Quodlibet
Pietre di pane. Un'antropologia del restare
di Vito Teti
editore: Quodlibet
pagine: 188
Nulla più dell'idea del "restare" potrebbe apparire estraneo alla storia del sapere etnografico. Restare sembra l'antitesi del viaggiare, del mettersi in discussione, della disponibilità al disordine, alla scoperta, all'incontro. Ma davvero l'idea e la pratica del restare sono inconciliabili con l'esperienza antropologica? E, soprattutto, è possibile pensare un viaggiare separatamente dall'esperienza del restare, e davvero il restare va accostato all'immobilità, alla scelta di non incontrare l'alterità e di non fare i conti con la propria ombra, il proprio doppio? L'avventura del restare - la fatica, l'asprezza, la bellezza, l'etica della "restanza" - non è meno decisiva e fondante dell'avventura del viaggiare. Attraverso racconti, memorie, note di viaggio e riflessioni, che si fondono in un romanzo antropologico ambientato tra la Calabria e il Canada, Vito Teti ricostruisce la complessità della "restanza", senza nessun cedimento a un'estetica dell'immobilismo e con una sofferta interrogazione sul senso dell'erranza nell'epoca della modernizzazione globale.
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I generi letterari e la loro origine
di Enzo Melandri
editore: Quodlibet
pagine: 104
Confrontandosi con l'antico problema dei generi letterari, Enzo Melandri s'interroga innanzitutto sul perché esista qualcosa come i generi letterari, cioè sulla loro origine. Non solo, dunque, una questione, pur importante, di storia della letteratura, ma il problema genuinamente filosofico dei limiti del linguaggio e degli espedienti che esso deve mettere in atto per esprimere l'impossibilità della parola di venire a capo del suo rapporto col mondo. I generi letterari - la tragedia, la commedia, l'epica, l'elegia ecc. appaiono, in questa prospettiva, come la traccia musicale ed emotiva che l'esperienza dei propri limiti segna sul linguaggio. Prefazione Giorgio Agamben.
Esaurito
Viaggio alle regioni equinoziali del nuovo continente
di Alexander von Humboldt
editore: Quodlibet
pagine: 266
La Coruña: 5 giugno 1799, un giovane scienziato prussiano s'appresta a varcare l'Oceano Atlantico lasciandosi alle spalle non
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Cento capolavori della letteratura cinese
di Edoarda Masi
editore: Quodlibet
pagine: 453
Per un apparente paradosso, una delle più antiche letterature del mondo quella cinese - è per gran parte sconosciuta ai non specialisti. Alcuni testi poetici, qualche romanzo, qualche capolavoro del pensiero antico - messaggi isolati e privi di collegamento - sono tutto quanto arriva al pubblico, ancora oggi, del più vasto patrimonio letterario della storia umana. Con questo libro Edoarda Masi si propone di avvicinarci alla straordinaria bellezza di questa letteratura nei generi in cui eccelle: la poesia, con maestri come Wang Wei (699-761) e Du Fu (712-770); la storia, con "L'arte della guerra" (VI-V secolo a.C.) e "Primavera" di Li Dazhao, scritta all'epoca della rivolta dei Boxers; la narrativa, con il "Romanzo dei Tre Regni" di Luo Guanzhong (XIV secolo) e i "Racconti straordinari dello studio Liao" di Pu Songling (1640-1715); il teatro, con "Il padiglione a Ponente" di Wang Shifu (XIII secolo) e "Il ventaglio dai fiori di pesco" di Kong Shangren (1648-1718); e infine il pensiero filosofico, ortodosso o eretico. Di ogni opera presa in esame vengono forniti il soggetto o la trama, il contesto storico nel quale fu prodotta, le principali traduzioni nelle lingue occidentali. Un libro che è anche un viaggio sulle tracce di una grande civiltà attraverso cento testi, scritti in un arco di tempo di duemilacinquecento anni e in uno spazio vasto quanto un continente.
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Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia
di Matteo Marchesini
editore: Quodlibet
pagine: 535
Alternando ritratti e panoramiche, e misurando l'attualità di autori canonici, eccentrici o dimenticati, il volume offre un ampio spaccato della letteratura italiana tra la fine dell'Ottocento e il Duemila. Ma il titolo non è solo uno stratagemma vivace per indicarne i confini cronologici. Infatti, occupandosi di un'epoca moderna e postmoderna in cui il peso pubblico dei linguaggi letterari si è andato rapidamente riducendo, l'autore racconta gli estremi sviluppi del rapporto abnorme che in Italia ha storicamente legato l'identità nazionale agli scrittori: scrittori che spesso, quasi a risarcire una società priva di coesione e di modelli politici comuni, da puri rappresentanti di valori estetici sono stati trasformati in veri e propri personaggi, in catalizzatori di climi ideologici e in simboli di un costume o di un modo di vivere. Ne risulta un libro in cui le analisi stilistiche fanno tutt'uno con la critica della cultura.
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Maestri di finzione
di Francesca Borrelli
editore: Quodlibet
pagine: 610
Quaranta voci di scrittori tra i più significativi del panorama letterario internazionale dialogano con Francesca Borrelli, critica letteraria del "manifesto", impegnata da trent'anni in una mappatura della narrativa contemporanea, attraverso la testimonianza diretta dei suoi protagonisti. Da autori ormai iscritti al registro dei classici, come Saramago, Grass, Morrison, Sontag, Yehoshua, Soyinka, a maestri della stagione postmoderna come DeLillo, Wolff, Marias, Pamuk, fino agli scrittori che con il loro talento hanno reso ridicole le voci sulla morte del romanzo, come Franzen e Foster Wallace, per arrivare alla generazione delle promesse già consolidate, da Cercas a Egan, da Eugenides a Homes. Unica presenza italiana, Anna Maria Ortese, la "sonnambula assorta in un sogno" che negli ultimi anni della sua vita ci consegnò alcuni dei suoi frutti più visionari e originali. Tra le pagine di questo libro, che interrogano alcuni degli autori prediletti nel corso di più incontri, si discute di strategie narrative, andando dal "primo palpito" di un'opera alla sua resa finale. Al centro, il ruolo dei personaggi, le accortezze messe in campo per renderli vivi, e un sondaggio più o meno scherzoso sul loro grado di autonomia dalla volontà degli autori che li hanno inventati: perché c'è chi come Saramago e Yehoshua si pretende arbitro assoluto dei loro destini e chi come Paul Auster e Gunter Grass concede alle proprie creature qualche possibilità di evasione dai vincoli predisposti.
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Il cimitero ebraico in Italia. Storia e architettura di uno spazio identitario
di Morpurgo Andrea
editore: Quodlibet
pagine: 255
Il volume è frutto di un'accurata indagine dei luoghi di sepoltura ebraici dal punto di vista della storia dell'architettura e
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Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda
editore: Quodlibet
pagine: 183
Baciati dalla fortuna (niente neve, poca pioggia) e sfruttando la luce delle lunghissime giornate di maggio, Claudio Giunta ha preso appunti, Giovanna Silva ha scattato le foto, e insieme hanno fatto il giro dell'Islanda, da Reykjavik a Reykjavik, con varie deviazioni fuori dal percorso della Route 1, su strade piuttosto accidentate, per vedere posti che 'sentivano' (a ragione) di dover vedere. Alla fine, sulla carta è rimasto: (1) un certo numero di immagini, più che altro immagini di una solitudine che può apparire sinistra ma che è invece, a starci dentro, addirittura euforizzante: non solo lava, cascate e ghiacciai ma anche centrali elettriche perse in mezzo al niente, cimiteri di campagna, una base della NATO che ha chiuso i battenti e si sta trasformando in un pezzo del paesaggio; (2) la traccia dei colloqui con un numero sorprendentemente alto di persone interessanti (nella geografia umana esiste un indice della 'densità di persone interessanti'? Se esiste, l'Islanda sta in cima alla classifica); (3) un tentativo - anzi più tentativi - di risposta alla domanda: perché mai uno, venuto al mondo venti paralleli più a sud, dovrebbe amare l'Islanda?
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Walter Benjamin. La creatura, il sacro, le immagini
di Sigrid Weigel
editore: Quodlibet
pagine: 300
Non pochi concetti cardinali del pensiero europeo - fra cui quelli di vita, di uomo e di giustizia - discendono dalla tradizione biblica. Il riconoscimento di questo dato di fatto culturale da parte di Walter Benjamin è il cuore del presente libro, nel quale Sigrid Weigel indaga in modo esaustivo soprattutto le conseguenze che tale profonda convinzione ha avuto sulla formazione del pensiero benjaminiano e sul suo specifico declinarsi nei diversi piani della teologia, della letteratura e dell'estetica, fino alla cruciale dimensione teorica della traduzione. L'attenta ricostruzione di questo sfondo, condotta con puntualità filologica, non è però il solo obiettivo del libro di Sigrid Weigel. Il suo maggior contributo innovativo consiste, infatti, nella capacità di far emergere, da questa analisi, una configurazione concettuale destinata a incidere in modo decisivo su tutta l'opera di Benjamin, il cui nocciolo va individuato nella distinzione tra mondo della creazione e mondo della storia. Su queste premesse, il pensiero di Benjamin può essere coerentemente ripercorso e interpretato come pensiero "post-biblico", mosso da una consapevolezza non-confessionale della lingua biblica, dell'ordine sacro e dell'idea di redenzione.
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Il canone del tè. Testo cinese a fronte
di Yu Lu
editore: Quodlibet
pagine: 225
Da quando l'Oriente cinese e giapponese ha creato un'estetica sulle foglie della pianta Camellia sinensis e ha coltivato fino alla perfezione il rito della degustazione dell'infuso, molti trattati sono stati scritti sull'arte di preparare il tè, ma uno solo è rimasto nei secoli l'archetipo, la base di tutti i testi: il Chajing, il Canone del tè, il più antico e il più importante trattato al mondo sulla coltivazione, la preparazione, l'uso e gli echi letterari del tè. Fu composto intorno al 758 dal letterato e poeta Lu Yu, che con questo libro dette un fondamentale impulso alla cultura del tè e ne fissò lo spirito. Alieno da ogni preoccupazione per l'esteriorità, Lu Yu insegna che le circostanze e il luogo della degustazione non sono che accessori, ed è quindi possibile variare l'etichetta in accordo all'ambiente, al numero degli ospiti e al loro rango. Le pagine del Canone si configurano così come un affascinante e rigoroso manuale tecnico di milleduecento anni fa e costituiscono un'opera di sottile poesia e un sacro testo dell'antico Oriente, accessibile nella traduzione dal cinese, corredata di un ampio apparato di note filologiche e storiche.
Esaurito
Idea della prosa
di Agamben giorgio
editore: Quodlibet
pagine: 128
Un bel viso è forse il solo luogo in cui vi sia veramente silenzio
Esaurito
Walter Benjamin. Testi e commenti
editore: Quodlibet
pagine: 252
Una grande monografia dedicata a Walter Benjamin, con testi di Scholem, Jesi, Rosenzweig, Fortini e inediti benjaminiani.
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