Officina libraria
Versailles en aquarelle
di Bajou Vale`rie
editore: Officina libraria
pagine: 64
Ecco un carnet di acquerelli, souvenir ideale per il visitatore che lascia Versailles meravigliato dai fasti del "Grand Siècle
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Storie dalla foresta strana
di Shaun Micallef
editore: Officina libraria
pagine: 206
Un'innocente principessa vaga per la foresta ritrovandosi intrappolata tra un lupo dall'appetito vorace e una casetta di zucch
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Amarone. La gatta che non voleva tagliarsi il pelo
di Jack Tow
editore: Officina libraria
pagine: 44
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Anna e il coniglietto di pezza
di Carrie Gallash
editore: Officina libraria
Età di lettura: da 5 anni
Fuori catalogo
La cappella di san Giovanni Battista nella chiesa di san Rocco a Lisbona. Committenza, costruzione, collezioni
editore: Officina libraria
pagine: 175
La Cappella di San Giovanni Battista fu commissionata dal monarca portoghese Giovanni V nel quarto decennio del Settecento e f
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Davanti al naturale. Contributi sul movimento caravaggesco a Napoli
editore: Officina libraria
pagine: 144
Il volume riunisce otto contributi di altrettanti studiosi, specialisti di argomenti relativi al naturalismo caravaggesco a Na
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100 anni. Scultura a Milano 1815-1915
editore: Officina libraria
pagine: 304
Il catalogo della mostra 100 anni
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Ecce gatto. 24 libere ore nella mia vita. Ediz. a colori
di Tow Jack
editore: Officina libraria
pagine: 48
Impertinente e indisponente tricolore dallo sguardo pitonesco, la gatta Birba è una collaboratrice autonoma di Officina Librar
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Il libro della giungla
di Rudyard Kipling
editore: Officina libraria
pagine: 104
Papà Lupo fiutava il sentiero di caccia alla ricerca di una preda
Fuori catalogo
Bossi e Goethe. Affinità elettive nel segno di Leonardo
editore: Officina libraria
pagine: 200
Le due città di Milano e Weimar sono unite, all' inizio dell' Ottocento, a un'amicizia intellettuale che nasce dall'interesse
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Renzo Mongiardino. Architettura da camera
editore: Officina libraria
pagine: 223
"Lasciando da parte i fatti personali e sgombrando il campo dai ricordi, la questione Mongiardino non può essere archiviata tra il silenzio degli storici dell'architettura e il culto dei reduci. Diventa necessaria la messa a punto di strumenti con cui sfuggire all'uso di quei superlativi che nascondono il nulla critico. E non si può più nemmeno utilizzare, quasi fosse un passepartout, l'elogio d'obbligo degli artigiani che hanno accompagnato, giorno dopo giorno, la carriera dell'architetto lastricata di successi, a cui ha corrisposto, con un contrappasso di cui non conosco paralleli, una sostanziale estromissione dalla storia. Al massimo qualche menzione tra i fatti di costume. E perché? Per non avere realizzato edifici pubblici? Per non avere frequentato il razionalismo, prima, né il postmodernismo, poi? Per scontare il peccato di avere fatto le case di alcuni dei committenti più potenti della terra? Perché non è successo così per Tommaso Buzzi né sta succedendo così per Peter Marino? Che tema per un Francis Haskell di oggi." (Giovanni Agosti)
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