Sellerio Editore Palermo
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Origine e vicende dell'Inquisizione in Sicilia
di Vito La Mantia
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 344
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Spigolature nell'archivio della polizia austriaca di Milano
di Alessandro D'Ancona
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 224
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Il linguaggio dei fumetti
di Pierre Fresnault Deruelle
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 204
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I delitti del BarLume: La carta più alta-Il telefono senza fili-La battaglia navale
di Marco Malvaldi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 429
Una formidabile macchina da indagine: il pettegolezzo
Fuori catalogo
Il figlio del figlio
di Marco Balzano
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 200
"Un pacato on the road Milano-Barletta di un nonno un padre un figlio che devono chiudere con il passato ma dentro un presente senza identità, un piccolo romanzo che dice molto su chi siamo" così accolse Goffredo Fofi la pubblicazione di questo libro. Il narratore è il più giovane: Nicola, primo nato a Milano di una famiglia di emigrati pugliesi e primo a laurearsi. E lui che accompagna a Barletta il padre e il nonno per vendere la vecchia casa al mare, che è stata nello stesso tempo il mito che ha unito e l'oggetto ingombrante che ha diviso fratelli genitori e cugini. E mentre racconta degli incontri e dei ricordi, dei luoghi ritrovati e delle delusioni, il suo sguardo, attraverso gli avvenimenti del viaggio, cade sul rapporto del nonno con suo figlio, del nonno con lui e di lui con il padre; ed è uno sguardo a volte sarcastico a volte affettuoso, sempre sospeso tra la drammatizzazione delle piccole cose e la tenace ironia della vita. "Il figlio del figlio" è una storia che dice dell'impossibilità di capirsi e in ultima analisi del dolore del vivere. Nicola si scopre "illuso di aver studiato e viaggiato per aver di più di un contadino analfabeta, di più di un ragazzo emigrante subito invecchiato": senza la forza del primo, senza la sofferenza del secondo.
Fuori catalogo
Oltremare
di Marco Steiner
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 256
Il comandante Kee, il migliore amico del padre di Corto Maltese, è sul ponte del suo vascello, il Dedalo. Con lui viaggiano il figlio Bertram e il giovane Corto, fraterni compagni. Salpato dalla Sicilia, il meltemi lo spinge lontano dalla sua destinazione, Venezia, e lo costringe a trovare approdo ad Anticitera, isola greca dell'Egeo. Qui una vecchia conoscenza coinvolge il comandante Kee in una nuova avventura. Esperto pescatore il greco ha visto sul fondale un'antica imbarcazione che cela inaspettate rivelazioni. "Sembravano un mucchio di cadaveri che colavano fuori dalla nave. Uomini, cavalli, casse, anfore, oggetti. Erano tutti seminati a terra fuori da quello squarcio nel legno. Stavo finendo l'aria ma scesi ancora più vicino, e mi resi conto che erano statue, tantissime statue". E allora il Dedalo fa rotta su Istanbul, dove quel prezioso e antico carico potrebbe trovare la più vantaggiosa delle destinazioni. Ma da azione scaturisce reazione e sulla scacchiera dell'avventura poche mosse di apertura preparano la battaglia. Kee, Bertram e Corto si sposteranno per gli oceani contagiati dagli eventi. Incontreranno a Venezia il duca, con cui stringeranno un patto, attraverseranno il Mar Cinese, il Mekong, per giungere nella terra dei Khmer, la Cambogia, e infine tra i templi di Beng Mealea, nelle foreste a nord-est di Angkor.
Fuori catalogo
I Benjamin. Una famiglia tedesca
di Uwe-Karsten Heye
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 333
Walter Benjamin, uno dei "profeti" culturali del Novecento, morì in una piccola località sulla frontiera spagnola; fuggiva dalla Francia occupata e si suicidò per timore di essere riconsegnato alla Gestapo. Era ebreo oltre che antinazista. La sua fine è abbastanza nota. È invece per lo più ignota la vicenda delle personalità con cui più vivamente e drammaticamente si intrecciò la sua storia e, in parte, la sua attività: Georg, il fratello minore, medico, dirigente comunista, soppresso a Mauthausen nel 1942, la sorellina Dora, sociologa e attivista, esule a Parigi con Walter dal 1933 e morta in Svizzera dov'era in esilio, la cognata Hilde, militante clandestina antinazista e madre di un bambino "meticcio" da sottrarre allo sterminio, poi giudice supremo nella DDR e ministro della Giustizia, distintasi nella prosecuzione giudiziaria dei criminali nazisti. L'autore di questa inchiesta storica, basata su documenti sconosciuti e su conversazioni con i protagonisti, li definisce "una famiglia tedesca". E infatti la loro vicenda collettiva di disperazione di morte e di coraggio, è aggrovigliata in modo indistinguibile con la stessa storia della Germania. E il racconto di essa si staglia sullo sfondo della vita in Germania, prima e dopo il 1933.
Fuori catalogo


