Rubbettino
Marco Tullio Giordana. Una poetica civile in forma di cinema
editore: Rubbettino
pagine: 234
Il cinema di Marco Tullio Giordana in rapporto con la Storia, dal Fascismo alle rivolte sessantottine, dalla violenza negli st
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La guerra del gender
di Dale O'Leary
editore: Rubbettino
pagine: 221
Questo libro racconta la progressiva escalation della "teoria del gender", a partire dalla sua elaborazione, passando per la s
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Il Front National da Jean Marie a Marine Le Pen. La destra nazional-populista in Francia
di Genga Nicola
editore: Rubbettino
pagine: 217
Che cosa ci dice il Front national della Francia di oggi? E come collocare il "fenomeno Le Pen" nel panorama delle democrazie
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Diritti umani. L'età della pretese
di Vittorio Possenti
editore: Rubbettino
pagine: 166
Dopo "l'età dei diritti" di cui diceva N
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A proposito di Rousseau
di David Hume
editore: Rubbettino
pagine: 135
Una delle pagine più belle della vita di David Hume è costituita dal suo soggiorno a Parigi, dopo la guerra dei Sette Anni
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Corpo estraneo
di Annarosa Macrì
editore: Rubbettino
pagine: 266
Bianca è una giornalista che per mestiere ha sempre raccontato le vite degli altri, con passione e coinvolgimento
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Fantasia e immagine
di Edmund Husserl
editore: Rubbettino
pagine: 342
Che cosa significa vedere degli oggetti in un'immagine o nella fantasia invece che percepirli come presenti in "carne e ossa"?
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Quaderni degasperiani per la storia dell'Italia contemporanea
editore: Rubbettino
pagine: 248
"I quaderni degasperiani per la storia dell'Italia contemporanea", a cura di Pier Luigi Ballini, sono una nuova iniziativa del
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Carteggio 1925-1926
di Giovanni Amendola
editore: Rubbettino
Come finì la democrazia in Italia? Le lettere raccolte in questo volume del Carteggio di Giovanni Amendola si riferiscono, per
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La prova del no. Il sistema politico italiano dopo il referendum costituzionale
editore: Rubbettino
pagine: 198
Come cambierà il sistema politico italiano dopo la vittoria del No al referendum? Quali alleanze politiche si verranno a forma
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Viva l'Europa viva
di Davide Giacalone
editore: Rubbettino
pagine: 247
Europei si nacque. Europeisti si era. Antieuropeisti o euroscettici lo si è diventati. Europeisti lo eravamo per normalità, molto anche per retorica, certo. Antieuropeisti lo si è diventati dopo avere goduto dei benefici dell'integrazione, i quando i molti errori commessi e l'affermarsi dei vincoli parametrali hanno consentito di operare la più fantastica delle falsificazioni: i conti dissestati, la spesa pubblica improduttiva, il debito stellare, la connessa demoniaca pressione fiscale, non erano più conseguenza delle scelte i che si erano fatte, del diffondersi dell'assistenzialismo, delle reclamate elemosine di Stato, dei contrasti al dispiegarsi del libero mercato e della tenace difesa delle rendite di posizione, ma erano tutte colpe dell'Europa. Ciliegiona sulla torta: la viltà delle classi dirigenti, politica e non solo, che anziché assumersi il compito di richiamare alla ragionevolezza e all'ordine hanno provato a scaricare il peso delle cose dovute su un'entità astratta e prevalente: ce lo chiede l'Europa. C'è del buono, in questo percorso degenerativo, che buono non è. Una delle cose buone è che dirsi europeisti non è più lo scontato e indistinguibile luogo comune, praticabile in qualche adunanza domenicale o in qualche rituale celebrazione scolastica. Dirsi europeisti è diventato un problema, un'affermazione che desta reazioni vivaci. Taluni credono sia quasi segno di follia. E io sono un europeista.
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