Paideia
Aggeo, Zaccaria, Malachia
di Reventlow Henning G.
editore: Paideia
pagine: 264
Con Aggeo e Zaccaria ci si trova di fronte alla testimonianza di due profeti che furono attivi nell'età della ricostruzione de
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Poetica degli scritti narrativi nell'Antico Testamento
di Klaus Seybold
editore: Paideia
pagine: 312
Questo secondo volume della poetologia di Klaus Seybold, dedicato alle opere narrative raccolte nell'Antico Testamento, è un'esposizione organica delle caratteristiche strutturali e stilistiche dei vari tipi di questa letteratura, che in parte ha conosciuto un lungo periodo di trasmissione orale prima di essere messa per iscritto. Con abbondanza di esempi e con un'analisi puntuale dei testi si approfondiscono le forme minori che nel tempo sono andati acquisendo i racconti, i miti, le saghe, le leggende, gli aneddoti, come anche la natura di opere letterarie di maggior respiro come le novelle e i resoconti fino ai grandi complessi storiografici, le raccolte di documenti e di testi storici. Intento dell'opera è di portare alla luce il lato artistico della narrativa ebraica antica e di illustrarne la funzione che essa ebbe a svolgere nella religione e nella teologia bibliche.
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Lettere ittite di re e dignitari. La corrispondenza interna del Medio Regno e dell'Età Imperiale
editore: Paideia
pagine: 232
Gli archivi dell'antica Hattusa, capitale del regno ittita, e di altri centri minori hanno restituito numerose lettere di sovrani, regine e principi della famiglia reale, di alti dignitari e capi militari, come di semplici funzionari, auguri e scribi. Tutta questa documentazione che si estende fra il XIV e il XII sec. a.C. fornisce un complesso d'informazioni di ogni tipo che consente un punto di vista privilegiato su tutti gli aspetti della vita nel regno di Hatti, delineando un quadro vivido della società del tempo. Le lettere raccontano la grande storia e al tempo stesso conservano molte piccole vicende. Ragguagliano su assedi di città, incursioni nemiche, epidemie, visite di ambasciatori, esecuzione di rituali, opere edilizie, casi giudiziari, ma illuminano anche aspetti minori della vita quotidiana: richieste di favori, ansie e preoccupazioni personali, raccomandazioni, rimproveri a subalterni, liti tra funzionari.
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Israele in esilio. Storia e letteratura nel VI secolo a.C.
di Rainer Albertz
editore: Paideia
pagine: 464
L'importanza dei tempi esilici per l'Israele antico difficilmente potrebbe essere sopravvalutata: dei testi entrati a far parte della Bibbia ebraica, circa la metà proviene o si è formata in questo periodo, nel VI sec. a.C. L'opera di Rainer Albertz delinea l'immagine biblica dell'età esilica fino a quando questo "tempo infausto" viene a occupare una posizione centrale nella concezione apocalittica della storia. Dopo aver ricostruito il periodo esilico per quanto consentono le fonti orientali antiche, si cerca di esporre distintamente le vicende dei diversi gruppi di esiliati e anche di mettere alla prova un modo di scrivere la storia, che alla storia politica intreccia quella delle mentalità al di là di prese di posizione preconcette. La parte più considerevole del volume è dedicata a un'esposizione avvincente della letteratura dell'età esilica. Qui la ricostruzione di un lungo e talvolta tortuoso lavoro editoriale consente di mettere in luce alcuni degli elementi maggiori e più propri di quello che è venuto a configurarsi come pensiero religioso e teologico dell'Israele antico.
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La sofferenza del giusto. Giobbe e Tobia a confronto
di Giancarlo Toloni
editore: Paideia
pagine: 128
Una leggenda popolare sul giusto messo alla prova e poi reintegrato nella felicità primigenia anima la vicenda di Giobbe e sta probabilmente all'origine del libro di Tobia. Elemento comune ai due scritti biblici è la sofferenza del giusto, dolore in Tobi, tribolazione in Giobbe: le vicissitudini di Tobi fanno da pendant ai tormenti subiti da Giobbe, le prime risolvendosi nella solidarietà con i connazionali, i secondi nel contrasto con Jahvé. Aprendosi a una prospettiva sociale il dolore di Tobi perde le tinte del dramma facendosi sopportabile; nel confronto con Dio Giobbe giunge a darsi ragione della sconfessione della sapienza tradizionale.
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Paolo e la Chiesa di Roma
di Romano Penna
editore: Paideia
pagine: 304
Paolo e la Chiesa di Roma ha come filo conduttore la vita della Chiesa delle origini, alla quale la chiesa romana contribuisce con problematiche specifiche che consentono riflessioni più generali, anche se nelle lettere di Paolo non s'incontrano affermazioni esplicite sulla Chiesa. Nel quadro complessivo del pensiero dell'apostolo la dimensione ecclesiale cristiana acquista un suo proprio spessore solo sulla base dell'evangelo e della fede in Cristo, oltre che sull'azione viva dello Spirito, in una prospettiva inconfondibilmente escatologica.
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Israele antico e scienze sociali
di Esler Philip F.
editore: Paideia
pagine: 392
Questa raccolta di saggi guidata da Philip Esler fa per così dire il punto della ricerca sugli scritti dell'Antico Testamento
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Seconda Lettera ai corinti
di Margaret E. Thrall
editore: Paideia
pagine: 1016
Arricchito di due estese appendici - dedicata l'una agli avversari di Paolo a Corinto, l'altra a Paolo apostolos -, con questo secondo volume il commento di Margaret Thrall alla seconda Lettera ai corinti giunge a conclusione. Come già nel primo volume, al centro dell'esegesi di questa tra le maggiori delle lettere paoline sta sia il pensiero cristologico sia la figura di Paolo in quanto «apostolo di Gesù Cristo» (per riprendere le parole con cui Paolo si presenta nelle due epistole ai corinti): il Paolo portatore del vangelo di Cristo risorto - di cui egli stesso ha fatto esperienza - e modello supremo del ministero cristiano.
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Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo (175 a. C.-135 d. C.). Vol. 1
di Schürer Emil
editore: Paideia
pagine: 738
La storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo di Emil Schürer nella nuova edizione interamente riveduta e aggiornata
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Conflitto e identità nella lettera ai Romani. Il conflitto sociale dell'epistola di Paolo
di Philip F. Esler
editore: Paideia
pagine: 512
In questo studio Philip F. Esler colloca la lettera ai Romani sullo sfondo per molti versi unico di Roma e delle sue comunità del movimento di Cristo attorno alla metà del primo secolo, muovendo da una prospettiva sociale e culturale per molti versi inedita e innovativa. Nell'ottica di Esler la lettera ai Romani mostra d'essere un tentativo tanto elaborato quanto pregnante di riproporre l'identità del movimento di Cristo in una forma in cui domina il riconoscimento della differenza etnica. È una lettera in cui la verità teologica dell'unicità di Dio fa da fondamento all'identità comune patrocinata da Paolo. In un mondo come quello d'oggi che non cessa d'essere lacerato da conflitti etnici, la lettera che Paolo scrive ai credenti in Cristo delle comunità romane mostra come sia possibile preservare la propria e l'altrui identità etnica in un'identità comune che non annulla bensì esalta le peculiarità che distinguono gruppi etnici altrimenti diversi.
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Lettera a Filemone
di Klaus Wengst
editore: Paideia
pagine: 152
L'epistola a Filemone prende spunto da un caso concreto: la fuga dello schiavo Onesimo dal padrone cristiano, Filemone. Le poche righe della lettera di Paolo non sempre consentono di individuare chiaramente i vari aspetti della situazione, ma sulla base di altre fonti antiche è possibile ricostruire quantomeno approssimativamente gli aspetti storici e sociali oltre che ecclesiali della vicenda. Il commento di Klaus Wengst approfondisce i rapporti fra i tre attori della lettera - Paolo, Filemone e Onesimo - sullo sfondo sia della diversa condizione sociale sìa dell'appartenenza allo stesso movimento dì Cristo, nel tentativo di mostrare come la teologia possa rapportarsi alla realtà sociale. In breve Paolo e lo schiavo: il credente in Gesù Cristo e la schiavitù nel mondo antico; teologia e realtà sociale.
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