Mimesis
I concetti nella storia dell'arte
editore: Mimesis
pagine: 216
Vista l'eccezionale diffusione delie immagini artistiche, cui si può accedere con i media di ogni genere, dalle guide turistic
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Thomas Mann: mito e pensiero
Incursione filosofica nell'opera di un autore immortale
editore: Mimesis
pagine: 100
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William Burroughs
Manuali di sopravvivenza, tecniche di guerriglia
di Gramantieri Riccardo
editore: Mimesis
pagine: 294
William Burroughs è lo scrittore che, prendendo a prestito ambientazioni fantascientifiche e poliziesche, ha scritto un'intera
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Semiotica della natura (natura della semiotica)
editore: Mimesis
pagine: 414
La natura: tutti ne parlano, tutti la vogliono. Ma di che cosa si tratta? Come il tempo secondo Agostino, non appena si prova a definirla, la natura ci mette in disaccordo e non sappiamo più a quale oggetto corrisponda quel nome. In questo libro, un gruppo di semiologi prova a farlo, ripensandola non come essenza o come idea, ma come un insieme di significati che si oppone alla cultura. E se la natura esistesse solo quando riusciamo a parlarne? Quando una certa cultura riesce a darne una narrazione più o meno condivisa. Viene fuori che è tutto un problema di incroci di culture, di ibridazioni, di traduzioni. Di società, insomma. Testi di: Pierluigi Cervelli, Paolo Fabbri, Giacomo Festi, Massimo Leone, Gianfranco Marrone, Francesco Marsciani, Alessandro Mongili, Federico Montanari, Claudio Paolucci, Isabella Pezzini, Maria Pia Pozzato, Mario Ricca, Franciscu Sedda, Luca Taddio, Ilaria Ventura.
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Benvenuti a Gattaca
Corpo liquido, pedicopolitica, genetocrazia
di Palese Emma
editore: Mimesis
pagine: 290
L'erosione dello Stato-nazione, il capitalismo globale, l'esasperata privatizzazione di ogni aspetto della vita umana sono sol
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Pólemos
Con CD Audio formato MP3
di Severino Emanuele
editore: Mimesis
pagine: 53
Eraclito diceva che pòlemos è padre di ogni cosa
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Cartografia di un destino. Interviste
di Jorge L. Borges
editore: Mimesis
pagine: 116
Nel settembre del 1976 Borges è a Madrid. Per la televisione della neonata democrazia spagnola è l'occasione giusta per intervistare il grande scrittore argentino. Ne esce una conversazione franca e diretta sull'universo borgesiano, sui codici che lo reggono, sullo stile numismatico che caratterizza e sulla sobrietà e metodicità della sua scrittura. Borges è infatti un vero e proprio collezionista, e la sua mente sembra fondersi con quella del bibliotecario descritto in uno dei suoi più celebri racconti. La letteratura scandinava, l'amore per la lingua tedesca, l'interesse per il taoismo, i suoi viaggi in Europa, il mai sopito fervore di Buenos Aires e il suo deciso antinazionalismo: questi solo alcuni dei temi toccati durante l'intervista, presentata qui per la prima volta al pubblico italiano. Dopo quattro anni, nell'aprile del 1980, Borges ritorna a Madrid, questa volta per ricevere Premio Miguel de Cervantes, il più importante riconoscimento letterario per la lingua spagnola, e concede una seconda, memorabile intervista alla televisione spagnola. L'immagine che filtra è quella di una figura sobria e persino un po' impacciata, ma sempre riluttante a far propri i vezzi retorici tipici dello scrittore alla moda. Eppure l'acume e la vertiginosa intelligenza di Borges, al servizio di uno stile rigoroso e poco incline agli eccessi formali, gli hanno garantito - malgré lui, come ricorda ironicamente -una fama pressoché universale.
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Il paradigma accogliente. La filosofia interculturale in Raimon Panikkar
di Alessandro Calabrese
editore: Mimesis
pagine: 137
La provocazione che Raimon Panikkar ha mosso alla filosofia occidentale consiste nell'essere stato egli stesso un interlocutore ironico del pensiero oggettivante, capace di rispondere con il silenzio alla ricerca autoreferenziale di oggettività e di indicare una via esperienziale per la comprensione della realtà. La sua lettura critica del genio classificatore della modernità ha tratto ispirazione sia dalle forme di pensiero premoderne sia dalle visioni del mondo orientali, specialmente indica e buddhista, aprendo un percorso piuttosto inedito fra le prospettive della filosofia contemporanea. Il punto di partenza della riflessione filosofica di Panikkar è l'esame critico del processo di identificazione fra essere e pensiero. Il problema epistemologico sul quale essa si è concentrata è il superamento della frammentazione della conoscenza. L'esito cui è giunta è la descrizione di un approccio aperto nel quale la comprensione della realtà non derivi dalla separazione fra le parti e dalla loro definizione, ma dall'accoglienza della molteplicità in un orizzonte costitutivamente relazionale e unitario.
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