, Jiddu Krishnamurti si ribellò a un destino imposto da altri. Questo libro contiene le sue preziose perle di libertà. Dopo una vita dedicata a una forma di culto particolare, Jiddu sviluppa lo spirito della piena indipendenza. Per lui "la verità è una terra senza sentieri" e dopo aver restituito le ricchezze accumulate grazie alle donazioni alla Società Teosofica, dedica la sua vita a rendere libero l'uomo da qualsiasi condizionamento, viaggiando in tutto il mondo per denunciare l'oppressione di chiunque - organizzazioni, chiese o sedicenti guru spirituali - voglia dirci cosa dobbiamo fare.
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Fra diagnosi e peccato. La discriminazione secolare nella psichiatria e nella religione
di Gazzola Chiara
editore: Mimesis
pagine: 276
Questo testo propone un approfondimento del legame fra la disciplina psichiatrica e gli ambiti religiosi
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Quel tempo terribile e magnifico. Lettere clandestine da San Vittore e dal lager di Bolzano e altri scritti
di Buffulini Ada
editore: Mimesis
pagine: 322
A diversi decenni dalla fine della seconda guerra mondiale vengono sorprendentemente alla luce lettere e biglietti clandestini
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Consigli a un giovane clown
editore: Mimesis
pagine: 261
È una bella sfida raccontare la storia di un clown. Appartiene ad una famiglia di personaggi archetipici che, con diversi nomi e sotto diverse spoglie, attraversa la storia del mondo intrattenendo profonde relazioni con ogni tipo di cultura. Per alcuni i clown incutono timore (esiste addirittura una specifica paura, la coulrofobia). Per molti altri evocano il bel sogno di restare bambini. Ma tali figure hanno anche toccato la mente e il cuore di numerosi artisti, come Picasso e Toulouse Lautrec, Goethe e Boll e ovviamente Chaplin e Fellini. In questo volume l'affascinante e avventurosa biografia del grande artista italiano David Larible è la bussola per percorrere altre due strade parallele con le quali si intreccia di continuo. Da una parte la storia della clownerie con dei focus su alcuni grandi del passato fra circo, teatro e cinema. Dall'altra lo studio dei meccanismi utilizzati dai maestri del genere. Un libro, ideato da due fra i più importanti studiosi della materia, intorno alla storia e ai contenuti artistici dei clown e del loro rappresentante contemporaneo più conosciuto e richiesto, per tentare di comprendere come questi straordinari personaggi abbiano saputo conquistare gli spettatori di tutto il mondo.
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Il movimento degli animali
di Aristotele
editore: Mimesis
pagine: 194
Il "De motu animalium" attraversa e istituisce, con un solo movimento di pensiero, il complesso territorio teorico che va dalla rotazione del primo cielo ai cambiamenti cui vanno incontro i viventi, dalla relazione al primo motore immobile all'oggetto del desiderio verso cui si dirigono uomini ed animali. Il trattato rinnova così la sfida di un pensiero che pretende di declinare un unico modello esplicativo su dipartimenti scientifici diversi, cercando di rendere giustizia alle differenze costitutive di ciascun dominio, ma ancora alla ricerca di una strategia inclusiva, che comprende il particolare inserendolo in un palinsesto generale. Pur presentandosi come un'ulteriore presentazione della teoria del primo motore immobile, forse l'ultima in ordine di tempo, il "De motu" non cela, ma anzi mette in primo piano, il debito teorico contratto nei confronti dell'automotore platonico, presentando le ragioni che hanno condotto al superamento della teoria del maestro. Prefazione di Luigi Ruggiu, nota introduttiva di Andrea Le Moli.
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Della fiaba. Jacob e Wilhelm Grimm e il pensiero poetante per i 200 anni di «Fiabe del focolare»
editore: Mimesis
pagine: 106
Per i 200 anni della raccolta dei Grimm (1815), si è realizzato un volume sulla Fiaba, che è la parola essenziale, "originante
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L'erede che ride. Parodia ed etica della consumazione in Max Stirner
di Pozzi Mattia L.
editore: Mimesis
pagine: 525
Che significa ereditare e, più radicalmente, l'eredità può coniugarsi con la risata? Quando ciò avviene, il comico può rilevar
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Dialettica di Nanni Balestrini. Dalla poesia elettronica al romanzo operaista
di Antonio Loreto
editore: Mimesis
pagine: 199
Un tòpos della critica vuole che la pubblicazione di "Vogliamo tutto", nel 1971, costituisca una svolta rispetto alla precedente opera di Balestrini, avviatasi dieci anni prima con i "Novissimi" e con l'esperimento informatico di "Tape Mark I". Un lavoro iperformalista, ludico, anticomunicativo e disimpegnato avrebbe lasciato il campo a una letteratura più affabile e fruibile, assunti i caratteri dell'epica, dell'oralità e dell'impegno. Riconoscendo alla scrittura balestriniana un orizzonte estetico più ampio è forse possibile un'ipotesi alternativa. Si tratta di mettere a frutto gli studi sul rapporto tra una civiltà - i suoi modi di percezione e di pensiero e la tecnologia del linguaggio che gli è propria, e in particolare l'idea secondo cui l'uomo tipografico conosce con l'elettronica un'oralità di ritorno, ricalcando un ben noto rovesciamento dialettico. In effetti Balestrini attraversa gli anni Sessanta agendo lungo tre direttrici e mostrando -anche grazie a modelli quali Döblin o Brecht, e a interlocutori più o meno impliciti quali Pasolini, Vittorini o Calvino - come l'impegno possa scaturire dall'esasperazione del formalismo, l'oralità da una scrittura massimamente tipografica, e infine l'epica dalle tecnologie più avanzate del tardo capitalismo. Un'azione segnata dalla forza utopica e dalla tensione rivoluzionaria su cui "Vogliamo tutto", con l'intera parabola che vi ha condotto, si regge.
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