Monte Università Parma
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I liquori della nonna. 108 ricette tradizionali
di Roberto Dellapina
editore: Monte Università Parma
pagine: 176
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Il fungo, re del bosco e della tavola. Ricette, curiosità e leggende
editore: Monte Università Parma
pagine: 306
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Liquori e «spiriti» di montagna. Ricette tipiche della Val Taro
di Della Pina Roberto
editore: Monte Università Parma
pagine: 184
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Meno male che c'è il maiale. 100 ricette dall'arrosto allo zampone
di Federica Pasqualetti
editore: Monte Università Parma
pagine: 212
Negli ultimi anni gli allevamenti dei maiali hanno subito notevoli cambiamenti, tali da rendere il suino una carne alternativa
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A tavola con il contadino e il cacciatore. 100 ricette con carni bianche e selvaggina
di Federica Pasqualetti
editore: Monte Università Parma
pagine: 257
La cucina e la gastronomia dei contadini nascono tradizionalmente dalla "bassa corte", dall'aia delle case agricole, e da ciò che lì si poteva allevare: piccioni, galline, galli, capponi, oche, faraone e tacchini. Allevamenti, attestati già nel Seicento, regolati solo dall'andamento naturale delle stagioni e dal calore del sole: un tesoro alimentare che oggi, con l'industrializzazione, è quasi definitivamente scomparso. E che dire poi della caccia? Una tradizione che ha origini ancora più lontane: già due milioni di anni fa l'uomo cacciava gli animali selvatici per sopravvivere più a lungo alla fame, alle avversità e al freddo. La caccia è sempre stata, ed è tuttora, molto sviluppata nel territorio parmense, che offre sia cacciagione stanziale, sia cacciagione migrato ria o di passo. Queste due tradizioni, con le loro rispettive cucine, quella prevalentemente maschile della selvaggina, e quella degli animali dell'aia che è invece prevalentemente femminile, sono convissute a lungo nel territorio parmense. Un volume ricco di ricette e di segreti gastronomici tradizionali, opportunamente adeguati all'uso moderno. Il libro comprende una ricca introduzione storica, una descrizione puntuale delle proprietà nutritive delle diverse tipologie di carni, e una sezione dedicata alle numerose ricette, tutte da riscoprire o - per i più giovani - da provare per la prima volta.
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L'orto in cucina. L'arte di coltivare e preparare le «verzure»
di Federica Pasqualetti
editore: Monte Università Parma
pagine: 321
L'industrializzazione e la frenesia del mondo moderno, insieme alla carenza di spazi e alle nuove abitudini alimentari e sociali, hanno portato a far quasi scomparire la tradizione di coltivare il "piccolo orto di casa": oggi è per tutti più semplice andare in un super-mercato e acquistare verdure già raccolte, a volte anche già pulite e pronte all'uso. Con questo volume Federica Pasqualetti invita a ritornare ai ritmi e alle sensibilità naturali, per gustare verdure e ortaggi come mai, forse, si è fatto. Fornisce utili consigli per la creazione di un piccolo orto biologico, semplice e poco dispendioso, e istruisce sulle regole naturali che aiutano direttamente le piante nella loro crescita. La trattazione è accompagnata da una serie di utili schede degli ortaggi più comuni e più semplici da coltivare, e da un lunario che potrà aiutare il provetto "ortolano" a imparare i periodi di semina e di raccolta. Una ricca selezione di ricette guida ad assaporare, dall'antipasto al dolce, le ricchezze dell'orto dei semplici.
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Parmajazz frontiere. The book is on the table. Ediz. italiana e inglese
di Pietro Bandini
editore: Monte Università Parma
pagine: 146
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Raccolta di diversi potachi, zuppe, intingoli, paste. La cucina dei benedettini a Parma
di Anonimo del XVII secolo
editore: Monte Università Parma
pagine: 284
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Arturo Loria, storia di un ebreo narrante
di Silvia Tomasi
editore: Monte Università Parma
pagine: 200
Viene pubblicata la biografia di uno dei più importanti scrittori italiani di racconti del Novecento. Nato a Carpi (MO) da famiglia ebraica, claudicante perché colpito da poliomelite durante l'infanzia, parteciperà alla grande stagione del caffè "Giubbe Rosse" e di "Solaria" negli anni Trenta con Montale, Delfini e il gruppo della rivista. Una biografia critica che rilegge a tutto tondo la figura e la scrittura dell'autore di "Il cieco e la bellona", "La scuola di ballo" e "Fannias Ventosa", un testo per conoscere e riscoprire uno dei grandi maestri del racconto italiano, punto di riferimento degli scrittori di oggi. Arturo Loria popola i suoi racconti di vecchie baldracche che ballano e che accompagnano ciechi, di ipnotizzatori, zoppi, girovaghi e ladri. Un mondo padano di reietti e marginali, oppressi da un senso di colpa che non offre orizzonti di speranza e redenzione. I personaggi dei racconti di Loria, vittime di un destino tragico e senza riso, sono narrati con un linguaggio che devitalizza il mondo e lo impaglia come il falco del racconto omonimo. Quella che emerge è una realtà chiusa, claustrofobica, incentrata sul dramma del momento, senza passato e senza futuro, in cui si vaga nel mondo come randagi senza una meta, dove l'incanto malato conduce verso l'ossessione, il sogno e la follia.
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