Vita e pensiero
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Chiesa e mondo feudale nei secoli X-XII
Atti della dodicesima Settimana internazionale di studio Mendola, 24-28 agosto 1992
editore: Vita e pensiero
pagine: 660
Le Settimane internazionali di studio, che, a partire dalla lontana estate del 1959, l’Università Cattolica del Sacro Cuore promuove con ritmo triennale nella residenza estiva del Passo della Mendola (Trento), hanno ormai oltrepassato il trentennio con questa dodicesima edizione.
Dopo vari cicli, sempre rivolti allo studio dei secoli XI e XII, dedicati alle istituzioni della societas christiana occidentale e, nel precedente incontro, alla Militia Christi, la dodicesima Settimana si è proposta di studiare il grande tema del rapporto tra Chiesa e mondo feudale, ben presente nella più vivace medievistica contemporanea.
Chiesa e mondo feudale nei secoli X-XII vuole però essere soltanto un titolo d’insieme entro il quale l’apporto specifico di studiosi particolarmente qualificati ha tentato di inquadrare tutta la complessa problematica che riguarda il confronto della Chiesa e delle sue strutture, consolidate nell’età carolingia, con ogni forma di potere esercitato in parte dalla Chiesa stessa e in parte dalle signorie laiche in una società in profonda trasformazione.
Studiosi di diverse discipline hanno illustrato le molteplici manifestazioni della presenza della Chiesa nel mondo di allora.
Ne è risultata una immagine di Chiesa e società ancorata su base documentaria assai più solida, atta a favorire una migliore comprensione di fenomeni che si collocano in momenti nodali nello sviluppo della civiltà europea.
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Exemplum ed esemplarità in Properzio
di Gazich Roberto
editore: Vita e pensiero
pagine: XVI-344
La ricerca tende a superare definitivamente la nozione di exemplum come momento inerte di un divagare erudito e ornamentale, p
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Il mercante e la scienza. Sul rapporto tra sapere ed economia nel Medioevo
di Fried Johannes
editore: Vita e pensiero
pagine: 96
Per spiegare storicamente il successo del capitalismo occidentale sono state proposte le tesi più disparate
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Eros e Psyche
Studi sulla filosofia di Platone, Plotino e Origene
di John M. Rist
editore: Vita e pensiero
pagine: 308
John M. Rist affronta un tema importante e centrale all’interno della filosofia greca, che ha ricevuto la sua forma caratteristica attraverso Platone, Plotino ed il tardo Neoplatonismo: Eros rivela la situazione dell’uomo come quella di un essere collocato “fra” “Povertà” (“Penia”) e “Ricchezza” (“Poros”), il che significa, in termini non mitologici: fra il bisogno e la piena realizzazione, fra il sapere e il non-sapere. Eros è quella forza presente nell’anima dell’uomo che, mediante il suo domandare critico, cerca di andare oltre la condizione attuale di insufficienza spirituale. La consapevolezza dell’insufficienza del sapere umano rispetto al sapere divino (assoluto, puro) – “nessuno degli dei fa filosofia” perché sono già “sapienti” – incita l’uomo proprio a “filo-sofare”: sotto questo aspetto, Eros è l’attiva mediazione fra le diverse forme dell’essere e della coscienza,, il passaggio pensante dal divenire all’essere, da un sapere ancora latente ad un sapere cosciente; è il fondamento e l’incessante impulso per il movimento di trascendenza del pensiero: “Eros filosofa per tutta la vita”. Includendo nelle sue riflessioni il teologo cristiano Origene, influenzato in modo essenziale dalla filosofia platonica, Rist conferisce al complesso della sua trattazione una tensione, quale emerge efficacemente nella drammatica trasformazione e nello sviluppo del concetto di “Eros” all’interno del cristianesimo. Il libro di Rist offre un contributo essenziale e suscita ulteriori questioni circa la teoria greca dell’Eros come forza fondamentale dell’anima umana e circa la sua trasformazione nell’idea cristiana di Dio come amore. Questa forma riflessiva, teologica, non può essere pensata senza gli accenni ad un Principio divino che “ama” presenti nella filosofia neoplatonica, ma neppure senza il concetto di un’ascesa “amante” dell’anima verso l’Uno-Bene, che – nel caso più fortunato – trova il suo compimento nell’autotrascendimento del pensiero nell’unione con l’Uno.
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Giustino Martire
Il primo cristiano platonico
di Giuseppe Girgenti
editore: Vita e pensiero
pagine: 188
Con Giustino, filosofo e martire, come la tradizione cristiana, abbiamo a che fare con una personalità emblematica dei problemi affrontati dal cristianesimo nei primi tempi della sua diffusione: come possa il cristiano essere anche filosofo. Problema arduo e risolto con risposte e soluzioni spesso unilaterali e non soddisfacenti: con la “ellenizzazione del cristianesimo”, secondo la ben nota formula del Harnack, la quale produsse, come relazione, altre formule o interpretazioni parimenti eccessive: Giustino non è filosofo, non è platonico, o, addirittura, il cristianesimo è l’antifilosofia.
Giuseppe Girgenti, in questo saggio rapido e incisivo, affronta il problema, ricorrendo le soluzioni che erano state avanzate in precedenza, mettendo a nudo la loro limitatezza o, peggio, la precarietà nel procedere dimostrativo. Va notata la sicurezza con cui il Girgenti ripercorre le varie proposte di interpretazione, ma soprattutto, va sottolineata la nuova proposta: “l’identificazione Logos/Cristo fa del cristianesimo non una filosofia, cioè una ricerca della verità, ma la Sophia, cioè la Verità stessa”. Questa è la proposizione essenziale, e la base della interpretazione nuova proposta nel libro. Essa spiega l’altra enunciazione fondamentale della filosofia giustinea,, che sarà anche di Clemente Alessandrino, poi: la presenza del Logos di Dio in tutti gli uomini rende questi ultimi “filosofi”, in quanto ricercano la sapienza, mentre Dio, nella persona storica del Cristo, è sapiente, anzi, è la Sapienza in sé. Inutile dire quanto sia stato importante, per l’ulteriore sviluppo del cristianesimo nella sua forma più immediata e più colta, l’aver conquistato questa certezza, della somma Sapienza in Dio, di Dio come Logos. Una conquista che, certo, ha ellenizzato il cristianesimo, facendogli perdere altri aspetti genuini, come quelli di origine giovannea di Dio come Amore, ma che, comunque, gli ha procurato un’arma preziosa per combattere lo gnosticismo.
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La lingua ceca
editore: Vita e pensiero
pagine: 104
La lingua ceca, così come La lingua polacca apparso in precedenza nella stessa collana, è un manuale destinato a chi vuole intraprendere anche da autodidatta lo studio della lingua ceca col fine pratico di leggere i testi e di comunicare con i membri della relativa comunità linguistica.
Le oltre 8.000 voci del lessico consentono di esprimersi nelle molteplici situazioni di vita quotidiana e di conversare su temi specializzati di carattere letterario, storico, politico, economico o altro, nonché di comprendere testi linguisticamente esigenti.
Le prime lezioni contengono unità linguistiche elementari, successivamente il nucleo si sposta sulle unità superiori alle frasi, su dialoghi e testi. Ciò favorisce il passaggio graduale dalla comprensione e produzione di atti verbali semplici alla comprensione e creazione di unità più complesse.
Dai temi relativi alla vita quotidiana si passa progressivamente ad argomenti specifici. Le ultime lezioni introducono alla lettura dei testi letterari in ceco.
Completo sotto l’aspetto grammaticale, il manuale presenta in modo conciso, ma esauriente tutti i dati della grammatica normativa della lingua ceca moderna.
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Il reale nel linguaggio
Indicalità e realismo nella semiotica di Peirce
di Armando Fumagalli
editore: Vita e pensiero
pagine: 424
L'interesse per il pensiero di Charles Sanders Peirce, fondatore della semiotica americana e ispiratore di buona parte degli sviluppi della semiotica europea di questi ultimi decenni, sta crescendo impetuosamente, anche grazie ai nuovi testi messi a disposizione dalla Chronological edition dei suoi scritti editi e inediti, iniziata nel 1982.
In questo panorama, l'intento del volume è duplice: anzitutto (parte I) ricostruire in modo rigoroso il percorso – indagandone le ragioni intrinseche e la coerenza di sviluppo – dell'ampio e articolato complesso teorico peirceano sul quale si innesta la semiotica e senza il quale si rischia di non cogliere appieno la portata e il significato di alcune nozioni; in secondo luogo (parte II e III) indagare in dettaglio le articolazioni interne della semiotica e mettere a fuoco la tematica dell'indicalità, che è stata assai ricca di sviluppi in Morris, Jakobson, Benveniste e molti altri autori, ma che finora era rimasta in secondo piano negli studi peirceani.
Ne esce il quadro di un pensatore ricco e affascinante, che raccoglie nella sua teoria dei segni le riflessioni di una tradizione assai vasta, che va da Aristotele a Hegel, da Scoto alla filosofia scozzese del common sense; un pensatore con grandi esigenze di coerenza e aperture tematiche che lo collocano al centro delle grandi questioni poste non solo dalla semiotica, ma anche dalla filosofia e dalla linguistica di questo secolo.
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Il sogno nel Medioevo
di Steven F. Kruger
editore: Vita e pensiero
pagine: 316
La cultura medioevale ebbe un atteggiamento ambivalente nei confronti dei sogni.
Essi venivano considerati esperienze preziose perché consentivano di predire il futuro,
di oltrepassare i limiti spazio-temporali e di accedere alla sfera del trascendente. Ma il
sogno era percepito anche come inquietante, perché altro e spiazzante rispetto alla normalità del vissuto diurno. Di qui le numerose trattazioni medioevali - opere filosofiche,
teologiche, giuridiche, letterarie e autobiografiche - che miravano a cogliere le potenzialità e insieme a controllare l'imprevedibilità del sogno attraverso una puntuale classificazione. L'opera di Kruger ricostruisce questo quadro complesso e variegato, situandolo sullo sfondo delle teorie elaborate
dagli autori neoplatonici della tarda antichità e dai Padri della Chiesa. Ma l'esplorazione, oltre ad occuparsi delle opere erudite, si dedica anche alle riduzioni di registro popolare, scritte in dialetto, e a manuali che forniscono una chiave d'acceso all'interpretazione dei sogni. Particolarmente utili per
comprendere la cultura ambiente sono le suggestive descrizioni autobiografiche di sogni realmente avvenuti, capaci di mutare il corso della vita in momenti di crisi perché ne forniscono una lettura radicalmente diversa, "come se quella vita venisse colta da un angolatura intimamente legata al sognatore e nel contempo distante dai suoi normali mezzi di percezione".
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Libertà e responsabilità
di Adriano Bausola
editore: Vita e pensiero
pagine: 136
L’esistenza o meno della libertà è questione essenziale, ai fini di un discorso sulla responsabilità morale e sull’impegno dell’uomo. Il presente volume discute, nella prima parte, il problema della libertà dal punto di vista ontologico. Vengono affrontate sistematicamente, ma senza dispersioni erudite, le principali posizioni favorevoli e contrarie all’esistenza della libertà, e si tenta poi una risposta positiva al problema. La seconda parte affronta alcune questioni etico-politiche, che una risposta affermativa alla domanda sulla libertà del volere porta con sé: il problema della genesi esistenziale dell’atteggiamento deterministico (esaminato in un suo particolare aspetto), quello del rapporto tra libertà e valori, e altri ancora, inerenti al tema della responsabilità morale.
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Islam e cristianesimo. L'incontro tra due culture nell'Occidente medievale
di Anawati Georges C.
editore: Vita e pensiero
pagine: 112
C'è stato un periodo della storia europea in cui il rapporto tra l'islam e la cristianità non si è configurato come l'opposizi
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