Morcelliana
Due discorsi edificanti 1843. Vol. 2: Ogni dono buono e perfetto viene dall'alto.
Ogni dono buono e perfetto viene dall'alto
di Kierkegaard Soren
editore: Morcelliana
pagine: 88
Questo discorso del 1843 è uno sviluppo del concetto di "edificante" successivo a La prospettiva della fede e si presenta come
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Il libro del viandante e dell'amore divino
di Forte Bruno
editore: Morcelliana
pagine: 224
Dopo un secolo di avventura disperata e orgogliosa nell'inane o nell'ambiguo, il poema-commento di Bruno Forte mi ha indotto a
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Il fragile e il prezioso. Bioetica in punta di piedi
di Luigi Alici
editore: Morcelliana
pagine: 224
La bioetica, per definizione, è un terreno nel quale si confrontano la vita e la riflessione teorica e normativa su di essa. È perciò anche il luogo di aspre opposizioni cui assistiamo nell'odierno scenario culturale, e non sempre riconducibili alla divisione fra laici e cattolici. La vera contrapposizione su cui il volume fa luce è quella fra una bioetica ideologica e una bioetica critica, capace di fornire argomenti per discutere le singole questioni e non per confutare un presunto nemico. Un modello di bioetica dialogica, o "in punta di piedi", che in queste pagine individua alcuni momenti significativi dell'esistenza come possibili luoghi di convergenza delle diverse riflessioni sull'umano. Seguendo, e sviluppando, la prospettiva di Ricoeur, l'etica applicata alla vita si misura qui con le sue esperienze-limite - la malattia, il dolore, la morte - che consentono di pensare i concetti di "fragile" e "prezioso" fuori dall'opzione relativista o fondamentalista, ma in un'etica della cura.
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Il disagio dei monoteismi. Sentieri teorici e autobiografici
di Jan Assmann
editore: Morcelliana
pagine: 95
La narrazione dell'itinerario intellettuale di uno storico della cultura è uno scavo nel ricordo personale e collettivo: una "archeologia" della memoria e dei popoli che è la cifra del pensiero di Assmann. Noto, e avversato, per le sue analisi sulla radice violenta dei monoteismi, in questa intervista l'egittologo racconta gli esordi, i grandi maestri che lo avvicinarono all'antica cultura egizia ed ebraica (Eberhard Otto, Georges Posener, Jacob Taubes, Guy Stroumsa), la storia del concetto di "distinzione mosaica" - dove "religione" sta per "distinzione" tra vero e falso, tra fedeltà e tradimento di Dio - dall'antichità all'età moderna, nel confronto con pensatori come Lessing e Mendelssohn nel '700 e, nel '900, Gandhi, Sloterdijk, Freud per la prospettiva psicanalitica, fino a Gadamer e Lévi-Strauss. L'idea di "traducibilità" dei nomi di Dio da una religione all'altra, propria degli antichi politeismi, e la moderna ermeneutica della religio duplex - doppia verità, universale e rivelata - permettono di ripensare il monoteismo oltre se stesso: un movimento della memoria e del concetto che va dalla religione esclusiva di Mose alla possibilità di una religione universale.
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Novalis. Pensiero, poesia, romanzo
di Giampiero Moretti
editore: Morcelliana
pagine: 230
Spesso citato e richiamato nei campi più diversi per via dei suoi fulminanti e affascinanti "frammenti", Novalis (Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg, 1772-1801) viene qui studiato e analizzato in un orizzonte complessivo e finalmente unitario. L'autore prende attentamente in considerazione ogni tappa speculativamente significativa dell'opera di Novalis, mostrando come l'esito poetico-letterario della scrittura novalisiana non sia frutto di improvvisazione, anche "illuminata", ma si saldi strettamente ai suoi presupposti teoretico-estetici. L'immagine che ne scaturisce non è perciò più quella di una figura isolata e dedita al culto dell'irrazionale, bensì quella di un pensatore certamente "romantico" ma nel significato migliore di questo termine, in felice e produttivo scambio con le correnti filosofiche, scientifiche e poetiche della sua epoca. Kant, Hemsterhuis e Fichte, assieme agli studi di fisica e medicina, si rivelano i punti di riferimento privilegiati di quelli che non tanto, e non più certo soltanto, vanno considerati come "frammenti", quanto piuttosto parti integranti e coerenti di un'opera centrale dell'età romantica tedesca ed europea.
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Girolamo Seripando. La sua vita e il suo pensiero nel fermento spirituale del XVI secolo
di Hubert Jedin
editore: Morcelliana
pagine: 1323
La grande biografia di Jedin dedicata a Girolamo Seripando, tra i protagonisti del Concilio di Trento, per la sua portata teol
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Opera omnia
di Romano Guardini
editore: Morcelliana
pagine: 768
Gli scritti editi e inediti di etica, che mostrano l'attualità della riflessione morale di Guardini dopo l'epoca Moderna, in particolare la sua dimensione "dialogica", dove il Tu non è solo Dio, ma l'altro, la persona, la comunità...
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Le religioni e le arti. Percorsi interdisciplinari in età contemporanea
editore: Morcelliana
pagine: 384
"Le religioni e le arti" offre una proposta in merito al dialogo che il campo artistico intrattiene con il campo religioso att
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Storia della Diocesi di Piacenza
editore: Morcelliana
pagine: 560
"Con questo volume giunge al termine un'impresa cominciata da più di un decennio, promossa dal primo presidente della Fondazione, il professor Giancarlo Mazzocchi, e concepita da un comitato scientifico coordinato dal professor Giovanni Filoramo e composto dai professori Daniele Menozzi, Pierre Ratine, Paola Vismara e da monsignor Domenico Ponzini, allora responsabile dei beni culturali della diocesi, che ha fortemente voluto quest'opera e molto si è adoperato per la sua realizzazione (nel frattempo, dal comitato sono usciti Filoramo e Menozzi ed è entrato Annibale Zambarbieri, curatore appunto del volume conclusivo). L'opera si segnala innanzitutto per la sua singolare ampiezza: mentre la maggior parte delle storie delle diocesi di medie dimensioni è contenuta in un uno o due tomi al massimo, la storia della diocesi di Piacenza si dispiega in quattro volumi suddivisi in sei tomi, per un totale di più di 2200 pagine. Il modello ha avuto fortuna ed è stato adottato, per esempio, per la storia della Chiesa riminese. Ad essa hanno collaborato trentatre studiosi, di cui poco meno della metà appartengono alla categoria dei cosiddetti "storici locali", a riprova di come sia possibile far coesistere, in un quadro di rigorosa serietà scientifica, le più aggiornate suggestioni della ricerca accademica e le risorse di una lunga tradizione di studi locali, che qui dimostra la sua persistente vitalità." (dalla presentazione di Massimo Toscani)
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Israele e i popoli. Per una teologia politica ebraica
di Martin Buber
editore: Morcelliana
pagine: 304
Pochi giorni prima che Hitler diventasse Cancelliere, Martin Buber, una delle figure più autorevoli dell'ebraismo tedesco, partecipò a un convegno insieme a relatori nazionalsocialisti, neo-nazionalisti e antisemiti, in cui discorso teologico e fede politica finirono fatalmente per sovrapporsi. L'incontro fu organizzato da Jakob Wilhelm Hauer, ordinario di Indologia all'Università di Tubingen, di lì a poche settimane non solo fervente sostenitore della dittatura, ma anche informatore dei servizi segreti di Himmler. La partecipazione di Buber al convegno e l'adesione di Hauer al nazismo diedero luogo a un significativo intreccio biografico. A distanza di ottant'anni riemergono dagli archivi documenti che permettono di ricostruire - anche grazie ad altri scritti coevi (come la disputa con il teologo cristiano Karl Ludwig Schmidt), carteggi inediti e fotografie d'epoca - un'intricata vicenda rimasta finora ignorata. Una vicenda, non priva di contraddizioni e ambiguità, che pone in una nuova luce lo stesso essere e pensarsi ebreo di Buber, sulla base di una riflessione teologico-politica che nasce calandosi all'interno di un clima culturale, nella Germania fra le due Guerre, ostile all'integrazione ebraica nella nazione tedesca.
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Max Scheler. Epistemologia, etica, intersoggettività
di Alfred Schütz
editore: Morcelliana
pagine: 256
I tre saggi di Alfred Schütz qui raccolti a cura di Leonardo Allodi hanno per oggetto, rispettivamente, la filosofia di Max Scheler (1966), la sua epistemologia ed etica (1957-1958) e la sua teoria dell'intersoggettività (1942). Una interpretazione critica capace di mettere sotto gli occhi, insieme ai principali tratti di originalità della corrente fenomenologica, elementi che la conducono oltre se stessa, a una "proto-sociologia", un contributo preliminare all'autentica sociologia. Il movimento teorico qui evidenziato va dall'epistemologia alla elaborazione di una "sociologia del sapere". Una presa di distanza dal trascendentalismo del maestro - Husserl - che per Scheler si traduce nell'elaborazione di una fenomenologia realista, e per Schutz, aprendosi al pragmatismo, ha compimento nella Costruzione sociale della realtà (1966): la persona è l'unità concreta in cui interagiscono la sua costituzione "individuale" e "sociale". La fenomenologia diventa così chiave di accesso per una lettura antropologica e sociologica del mondo.
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Monoteismo e distinzione mosaica
di Assmann Jan
editore: Morcelliana
pagine: 45
Mette conto prendere le mosse dal celebre incipit di Thomas Mann alle 'Storie di Giacobbe', costituente il primo tomo della 'J
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