Einaudi: Supercoralli
Quand'ero mortale
di Marías Javier
editore: Einaudi
Come riconosce lo stesso Marias, a muovere la sua vena narrativa è l'interesse: "Scrivo solo se mi diverto, e per divertirmi d
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Guerra d'infanzia e di Spagna
di Ramondino Fabrizia
editore: Einaudi
pagine: 422
Nel 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola, l'isola di Maiorca è subito una roccaforte dei franchisti
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Il sogno di mia madre
di Munro Alice
editore: Einaudi
pagine: 362
La bontà perseguita a tutti i costi nasconde un abisso di rancore
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I sotterranei della libertà. Vol. 2: Agonia della notte.
Agonia della notte
di Amado Jorge
editore: Einaudi
pagine: 340
Agonia della notte è il secondo romanzo del ciclo narrativo intitolato "I sotterranei della libertà", dopo "Tempi difficili"
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Il mio nome è Rosso
di Orhan Pamuk
editore: Einaudi
pagine: 493
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni.
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La macchia umana
di Roth Philip
editore: Einaudi
pagine: 386
Coleman Silk è un professore di lettere antiche stimato e rispettato
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In fondo al cuore, Eccellenza
di Bettini Maurizio
editore: Einaudi
pagine: 306
Monterey, Alta California, 1786
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Alice
di Mannuzzu Salvatore
editore: Einaudi
pagine: 176
L'Alice fece naufragio alla foce del Columbia River nel 1909
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Il libro del buio
di Ben Jelloun Tahar
editore: Einaudi
pagine: 208
Il 10 luglio 1971 un commando militare irrompe nella residenza estiva del re a Skhirate, in Marocco
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Il giovane Holden
di J. D. Salinger
editore: Einaudi
pagine: 238
Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a "exemplum vitae", e ciò ne ha decretato l'immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi "e tutto quanto", "e compagnia bella", "e quel che segue" per tradurre sempre e soltanto l'espressione "and all". Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di "una cosa da lasciarti secco" o "la vecchia Phoebe". A distanza di quarant'anni dalla prima edizione italiana del 1961, questa edizione celebra uno dei grandi libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila.
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Digiunare, divorare
di Anita Desai
editore: Einaudi
pagine: 224
Due culture diverse poste a confronto attraverso il cibo. Un'estesa famiglia indiana, composta di zie strambe e cugini inetti, ha i suoi opposti nelle sorelle Uma e Aruna. La prima, più anziana, oppressa dal devoto stuolo di parenti, ancora non riesce a lasciare il nido e guarda con disappunto la minore che, impalmato il rampollo giusto, va costruendo una famiglia perfetta. La scena si sposta in Massachusetts: là il figlio di Aruna osserva, pieno d'incredula nostalgia, la sconcertante vita della famiglia Patton dove gli uomini si abbuffano di carne e le donne sono tutte anoressiche. A confronto due diversi mondi: il cuore compatto e soffocante di una famiglia indiana e la gelida, indifferente libertà di un nucleo familiare americano.
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La festa del caprone
di Mario Vargas Llosa
editore: Einaudi
pagine: 467
Urania Cabral, figlia dell'ex presidente del Senato di Trujillo, torna in patria dopo trentacinque anni e, dalla sua stanza dell'Hotel Jaragua parte per un viaggio nella memoria, per una non rinviabile chiusura dei conti con il passato. Di continuo, però, cede la scena ad altre voci protagoniste e a un irrefrenabile bisogno dell'autore di percorrere il tempo, avanti e indietro con incalzanti flash back. Ne viene fuori una ricostruzione dal vivo dell'attentato in cui il Chivo (Trujillo) perse la vita, ma soprattutto un quadro della condizione umana a Santo Domingo, quando la corruzione era un obbligo e il libero arbitrio non era più praticabile.
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