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Perché Sanremo è Sanremo. Da «Grazie dei fior» a «Me ne frego». Storia del Festival più amato dagli italiani
di Davide Steccanella
editore: Paginauno
pagine: 248
"Anche noi abbiamo il nostro richiamo militare obbligatorio
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La seconda occasione
di Edith Wharton
editore: Paginauno
pagine: 148
Con questi tre racconti, e l'affilata potenza della sua prosa, Edith Wharton ci conduce nelle stanze più segrete del cuore di
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La nuova destra in Europa. Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist
di Matteo Luca Andriola
editore: Paginauno
pagine: 476
L'esplosivo successo elettorale dei partiti di destra alle ultime elezioni europee è la ragione che ci ha suggerito di ripropo
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33 giri. Guida ai cantautori italiani. Gli anni Ottanta
di Mario Bonanno
editore: Paginauno
pagine: 182
Gli Ottanta sono riconosciuti come gli anni del Riflusso, della grande fuga dall'impegno di massa e dall'ideologia
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Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta
di Silvia Albertazzi
editore: Paginauno
pagine: 235
"Ricordo la prima volta che ho visto Cohen, a un reading di poesia a Vancouver nel 1966
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Storia del gusto. A tavola con i filosofi
di Felice Bonalumi
editore: Paginauno
pagine: 186
Il cibo ha caratterizzato intere civiltà, mangiare è probabilmente l'azione più frequente nella vita di una persona, un atto a
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Cinema e terrorismo
di Carmine Mezzacappa
editore: Paginauno
pagine: 322
"Cinema e terrorismo" è un'attenta e minuziosa analisi di come il cinema italiano ha raccontato la lotta armata degli anni Settanta. Il saggio è costruito secondo linee tematiche, e l'autore passa in rassegna cinquanta film spaziando dalle pellicole più note - come "Buongiorno, notte" e "La Prima linea" - a produzioni meno conosciute, affrontando molteplici aspetti. In opere quali "Colpire al cuore" di Amelio e "Caro papà" di Risi, la lotta armata si presenta come conflitto generazionale, mentre in altre pellicole la telecamera preferisce soffermarsi sui dubbi ideologici ed esistenziali dei protagonisti - "Maledetti vi amerò" e "La caduta degli angeli ribelli" di Giordana, e "Il ragazzo di Ebalus" di Schito. Non mancano i riferimenti cinematografici al tormento della coscienza infelice borghese, che si oppone alla propria classe sociale - "Una fredda mattina di maggio" di Sindoni - e all'atteggiamento irriducibile dei militanti, come "Gli invisibili" di Squitieri e "La mia generazione" di Wilma Labate.
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