Moretti & vitali
Jung e Pauli. Il carteggio originale: l'incontro tra psiche e materia
editore: Moretti & vitali
pagine: 392
Questo volume presenta la traduzione italiana dell'ottantina di lettere che il curatore tedesco, lo psicoanalista C.A. Meier, è riuscito a reperire tra quelle scambiate nel periodo che va dal 1932 al 1957, fra Wolfgang Pauli, uno dei fisici teorici di punta della stagione della fisica di rottura della prima metà del secolo scorso e Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica che a sua volta presenta punti di rottura e di avanzamento rispetto alla psicoanalisi ortodossa. È stato un confronto vivo e vero, nel corso del quale ognuno dei due studiosi, teso a capire le ragioni e i modi di pensare dell'altro, si è spinto al di là del già noto, tanto da creare un linguaggio comune o, come gli stessi autori dissero, una "correspondentia" capace di intercettare i punti di contatto tra i concetti più nuovi dell'ermeneutica junghiana, quali la sincronicità, l'archetipo, lo psicoide ecc. e i concetti altrettanto nuovi della fisica quantistica in formazione, di cui Pauli è stato un grande protagonista. Da questa comune tensione è nato un esempio notevole e forse unico di dialogo tra studiosi di discipline apparentemente molto distanti fra loro, dialogo che avvenne nel corso di lunghi e faticosi anni di elaborazione e reciproca formazione.
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La nostalgia. Quando dunque si è a casa? Ulisse, Enea, Arendt
di Barbara Cassin
editore: Moretti & vitali
pagine: 93
"Questo libro interroga, con la 'nostalgia', il rapporto tra patria, esilio e lingua materna. L'Odissea, che racconta le peripezie di Ulisse e del suo ritorno incessantemente differito, è il poema per eccellenza della nostalgia. Il segno, squisitamente simbolico, che Ulisse è finalmente tornato 'a casa', nella sua patria, è il letto radicato, scavato con le sue mani in una pianta d'ulivo intorno a cui ha edificato la sua dimora, un segreto che condivide con la sua sposa. Radicamento e sradicamento: ecco la nostalgia. La patria, Enea la porta con sé quando fugge da Troia in fiamme con il padre Anchise e gli dèi lari sulle spalle. Va errando di luogo in luogo finché Giunone, il cui odio lo insegue, concede di lasciargli fondare quella che diventerà Roma, ma a una condizione: che dimentichi il greco e parli, dice Virgilio, 'con una sola bocca' insieme e come i Latini. L'epopea fondatrice è anche, in questo caso, fondatrice di lingua. Avere per patria la propria lingua, per unica patria addirittura. Così, nei tempi bui in cui vive, Hannah Arendt, 'naturalizzata' nel suo esilio americano, sceglie di definirsi non rispetto a un paese o a un popolo, ma soltanto rispetto a una lingua, la lingua tedesca. È questa lingua che le manca e che vuole udire." (Dal testo introduttivo di Barbara Cassin)
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Simbolo e assenza. Fra codice multiplo e bi-logica
di Gabriele Pulli
editore: Moretti & vitali
pagine: 78
Il fascino dell'assenza, dell'acquisire qualcosa di assente un fascino un'incantata intensità - in virtù dell'assenza stessa, ciò per cui Platone ha potuto affermare nel Simposio che si desidera qualcosa che manca, è il carattere più proprio del simbolo, l'elaborazione più alta della "materia prima" che la sfera psichica priva della funzione simbolica gli pone dinanzi, non la soluzione del problema dell'assenza, né la sua negazione: la sua sublimazione.
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Teoria dell'andatura
di Balzac Honoré de
editore: Moretti & vitali
pagine: 99
Balzac si pone al centro di quella che lui stesso definisce "contemporaneità", scorgendovi un intreccio di forze e di energie
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Commedia dell'arte. Voci, volti, voli. Poetiche, tradizioni tradite, maestri, teoretiche e tecniche della commedia dell'arte contemporanea
editore: Moretti & vitali
pagine: 396
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Il labirinto di Narciso. Sade e Nietzsche nei simulacri di Pierre Klossowski
di Guido Brivio
editore: Moretti & vitali
pagine: 224
Creatore infaticabile attraverso la parola filosofica, la narrazione romanzesca e l'immagine pittorica di simulacri - cioè di luoghi in cui le intensità vitali possano svelarsi - Klossowski percorre da un capo all'altro il ventesimo secolo, nella sua devozione irriducibile per quelle forze, talora passioni, talora intuizioni, che abitano l'anima umana, restituendola enigmaticamente al suo senso. Condotto attraverso lo sguardo di due figure cardine del pensiero eterodosso occidentale - Sade e Nietzsche - riflesse nello specchio inquietante del più inclassificabile dei pensatori francesi contemporanei, l'occhio del lettore è invitato a un viaggio che lo spinge a interrogarsi sul significato dell'immagine e della fantasia, dell'eros e del corpo, del tempo e del mito, seguendo le tracce di un doppio sentiero in cui dispersione e raccoglimento, volontà e abbandono, parola e silenzio divengono i termini di un itinerario paradossale come unica via possibile all'esperienza dell'indicibile.
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Desiderare invano. Il mito di Faust in Goethe e altrove
di Francesco Roat
editore: Moretti & vitali
pagine: 144
La leggenda del patto tra Faust e il demonio può essere letta come un mito: ovvero come una narrazione primordiale, grazie alla quale interrogarci sulla natura dell'essere umano e finanche sulla sua essenza. È quanto fa Francesco Roat in "Desiderare invano", seguendo passo per passo la vicenda narrata da Goethe, ma senza dimenticare - in frequenti, vertiginosi excursus - le tante altre opere letterarie, teatrali o musicali ispirate alla figura dello studioso che sottoscrive il più celebre dei patti stipulati tra l'essere umano e il diavolo. E lucidissima, a questo proposito, la riflessione che l'autore mette in campo intorno alle forme del desiderio e ai suoi aspetti irrisolti e paradossali. Il desiderio di conoscere ogni cosa e di carpire tutti i misteri del mondo è un'ambizione che eccede l'umano e si traduce, come osserva Roat, "non già in un anelito sovrumano quanto disumano"! L'umanità sta da un'altra parte. Si rivela solo affrancandosi dalle illusioni. Ritenere di poter sfuggire all'esperienza della morte e del dolore è perversione, è tradimento, è corteggiare un precipizio. Solo la coscienza della profonda unità del cosmo - alla quale siamo chiamati nascendo - può placare l'angoscia della caducità e può consentirci di abbracciare una visione della vita che sposti l'accento sul morire come legge dell'esistenza; può indurci a prendere consapevolezza dell'impossibilità di ogni assoluto, di ogni eterno piacere. Può consentirci di abbracciare i chiaroscuri di una persistente umbratilità.
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Individuale e sociale. Teoria della personalità in Antonio Gramsci. Con documenti e lettere carcerarie inedite
di Regazzini Dario
editore: Moretti & vitali
pagine: 120
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Aborto: perdita e rinnovamento. Un paradosso nella ricerca di identità
editore: Moretti & vitali
pagine: 142
Di fronte alla scelta, si deve dire un "sì" o un "no", che diventano irrevocabili; ma le donne sanno che non si tratta mai di
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Elena. Solo per amore
editore: Moretti & vitali
pagine: 231
Bellezza, tradimento e guerra, ecco ciò che evoca, al solo pronunziarlo, il nome di Elena di Troia
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Metamorfosi. Immagini del pensiero
editore: Moretti & vitali
pagine: 179
Metamorfosi è un viaggio, un'avventura attraverso le immagini e le figure che la poesia, l'arte, la filosofia hanno creato per
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Vegliare il sogno. Teoria e pratica del Dream Tending
di Aizenstat Stephen
editore: Moretti & vitali
pagine: 256
L'altra notte abbiamo fatto il più sorprendente dei sogni
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