Viella
Il bandito e il governatore. Domenico d'Amorotto e Francesco Guicciardini nell'età delle guerre d'Italia
di Carlo Baja Guarienti
editore: Viella
pagine: 236
Nel 1494, con la discesa di Carlo VIII di Francia, il mosaico politico dell'Italia va in pezzi e la penisola, percorsa dagli eserciti delle maggiori potenze europee, sprofonda in un conflitto che durerà oltre sessant'anni. Quella che per le popolazioni civili è una tragedia, tuttavia, per i professionisti delle anni è un'opportunità. Domenico d'Amorotto, figlio di un oste della montagna reggiana, ha saputo costruire sulle macerie una carriera folgorante: il carismatico montanaro si è fatto uomo d'armi, leader ghibellino e talvolta fuorilegge tenendo testa a un avversario d'eccezione, il governatore Francesco Guicciardini. La prima parte del saggio ricostruisce lo scontro fra le due figure, il bandito e il governatore: uno scontro di culture politiche inconciliabili che, indagato nelle sue pieghe nascoste, getta luce sui meccanismi del potere in una fase cruciale della storia italiana. La seconda parte rivela un corto circuito fra la vicenda storica e la sua narrazione. La morte di Domenico ha dato ai narratori l'opportunità di rimaneggiare la realtà facendola aderire a un modello: come altri fuorilegge, Domenico ha lasciato il proprio corpo storico per intraprendere il viaggio verso la mitizzazione. L'indagine su un individuo diventa così l'occasione per una riflessione sull'archetipo del bandito fra storia e letteratura.
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Di generazione in generazione. Le italiane dall'Unità a oggi
editore: Viella
pagine: 403
Pensato come riflessione critica sul ruolo che le donne hanno avuto nel processo di costruzione dell'Italia unita come soggett
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Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia
editore: Viella
pagine: 264
Chi comandava veramente sotto il fascismo? A prima vista sembrerebbero esserci pochi dubbi al riguardo: ogni giorno durante il Ventennio da Roma partiva una "valanga" di ordini e direttive; erano ordini destinati ai fasci provinciali e il tono - fascisticamente deciso e perentorio - non ammetteva discussione. Ma fino a che punto i fasci locali obbedivano ai comandi di Roma? Fino a che punto, di contro, i gerarchi provinciali - i "piccoli Mussolini" di provincia - prendevano decisioni in modo autonomo, seguendo una logica più locale che nazionale? Attraverso studi settoriali sui vari fascismi provinciali, il volume fa luce per la prima volta sull'effettiva distribuzione del potere durante il Ventennio, mostrando da una parte i limiti di quella centralizzazione tanto voluta dal regime e dall'altra il peso dell'ingerenza nella gestione del potere provinciale di tradizioni, interessi, e anche ambizioni più strettamente locali. Ne emerge un quadro nuovo, ricco e complesso, che mette in questione i luoghi più comuni con cui siamo abituati a pensare i meccanismi di funzionamento della dittatura.
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Sopravvivere al ghetto. Per una storia sociale della comunità ebraica nella Roma del Cinquecento
di Di nepi serena
editore: Viella
pagine: 262
Il ghetto di Roma nacque nel 1555, secondo quanto stabilito da papa Paolo IV con la bolla "Cum nimis absurdum"
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Dopo i testimoni. Memorie, storiografie e narrazioni della deportazione razziale
editore: Viella
pagine: 389
La riflessione sul tramonto di un'era, l'era del testimone della Shoah, ha conosciuto un notevole e per certi versi inatteso sviluppo, che ha posto fine a una stagione durata circa mezzo secolo. Il volume nasce dall'esigenza di ridefinire i limiti delle narrazioni della deportazione e persecuzione razziale in un quadro comparativo europeo, con uno sguardo sui modi della rappresentazione oltreoceano e in Israele. Abbiamo tentato di aprire qualche finestra sui modi attraverso i quali la narrazione della Shoah è cambiata o sta cambiando, mossi dal desiderio di procedere per comparazioni fra diverse metodologie, ma anche fra diversi contesti nazionali. Nel Dizionario dei luoghi comuni di Flaubert alla voce Ebraico corrisponde un lemma nel quale si riflette un pregiudizio ancora diffuso ai nostri giorni: "È ebraico tutto quello che non si capisce". Auspichiamo che i contributi raccolti in questo volume aiutino a sconfiggere questo radicato luogo comune. Contributi di M. Baiardi, G. Bensoussan, W. Benz, A. Cavaglion, E. Collotti, E. De Cristofaro, M. Ferretti, M. Flores, A. Foa, L. Fontana, G. Gabrielli, M. Giuliani, R.S.C. Gordon, E. Mazzini, A. Minerbi, E. Perra, V. Pisanty, E. Ruffini, A. Salah, M. Sarfatti, C. U. Schminck-Gustavus, G. Schwarz, A. Zargani, I. Zatelli.
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Comuni di Jean-Claude Maire Vigueur. Percorsi storiografici
editore: Viella
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Ottant'anni da maestro. Saggi degli allievi offerti a Giorgio Cracco
editore: Viella
pagine: 224
I saggi qui raccolti in onore di Giorgio Cracco sono il contributo di alcuni suoi allievi in senso stretto, cioè di coloro che si sono laureati sotto la sua guida a partire dagli anni Settanta del Novecento. I lavori presentati affrontano argomenti molto diversi, come molteplici sono gli interessi scientifici di Giorgio Cracco, che da parte sua ha sempre ripetuto di non voler fondare una scuola. In coerenza con il suo itinerario accademico, le ricerche confluite nei sette contributi si dispiegano tra il Veneto e il Piemonte, tra il Medioevo e la storia della Chiesa. Tutti fondati su fonti inedite, vengono offerti come omaggio e cordiale augurio di compleanno a uno studioso che nella sua instancabile attività si è via via aperto alle Americhe, all'Europa settentrionale e a quella orientale, fino al lontano Kazakhstan.
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L'accoglienza religiosa tra tardo antico ed età moderna. Luoghi, architetture, percorsi
editore: Viella
pagine: 224
"Lo studio dell'accoglienza cristiana ha segnato negli ultimi anni un interesse crescente nella ricerca storica. Se un tempo il tema era limitato alle ricerche sugli ospedali, oggi si assiste all'apertura di un ventaglio più ampio di argomenti, che coinvolgono i tracciati stradali, le vie di pellegrinaggio, il ruolo dei santuari, degli ordini religiosi, le diverse forme di assistenza e di ospitalità. L'aspetto più interessante è il legame con il territorio: le indagini non sono più indirizzate soltanto ai singoli enti ospedalieri e alle istituzioni, in modo puntiforme, ma al sistema spaziale in cui questi fenomeni andavano ad inserirsi. Il volume curato da Silvia Beltramo e da Paolo Cozzo si colloca in questa prospettiva, attenta al territorio e alle strutture articolate che hanno governato i sistemi di accoglienza nella tradizione cristiana. Tutti i saggi presentati offrono un orientamento aperto ad aree vaste, di dimensione regionale, evidenziando gli sviluppi storici delle istituzioni, i legami con le realtà locali, i rapporti con le autorità laiche ed ecclesiastiche, le forme di cultura religiosa che stavano alla base delle comunità. Per questo il volume si colloca in una prospettiva di longue durée, che dal tardo antico giunge all'età moderna, con l'intento di superare le divisioni cronologiche consolidate nella storiografia tradizionale." (Dalla Prefazione di Carlo Tosco)
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L'Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989
editore: Viella
pagine: 313
La fine della Guerra fredda e il riassetto dell'ordine europeo dopo il 1989 si sono tradotti in una lotta per la ridefinizione delle coordinate della memoria pubblica e istituzionale che ha investito tutta l'Europa. Nuovi paradigmi di memoria sono subentrati a quelli elaborati dopo la fine della Seconda guerra mondiale: quello antifascista ha subito un costante processo di critica e di erosione, radicale nei paesi ex-comunisti, e al suo posto si è andato affermando un paradigma fondato sull'antitotalitarismo. Al centro delle nuove master narratives si trova la figura della vittima, che ha sostituito progressivamente quella dell'eroe partigiano. Si ricordano soprattutto le vittime dello sterminio nazista degli ebrei e le vittime dei regimi comunisti. Ma la memoria della Shoah e il modello antitotalitario possono costituire la base di una memoria comune europea? Non dovrebbe tale memoria includere anche altre esperienze che ne hanno segnato il passato, come ad esempio il colonialismo? Dove conduce poi quest'ossessione del passato, che spesso assume i contorni di una competizione fra vittime che sfociano in vere e proprie "guerre della memoria"? I saggi contenuti nel volume affrontano questo complesso di questioni esaminando sia gli sviluppi intervenuti nelle memorie nazionali di singoli paesi sia la configurazione transnazionale delle memorie europee e il ruolo svolto dalla stessa Unione europea.
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Carta e penna. Piccolo glossario di paleografia
editore: Viella
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L'Ungheria angioina
editore: Viella
pagine: 344
Mentre la popolazione europea era in grande fervore per il primo Giubileo indetto a Roma nel 1300, sul mare Adriatico tre navi
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La Lega democratica. Dalla Democrazia Cristiana all'Ulivo: la nascita di una nuova classe dirigente cattolica
di Biondi Lorenzo
editore: Viella
pagine: 363
Era un piccolo gruppo di intellettuali e sindacalisti cattolici, poca cosa se si guarda al numero degli iscritti, ma ha contri
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