Sellerio Editore Palermo
Maria Carolina e Lord Bentinck nel diario di Luigi de' Medici
di Francesco Renda
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 161
Tra il 1806 e il 1815 la Sicilia fu la sede del secondo soggiorno del re Borbone, in fuga dai francesi padroni del Continente. Per interessi strategici mediterranei, l'isola fu anche sotto la protezione degli inglesi. In questa cornice maturò la situazione che avrebbe condotto alla Rivoluzione del 1812 e alla famosa Costituzione siciliana "all'inglese", che fu anche la prima costituzione in Italia e l'unica a non essere "concessa". Rivoluzione e costituzione sono state molto studiate. Ciò che invece non è mai stato posto sotto la lente dell'analisi storica è il contraddittorio periodo immediatamente precedente: questo scritto rappresenta quindi un'inedita investigazione. Vi si fronteggiavano tre poteri in inevitabile attrito: da un lato il Parlamento dei baroni siciliani, un'assemblea feudale dotata di privilegi e libertà finora mai toccate; dall'altro Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, un sovrano assoluto, che ha sempre governato l'isola solo tramite Viceré e mai direttamente, e adesso, rimasto senza altro regno, si trova invece nell'esigenza di un governo diretto; al terzo vertice, determinante, l'Ammiraglio inglese necessitato a fare dell'Isola perno antinapoleonico. Francesco Renda articola e prova la tesi mediante la ricostruzione dei minimi eventi e attraverso la cronaca giornaliera (grazie anche al diario del ministro de' Medici) dei grovigli di corte.
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L'ottavo passo
di Lawrence Block
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 418
Jack Ellery era arrivato all'ottavo passo ed è stato ucciso
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Appartamento a Istanbul
di Esmahan Aykol
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 321
Kati Hirschel è una berlinese trapiantata a Istanbul da una quindicina d'anni. Gestisce una libreria specializzata in gialli, per il resto il suo tempo è preso a occuparsi di una quantità di piccoli affari pratici che la sballottano da un estremo all'altro della città che abbraccia il Bosforo. E parla, conversa continuamente e con chiunque, di ogni ceto occupazione e risma, amiche e vicini, amori, e personaggi con cui viene in contatto per il lavoro o per le altre incombenze: storie, particolari, vicende, incontri che finiscono per sommergerla di atmosfere metropolitane e, con lei, chi la segue nella sua giornata. E il ritmo di questa spericolata città che la attraversa e i delitti in cui si lascia coinvolgere da investigatrice involontaria funzionano inconsciamente come ottimi pretesti per tuffarsi nel miscuglio di vizio, affari e politica su cui galleggia la città. Un affarista è stato ucciso, un uomo che controllava un numero di posteggi in centro e speculava in aree edificabili. Caso vuole che il delitto sia avvenuto poco dopo un alterco con Kati, per via di un appartamento che la libraia vorrebbe comprare. Facile, per la polizia, sospettare di lei, ma è soprattutto la curiosità che spinge Kati a occuparsi delle strane circostanze di una morte che non avrebbe dovuto avvenire così facilmente. E mentre Kati scorre l'intera catena di conoscenze e contatti, piomba un secondo omicidio. Stavolta è immediato orientarsi verso i soci del morto e verso i circoli di politici fondamentalisti.
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La filiale
di Sergej Dovlatov
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 207
Con Dovlatov, si ride di noi stessi. Il suo umorismo, che oggi è un classico che ha reso l'autore uno dei riferimenti obbligati della letteratura russa dell'ultimo Novecento, ha questo movimento tipico: si è portati dentro una cornice, usuale e quotidiana; vi si susseguono scene, descritte con pieno realismo; all'improvviso, la più banale e fiduciosa delle frasi suscita una risposta paradossale e sposta di scatto l'attenzione sulla componente di assurdità che c'è in ogni situazione. Nella "Filiale" racconta di un argomento sorprendente per chi conosce i suoi temi: l'amore. Nel 1981 a Los Angeles si tiene un convegno di scrittori emigrati sul "Modello civile, culturale e spirituale della Russia del domani". Nella camera d'albergo dove dorme il protagonista, inviato di una radio di emigrati russi, bussa inattesa Tasja, l'amore dei vent'anni artistici di Leningrado, mai più rivista dai felici Sessanta. E il romanzo comincia a correre su due piani: da un lato, il presente del convegno, contrassegnato dalle nevrotiche dinamiche di scrittori narcisisti e litigiosi, e dalle incursioni di Tasja che scavano nell'intimo del protagonista come un'incresciosa autoanalisi; e, dall'altro, il passato dell'amore, che riappare mediante baluginanti flashback. Per narrare come l'amore - sublime autoinganno - rovinò una vita già complicata dai tempi, dalle circostanze e dall'essere umani.
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La vita oggi
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1182
Oltre ad essere il più lungo, "La vita oggi" è anche il più grande dei romanzi di Anthony Trollope, l'opera in cui meglio risa
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Le scritture di Hermes. Introduzione alla letteratura comparata
di Daniel-Henri Pageaux
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 184
"Stimolare una riflessione organica per una letteratura che davvero voglia dirsi universale è alla base del progetto scientifico, metodologico e critico proposto da Daniel-Henri Pageaux nel suo studio qui presentato in traduzione italiana. Il principio operativo del costante mettere in relazione testi, letterature, culture per seguirne il dialogo, non viene abbandonato in questo studio. Piuttosto esso si configura come un modello che consente di isolare due rubriche principali. Una prima, nella quale si traccia un bilancio critico su aspetti e questioni fondamentali della disciplina; una seconda, di carattere propositivo, nella quale si prospettano aperture teoriche e metodologiche su nuovi campi di applicazione. I primi capitoli si inseriscono nella prima rubrica ed insistono su questioni di carattere fondamentale della disciplina come la nozione di differenza, la dimensione straniera e le scritture della mediazione, la poetica comparata delle forme, dei generi e dei modelli, senza dimenticare gli ambiti più classici della letteratura comparata: dall'imagologia alla traduzione, dalla ricezione allo studio dei temi e dei miti, dal viaggio all'effetto esotico." (Dall'Introduzione di Paolo Proietti)
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L'enorme tempo
di Giuseppe Bonaviri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 199
Fu Vittorini a seguire passo passo la nascita e la crescita di questo romanzo. E fu Romano Bilenchi a volere per primo che il romanzo venisse pubblicato. "L'enorme tempo" apparve nel 1976. Ferdinando Virdia scrisse: "Il vero protagonista non è tanto il giovane medico narrante se stesso, ma il paese, con le sue case e con la sua luce, con le tracce delle innumerevoli generazioni che vi si sono succedute, con la gente viva e con i morti, con gli ammalati, con i vecchi, con i bambini, con gli animali che vivono insieme tra le medesime mura, con i ricordi delle generazioni che ognuno si porta dentro. Il giovane medico ritrova ogni giorno l'antica favola nella presente realtà, ma nel tempo stesso vi si immerge, la interroga, ne riscopre i segni profondi, i segreti di una umile vita di ogni giorno, la lunga assuefazione al tempo che scorre, l'enorme tempo che attutisce e diluisce drammi ed esistenze, dolori e passioni, fantasie e memorie, nel cuore di un microcosmo-Minèo, che può essere anche lo specchio di un macrocosmo, di quel continente-Sicilia che in altri suoi libri, La contrada degli ulivi, Il fiume di pietra, La divina foresta, L'isola amorosa, Bonaviri evoca in chiavi di mito e di fantasia, ma sempre con un vigile e immediato sentimento della realtà, nelle chiavi, vorrei aggiungere, di una "scienza nuova" che gli può suggerire la sua "favola" di medico.
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Indagine sui Beati Paoli
di Francesco Paolo Castiglione
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 263
"La leggenda dei Beati Paoli ed il conseguente interesse letterario sembrano avere inizio nel 1841, epoca permeata di sentimen
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Hotel Bosforo
di Esmahan Aykol
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 265
Cosa ama tanto di Istanbul Kati Hirschel, tedesca-turca trapiantata in città, se per la maggior parte del tempo si trova immersa nel caos mobile della metropoli, porta tra oriente e occidente? Forse, proprio il caos l'appassiona, frutto di una stratificazione di esseri umani profondamente diversi, il cui inatteso effetto è la convivenza e la capacità di comunicare. Kati ha vissuto a Istanbul per metà circa della sua vita di quasi quarantenne e ne conosce ogni angolo, gli svariati ambienti, i ritrovi esclusivi o popolari, i tanti quartieri che fanno città nella città. È indipendente, sola, vanitosa, erotica, e dirige la sua libreria specializzata in gialli. Per lavoro e per passione, incontra ogni tipo di gente, clienti, amici, vicini simpatici curiosi. Inattesa, perché mai erano state intime, Petra, vecchia amica tedesca diventata attrice di una certa fama, la chiama. È scesa all'Hotel Bosforo, giunta nella vecchia capitale per un film di produzione turco tedesca. Subito Petra riversa sull'amica tutto il dolore di un'esistenza senza amore. Al successivo appuntamento, Kati viene a sapere che in albergo è stato consumato un crimine, ed è proprio Petra la principale sospettata. Arma del delitto, decisamente femminile, un asciugacapelli; vittima il regista tedesco, morto fulminato nella vasca da bagno della sua suite. Con lui, Petra, a detta di tutti, aveva una relazione che però lei nega. Kati, per amicizia, si sente coinvolta e decide di assistere da vicino alle indagini.
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Prenditi cura di me
di Francesco Recami
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 269
Stefano ha quarant'anni, vive a Firenze e la sua vita fa acqua. Non ha figli e la moglie lo ha lasciato. E dopo due attività messe in piedi con amici e presto fallite, si ritrova a fare il trasportatore con partita Iva per una coop. Pieno di debiti. Capace soltanto di inconsistenti fantasie, brevi come uno spot pubblicitario. Per anni, suo obiettivo è stato impadronirsi del gruzzolo depositato sul conto bancario della madre: per raggiungerlo non ha risparmiato bassezze (perfino una finta gravidanza della moglie). Ma l'anziana signora non ha mai ceduto: convivono in lei le chiusure sospettose del mondo contadino e la nuova grettezza urbana. E una donna anziana e nel suo rapporto con il figlio e con il marito morto si riflette tutta l'ansia solitaria di chi è maggioranza anagrafica ed è nel contempo fuori posto nella nuova società italiana che affida a badanti la vecchiaia. La partita crudele tra i due sembra risolversi quando la madre ha un ictus. Una morte sospesa che però di partita ne apre un'altra: ora è Stefano che deve prendersi cura della madre, e questa responsabilità lo tramortisce. C'è da affrontare l'inferno dell'insensatezza delle strutture sanitarie, della solidarietà ambigua, di un futuro caotico e congestionato come il traffico della città, che per Stefano nel suo furgone è incubo quotidiano. A questo punto non ci sarebbero più scuse per differire la sospirata delega bancaria. Poi le condizioni della madre migliorano e la signora comincia a tornare in sé.
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Politica della letteratura
di Jacques Rancière
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 204
Se la politica è la sfera dell'attività umana con cui si definiscono gli oggetti dell'esperienza sociale che sono da ritenersi comuni e condivisi e con cui si individuano i soggetti deputati a tale definizione, esiste una politica della letteratura? Non nel senso del parteggiare, da parte di scrittori, per questa o quella causa o fazione, ma nel senso proprio dell'intervento dell'attività letteraria, in quanto tale, alla definizione di tali aree comuni. La letteratura, secondo le parole di Jacques Rancière: "interviene nel rapporto tra pratiche, tra torme di visibilità e tra modi di dire che segmentano uno o più mondi comuni". Nell'analizzare la questione l'autore muove da una curiosa convergenza. "Sartre parlava di Flaubert come del fuoriclasse di un assalto aristocratico contro la natura democratica del linguaggio della prosa" avendo liberato la parola dagli oggetti e dagli uomini, avendo dato alla parola che descrive una sua completa autonomia, trasformando essa in oggetto, parola "mutata in pietra, pietrificata", così strappando le parole al loro uso di critica sociale che i democratici del 1848 avevano scoperto. Ebbene la stessa pietrificazione della parola che la critica progressista rilevava, era stata denunciata nel senso opposto dai critici di parte aristocratica contemporanei di Flaubert: per essi l'indifferenza, l'equidistanza verso le gerarchie sociali esibita dal linguaggio pietrificato era il segno distintivo stesso della democrazia.
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Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia
di Antonio Motta
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 304
"A vent'anni dalla morte dello scrittore, Antonio Motta pubblica questa bibliografia di tutti gli scritti di Sciascia. E trasforma il ruvido repertorio in una mappa con segnaletiche varie, che consentono di percorrerla in tutte le direzioni: lungo i viali delle grandi opere, le piazze delle raccolte di saggi e articoli, le vie delle attività editoriali e delle curatele, le strade laterali delle presentazioni di mostre, delle cartelle d'arte, e delle recensioni, gli incroci degli interventi giornalistici (letterari e politici), i giardinetti delle poesie, i belvederi delle traduzioni; i parcheggi con gli scritti in attesa di recupero, i depositi del materiale d'occasione. Il reticolo invita alle escursioni guidate e agli attraversamenti trasversali. Alle passeggiate storiche, anche: dentro il paesaggio da boratorio, che fa storia dei testi; del loro costituirsi per progressive approssimazioni, pubblicazioni parziali, tagli e aggiunte. In questa "città" vive e respira quella che fu per decenni la coscienza civile di un paese chiamato Italia. L'urbanistica è l'organizzazione spaziale di una biografia, costruita pagina su pagina, opera dopo opera. E la bibliografia torna a confermarsi ancora una volta, sciascianamente, come un "fatto" di "storia letteraria e civile": vasto quanto una vita".
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