Rizzoli
Motel Voyeur
di Gay Talese
editore: Rizzoli
pagine: 204
È il 7 gennaio del 1980 quando Gay Talese, all'epoca impegnato nell'imminente pubblicazione del suo bestseller "La donna d'altri", riceve una lettera scritta a mano e anonima. Il mittente è un uomo del Colorado, che dice di aver «appreso del suo attesissimo studio sul sesso in America» e «di poter contribuire con alcune importanti informazioni». Nel seguito di quella lettera l'autore rivela a Talese qualcosa di inconfessabile: alla fine degli anni Sessanta ha acquistato il Manor House Motel, alla periferia di Denver, per soddisfare le proprie tendenze voyeuristiche. Sotto il tetto della struttura ha costruito una «piattaforma d'osservazione», e da lì, attraverso dei finti condotti di ventilazione, da anni osserva gli ospiti ignari. Talese, incuriosito e intenzionato a scriverne, incontra l'uomo - Gerald Foos - in Colorado qualche settimana dopo, e visita il motel. Foos, però, dichiara di voler rimanere anonimo, il giornalista non accetta e decide che questa storia non sarà raccontata. Passano degli anni, Talese rimane in contatto con Foos, che gli invia pagine e pagine del suo Diario del Voyeur, un registro in cui ha annotato le abitudini, i vizi, le passioni dei suoi ospiti - coppie sposate, amanti occasionali, omosessuali, vedove, escort, e tanti altri - pensando a sé come a un pioniere della ricerca sul sesso. Quello che ne risulta è uno spaccato della sessualità in America tra gli anni Settanta e i Novanta, l'istantanea di una nazione che sta vivendo gli aspri effetti della guerra in Vietnam, i giorni della Rivoluzione Sessuale, della desegregazione. Oggi, dopo oltre trentacinque anni da quella prima lettera, Talese, in questo grande esempio di giornalismo narrativo, può raccontare finalmente la controversa vicenda umana di Gerald Foos, offrendoci il ritratto, della vita più segreta dell'America nell'ultima metà del secolo scorso.
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La gioia di pensare. Elogio di un'arte dimenticata
di Vittorino Andreoli
editore: Rizzoli
pagine: 415
Viviamo in un tempo che ci distrae, in un empirismo che ci allontana con forza dalle occupazioni che sanno dare un senso alla nostra esistenza. Eppure questa deprivazione costante delle fonti essenziali di gioia può essere riconquistata ripristinando alcune semplici abitudini. La principale è senz'altro la feconda arte del pensare. Un esercizio a cui dedichiamo sempre meno energie e che proprio per questo impoverisce anche il nostro vissuto emotivo. Basterebbe poco per cambiare, per esempio tornando a usare quell'agenda che si è fatta virtuale, trascrivendo i nostri pensieri e trasformandoli in guida per il futuro. Dopo averci insegnato a ritrovare "la gioia di vivere", Vittorino Andreoli compie un ulteriore passo avanti con questo libro in cui coinvolge i lettori in un gioco di pensieri che attivano pensieri. A molti potrà sembrare strano che un semplice taccuino in cui si dispiegano i giorni dell'anno possa servire a compiere una rivoluzione così profonda. "Ciascuno di noi vorrebbe vivere meglio, almeno un po' meglio, sognando il meglio possibile, e per questo c'è bisogno di programmare, di immaginare che cosa scrivere giorno dopo giorno in un'agenda dell'anno che è appena cominciato." Perché annotare i propri pensieri permette di ricollocarci a contatto con il nucleo interiore più profondo, anche quando sono pensieri indignati dalle notizie di cronaca. Pensare serve a capire meglio chi siamo, dove andiamo e dove trovano posto i nostri desideri più intimi. È per questo che l'arte di pensare deve essere coltivata come un giardiniere fa con i suoi fiori più delicati, per non dimenticare un talento così poco produttivo nell'immediato ma fondamentale per afferrare il futuro che sogniamo per noi.
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Lion. La strada verso casa
di Saroo Brierley
editore: Rizzoli
pagine: 221
Immagina di avere cinque anni, di vivere in India, di conoscere a malapena il tuo nome e di non aver mai oltrepassato i confini del piccolo villaggio in cui vivi. Immagina di salire per sbaglio su un treno e che all'improvviso le porte si chiudano. Immagina di viaggiare per un tempo che sembra infinito e, alla fine del viaggio, di ritrovarti catapultato nella più povera, caotica e pericolosa metropoli del mondo, Calcutta. Questa è la vera storia di Saroo, resa ancora più straordinaria da ciò che accade venticinque anni più tardi, quando, cresciuto in Australia da una famiglia adottiva, decide di provare a rintracciare sua madre e i suoi fratelli. Nonostante non ricordi il nome del suo villaggio, con pazienza e determinazione infinite, trascorre il suo tempo a esaminare attraverso Google Earth ogni linea ferroviaria indiana, fino a trovare un luogo familiare. Ma per scoprire se quell'immagine sfocata è veramente casa sua c'è un solo modo. Andarci di persona. Lion. La strada verso casa è una storia commovente e intensa che ha conquistato il mondo e ora è diventata un grande film prodotto dalla Weinstein Company e diretto da Garth Davis con Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham e Dev Patel nei panni di Saroo Brierley. Già pubblicato da Fabbri editori con il titolo "La lunga strada per tornare a casa".
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I nostri soldi
editore: Rizzoli
pagine: 477
La Costituzione italiana ha 139 articoli e non arriva a 1.000 parole. Il Testo unico delle imposte sui redditi è composto da 191 articoli per un totale di 77.000 parole. Per compilare il modello 730, quando è nato, c'erano 12 pagine di istruzioni, oggi ne servono 102, quasi dieci volte tanto. Il modello Unico del 1998 prevedeva 40 pagine di istruzioni, l'edizione 2016 ne conta ben 114 e solo per il modello base. L'eccesso di leggi e commi è la realtà con cui deve confrontarsi l'impresa nazionale alla base di tutte le altre, la famiglia italiana. Cosa si trova dentro questo libro? Tutto quello che serve sapere per scegliere e gestire un mutuo, comprare e vendere casa e andare in pensione al momento giusto. Ma anche per pagare meno tasse, regolarizzare colf e badanti senza rimetterci troppo e orientarsi fra le tante norme che regolano la vita condominiale. Un volume che si può leggere nella sua interezza o consultare caso per caso, una guida organizzata per nuclei tematici e resa ancora più accessibile da grafici esplicativi e tabelle riassuntive: lo strumento ideale per non farsi trovare impreparati di fronte alle scelte che determineranno l'avvenire nostro e dei nostri figli, per essere pronti ogni volta che la vita ci chiede di riflettere, scegliere e pianificare.
Fuori catalogo
Volevo fare il pasticcere
editore: Rizzoli
pagine: 257
Da sempre il «signor Balocco» ha voluto fare il pasticcere. Da quando, nella seconda metà dell'Ottocento, Toni Balocc, nella sua drogheria, ha iniziato a produrre memorabili bonbon ripieni di liquore. Dal giorno in cui suo figlio Francesco Antonio, «quell'anarchico di un Tonio», è partito poco più che bambino alla volta delle migliori confetterie torinesi per imparare il mestiere e, una volta tornato a casa, ha aperto prima una, poi una seconda pasticceria nel centro della sua Fossano. Arrivando a suo figlio Aldo che, subito dopo la guerra, ha trasformato il laboratorio del padre in un'attività industriale, rendendola famosa per il suo Mandorlato e i suoi biscotti. A raccontare la loro avventura, che si intreccia inevitabilmente con la storia del nostro Paese, è Alberto Balocco, che molto giovane ha preso il timone insieme alla sorella Alessandra per condurre l'azienda ancora più lontano. Oggi, venticinque anni dopo, ha accettato l'invito di Adriano Moraglio di «fare memoria». Una memoria, la sua, che è anche la nostra. Perché la strada del «signor Balocco», partita nell'Ottocento e proiettata nel futuro, parla di tutti noi, delle nostre paure e delle nostre speranze. E per questo è bella da percorrere insieme.
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Pierino e il lupo. Dalla favola musicale di Sergej Prokofiev
editore: Rizzoli
pagine: 28
Un bambino coraggioso, un nonno brontolone, un'anatra, un uccellino e un lupo cattivo. la favola musicale di Sergej Prokofiev narrata con le parole di Vivian Lamarque, le immagini di Pia Valentinis e la voce di Paolo Poli, che legge ii testo dell'opera originale da leggere, guardare e ascoltare. Età di lettura: da 4 anni.
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Avremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico
di Serena Dandini
editore: Rizzoli
pagine: 429
«È colpa di Parigi se le mie passeggiate sentimentali sono in disordine alfabetico. Sono troppe le suggestioni e le presenze che si aggirano per la città per mantenere fede a un dizionario canonico. Il vento del Nord, che in certe sere d'autunno diventa forte e dispettoso, mi coglie sempre di sorpresa scompigliandomi i pensieri e soprattutto le lettere. Serge Gainsbourg è finito alla S, ma il suo posto d'onore poteva tranquillamente essere alla D di Dandy, accanto a una schiera di gentiluomini che insieme a Oscar Wilde hanno tenuto alto a Parigi il vessillo di questo club ricercato.» È così che Serena Dandini presenta questo suo alfabeto amoroso in cui ci accompagna dalla A di Arrondissement alla Z di Zinc attraversando la G di Gare, la M di Muri e la V di Verne. Una passeggiata vivace e imprevedibile per la sua città preferita, dove le passioni dell'autrice ci svelano a ogni angolo suggestioni, storie, personaggi indimenticabili e posti segreti da visitare di persona alla prima occasione o semplicemente sognare adagiati sul divano di casa. La strada di Montparnasse che una pioniera della Nouvelle Vague ha trasformato in una spiaggia, i bistrot in cui Hemingway e Fitzgerald si confessavano i loro crucci più intimi, i giardini sorti per il capriccio di una regina o l'intuizione di un banchiere filosofo, le nuove vie della Street art... Come i protagonisti di "Casablanca", anche noi «avremo sempre Parigi», che pure in questi anni duri continua a stupirci con la sua formidabile bellezza e la sua capacità di rialzare la testa. Da un'autrice poliedrica, una nuova avventura letteraria all'insegna della joie de vivre che oggi più che mai è giusto tributare a questa città unica.
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The chemist. La specialista
di Meyer Stephenie
editore: Rizzoli
pagine: 540
Lei lavorava per il governo degli Stati Uniti, per un'agenzia così segreta che non ha neanche un nome
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Nanga. Fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina
di Simone Moro
editore: Rizzoli
pagine: 419
Quella di Moro per il Nanga Parbat è una folgorazione, una scintilla scoccata sulle pagine dei libri che Simone leggeva da ragazzino, dove si narravano le imprese straordinarie di alpinisti come Albert Mummery, Hermann Buhl e Reinhold Messner che su quella montagna avevano lasciato una traccia e in certi casi, tragicamente, anche la vita. Con il tempo la scintilla si è ravvivata fino a diventare una passione travolgente, un amore vero e proprio per una cima maestosa che, nel tempo, aveva continuato a respingere molti alpinisti. Nell'estate del 2003 finalmente Moro può toccarne con mano le pareti e il suo tentativo di raggiungerne la vetta fallisce. Ma non è affatto la fine del sogno, anzi è solo l'inizio di un corteggiamento paziente, durato tredici anni, che l'autore racconta in questo libro avvincente ed emozionante. Tredici anni e tre tentativi invernali fatti di imprevisti, sorprese, nuove vie e nuove cordate, valanghe e bufere di neve, crepacci, grotte di ghiaccio, venti a 200 chilometri orari e cieli limpidi... Ma soprattutto fatti di scalate compiute un passo dopo l'altro, con la tenacia che serve a non mollare e con il rispetto costante per la montagna, la natura e i limiti dell'uomo. «26 febbraio: il tempo si dilata. Ormai era così che lo percepivamo: aumentato, surreale, lento. Ognuno di noi era diventato un automa, focalizzato esclusivamente sul proprio ritmo, sulla propria fatica, sui propri problemi. Eravamo oltre i 7800 metri. Nessuno parlava più da tempo, concentrati come eravamo a mettere un passo davanti all'altro, sette per l'esattezza, fermarci, guardare verso l'alto, nella speranza che quei sette passi avessero fatto il miracolo di avvicinare la vetta che invece sembrava rimanere inesorabilmente lontana da noi.» Il corteggiamento finisce quel giorno. Alle 15:37 Simone Moro - in cordata con Tamara Lunger, Alex Txikon e Ali Sadpara - arriva sulla vetta del Nanga Parbat coronando un sogno durato trent'anni ed entrando nella storia dell'alpinismo.
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I nostri cuori chimici
di Krystal Sutherland
editore: Rizzoli
pagine: 335
Henry Page ha 17 anni e non si è mai innamorato
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Il combattente. Storia dell'italiano che ha difeso Kobane dall'Isis
editore: Rizzoli
pagine: 244
"Sono partito per Kobane. Adesso mi aspetta un breve periodo di addestramento, dopo il quale farò quello che mio padre insieme a milioni di partigiani in Italia e nel mondo hanno fatto per difendere la libertà e la democrazia: combatterò in armi i fascisti del califfato nero." Così scrive in una lettera Karim Franceschi, l'unico italiano andato in Siria a combattere l'Isis: ventisei anni, figlio di padre ex partigiano e madre marocchina, Karim ha combattuto a Kobane, contribuendo alla prima grande sconfitta dell'esercito del califfato. Arrivato al fronte come soldato semplice, è poi diventato un abile cecchino... Questo libro, scritto insieme al giornalista Fabio Tonacci, è la ricostruzione momento per momento dei mesi trascorsi in battaglia, tra scontri durissimi, rappresaglie, stragi di civili e villaggi in macerie: un resoconto di cosa significhi lottare e uccidere per la democrazia, una lettura per capire dall'interno la ferocia di una guerra che ci riguarda tutti.
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La fabbrica dei sogni. Alessi dal 1921
di Alberto Alessi
editore: Rizzoli
pagine: 255
Nel laboratorio di Alessi vedono la luce delle vere e proprie icone del "paesaggio domestico": le creazioni dei più famosi designer e architetti degli ultimi cinquant'anni - Ettore Sottsass, Achille Castiglioni, Richard Sapper, Alessandro Mendini, Aldo Rossi, Michael Graves, Philippe Starck, Enzo Mari, Stefano Giovannoni - accanto a quelle di giovani progettisti, tutte caratterizzate da un mix di eccentricità e stile, ludicità e cultura, ironia ed eleganza. Scritto dallo stesso Alberto Alessi, questo libro restituisce in tutto il loro dinamismo le vicende della "fabbrica dei sogni", accompagnando la narrazione con un ricco percorso visivo.
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