Vita e pensiero
Il reale nel linguaggio
Indicalità e realismo nella semiotica di Peirce
di Armando Fumagalli
editore: Vita e pensiero
pagine: 424
L'interesse per il pensiero di Charles Sanders Peirce, fondatore della semiotica americana e ispiratore di buona parte degli sviluppi della semiotica europea di questi ultimi decenni, sta crescendo impetuosamente, anche grazie ai nuovi testi messi a disposizione dalla Chronological edition dei suoi scritti editi e inediti, iniziata nel 1982.
In questo panorama, l'intento del volume è duplice: anzitutto (parte I) ricostruire in modo rigoroso il percorso – indagandone le ragioni intrinseche e la coerenza di sviluppo – dell'ampio e articolato complesso teorico peirceano sul quale si innesta la semiotica e senza il quale si rischia di non cogliere appieno la portata e il significato di alcune nozioni; in secondo luogo (parte II e III) indagare in dettaglio le articolazioni interne della semiotica e mettere a fuoco la tematica dell'indicalità, che è stata assai ricca di sviluppi in Morris, Jakobson, Benveniste e molti altri autori, ma che finora era rimasta in secondo piano negli studi peirceani.
Ne esce il quadro di un pensatore ricco e affascinante, che raccoglie nella sua teoria dei segni le riflessioni di una tradizione assai vasta, che va da Aristotele a Hegel, da Scoto alla filosofia scozzese del common sense; un pensatore con grandi esigenze di coerenza e aperture tematiche che lo collocano al centro delle grandi questioni poste non solo dalla semiotica, ma anche dalla filosofia e dalla linguistica di questo secolo.
Esaurito
Il sogno nel Medioevo
di Steven F. Kruger
editore: Vita e pensiero
pagine: 316
La cultura medioevale ebbe un atteggiamento ambivalente nei confronti dei sogni.
Essi venivano considerati esperienze preziose perché consentivano di predire il futuro,
di oltrepassare i limiti spazio-temporali e di accedere alla sfera del trascendente. Ma il
sogno era percepito anche come inquietante, perché altro e spiazzante rispetto alla normalità del vissuto diurno. Di qui le numerose trattazioni medioevali - opere filosofiche,
teologiche, giuridiche, letterarie e autobiografiche - che miravano a cogliere le potenzialità e insieme a controllare l'imprevedibilità del sogno attraverso una puntuale classificazione. L'opera di Kruger ricostruisce questo quadro complesso e variegato, situandolo sullo sfondo delle teorie elaborate
dagli autori neoplatonici della tarda antichità e dai Padri della Chiesa. Ma l'esplorazione, oltre ad occuparsi delle opere erudite, si dedica anche alle riduzioni di registro popolare, scritte in dialetto, e a manuali che forniscono una chiave d'acceso all'interpretazione dei sogni. Particolarmente utili per
comprendere la cultura ambiente sono le suggestive descrizioni autobiografiche di sogni realmente avvenuti, capaci di mutare il corso della vita in momenti di crisi perché ne forniscono una lettura radicalmente diversa, "come se quella vita venisse colta da un angolatura intimamente legata al sognatore e nel contempo distante dai suoi normali mezzi di percezione".
Esaurito
Libertà e responsabilità
di Adriano Bausola
editore: Vita e pensiero
pagine: 136
L’esistenza o meno della libertà è questione essenziale, ai fini di un discorso sulla responsabilità morale e sull’impegno dell’uomo. Il presente volume discute, nella prima parte, il problema della libertà dal punto di vista ontologico. Vengono affrontate sistematicamente, ma senza dispersioni erudite, le principali posizioni favorevoli e contrarie all’esistenza della libertà, e si tenta poi una risposta positiva al problema. La seconda parte affronta alcune questioni etico-politiche, che una risposta affermativa alla domanda sulla libertà del volere porta con sé: il problema della genesi esistenziale dell’atteggiamento deterministico (esaminato in un suo particolare aspetto), quello del rapporto tra libertà e valori, e altri ancora, inerenti al tema della responsabilità morale.
Esaurito
Islam e cristianesimo. L'incontro tra due culture nell'Occidente medievale
di Anawati Georges C.
editore: Vita e pensiero
pagine: 112
C'è stato un periodo della storia europea in cui il rapporto tra l'islam e la cristianità non si è configurato come l'opposizi
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L'edilizia di culto. Profili giuridici. Atti del Convegno di studi (Milano, 22-23 giugno 1994)
editore: Vita e pensiero
pagine: 200
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Esaurito
Il trattato sul cosmo per Alessandro attribuito ad Aristotele. Testo greco a fronte
editore: Vita e pensiero
pagine: 548
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Stato democratico e personalismo. Atti del Convegno nazionale di studio per il 40º de «L'uomo e lo Stato» di J. Maritain (Napoli, 28 febbraio-1 marzo 1992)
editore: Vita e pensiero
pagine: 328
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Analogia Entis
Metafisica, la struttura originaria e il ritmo cosmico
di Erich Przywara
editore: Vita e pensiero
pagine: 600
Erich Przywara (1889-1972), filosofo e teologo tedesco, è stato una delle figure più interessanti nel panorama del pensiero cattolico preconciliare. La sua tematizzazione dell'analogia ontologica (analogia entis) è divenuta, anche in seguito a un'accesa disputa con Karl Barth, un luogo canonico della metafisica contemporanea.
Questo volume offre la prima traduzione integrale delI'opera con cui Przywara ha compiuto lo sforzo più intenso per dare una sistemazione teorica organica al proprio principio metafisico. In questo libro, apparso inizialmente nel 1932 e in seconda edizione ampliata nel 1962, egli dimostra come la teoria dell'analogia ontologica, rigorosamente fondata sul principio di non contraddizione, sia quella che meglio corrisponde all'idea generale della metafisica.
Una metafisica analogica è una metafisica basata sul principio della reciprocità. Il ritmo analogico del «dentro-sopra» (I'assoluto che è contemporaneamente dentro ma anche al di là del contingente) implica che la metafisica, in quanto fenomeno del mondo creaturale, non può procedere secondo strutture «pure» o «incondizionate», giacché la verità creaturale non sta mai in una singola tesi, ma oscilla sempre ritmicamente tra tutte le tesi contrapposte. Ogni forma di assolutizzazione tradisce dunque il carattere creaturale della metafisica, tanto che anche il principio analogico non si impone per un proprio ipotetico valore incondizionato, ma solo per la volontà «sovra-analogica» del creatore.
Przywara ha prodotto una quantità innumerevole di scritti di filosofia, teologia, spiritualità, e di componimenti lirici. Alcuni suoi lavori teoreticamente rilevanti sono stati raccolti nella collezione delle Opere in tre volumi, edita dalla Johannes-Verlag nel 1962. In italiano è apparso L'uomo. Antropologia pragmatica, tradotto da Vittorio Mathieu per Fabbri.
Esaurito
Autoconoscenza ed esperienza dell' Unità
Plotino, Enneade V 3
di Werner Beierwaltes
editore: Vita e pensiero
pagine: 312
Esaurito
Il punto di partenza della metafisica
Il tomismo di fronte alla filosofia critica
di Joseph Maréchal
editore: Vita e pensiero
pagine: 564
Joseph Maréchal (1878-1944) per lunghi anni, dal 1919 al 1935, fu maestro di filosofia in Lovanio: un magistero che, sebbene estraneo alle ‘mode’ filosofiche del secolo xx, ha avuto un seguito di tutto rilievo. Vi attinsero studiosi come J.B. Lotz, K. Rahner, W. Brugger, E. Coreth, tanto per citare i più autorevoli rappresentanti della cosiddetta «Maréchal-Schule». La sua opera più significativa, in cinque volumi, Le point de départ de la Métaphysique. Leçons sur le développement historique et théorique du problème de la connaissance, porta un titolo quanto mai emblematico, disposto – com’è facile notare – fra tradizione scolastica e tradizione moderna: un’opera di mediazione che, nel modo più incisivo, rompe una secolare distanza e una lunga teoria di incomprensioni.
Il volume, che qui viene presentato in traduzione italiana, corrisponde alla quinta parte dell’opera, ma può essere considerato come un libro a sé stante, certamente il più compiuto e profondo nella produzione teoretica di Maréchal. Si potrebbe dire che le due tensioni fondamentali, quella che resta nella tradizione metafisica e quella che si apre alla considerazione moderna della gnoseologia, vi trovano il più alto equilibrio e la più convincente integrazione.
Determinante è in tal senso l’incontro con Kant e con l’asserto principale della sua ricognizione trascendentale, così come suona nella Critica della ragion pura: «se il condizionato è dato, è allora data altresì l’intera somma delle condizioni, e quindi è dato l’assolutamente incondizionato». Com’è noto, si trattava per Kant non di un asserto di realtà, ma solo di un’esigenza inderogabile della ragione. Attraverso un’articolata analisi Maréchal può invece piegarlo dalla parte di un asserto di realtà, anzi a fondazione dell’intero edificio metafisico. Se infatti la realtà del dato fenomenico può, nella sua finitezza, comprendersi solo sulla base ideale di un referente incondizionato, si deve poi ritenere che l’asserto dell’incondizionato è in ultima istanza anche un asserto di realtà: un semplice a priori logico non potrebbe certo dar conto di un dato fenomenicamente reale. L’intelligenza medievale, che ai trascendentali guardava come alle radici ontologiche dell’essere, trova così nella riflessione gnoseologica la sua costituzione più rigorosa. Maréchal vi giunge attraverso un lungo itinerario analitico, di cui appunto il presente volume vale come testimonianza alta e indimenticabile.
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