Giuntina: Diaspora
Ritratto con la pallottola nella mascella
di Hanna Krall
editore: Giuntina
pagine: 234
"Sulla tomba di Dawid di Lelów, l'antenato di Andzia e Lina, ogni anno si ripete lo stesso colloquio: Il nostro tzaddìk insegnava: "Non ti salverai se non conoscerai te stesso e se non riconoscerai i tuoi errori". Ricordati che non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, sia lodato il suo nome. Qui non c'è stata salvezza, Rabbi. Qui non c'è stato posto per alcun Dio - risponde ogni volta Chaim Sroda, figlio di Josef il vetraio." Hanna Krall è nata a Varsavia nel 1937. Tradotta in vari paesi, è considerata una delle migliori scrittrici polacche. Di lei la Giuntina ha pubblicato "La festa non è la vostra", "Il dibbuk e altre storie", "Ipnosi e altre storie" e "La linea della vita" e "Arrivare prima del Signore Iddio". In questo libro vengono ripubblicati alcuni dei suoi racconti più belli.
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La tempestosa vita di Lazik
di Il'ja Ehrenburg
editore: Giuntina
pagine: 273
Unione Sovietica, primo e periglioso decennio postrivoluzionario. In una sperduta, "qualsiasi" Gomel, Lazik Reutschwanetz, rispettabile quanto minuscolo sarto per uomo, conduce una vita non felice (perché la compagna Gersanovic dai suoi dieci centimetri d'altezza in più ostinatamente gli si nega) e tuttavia libera, fino al giorno in cui imprudentemente si lascia scappare un sospiro davanti a un manifesto pubblico. Di qui alla prigione il passo è brevissimo. E così pure dalla prigione a una nomade esistenza da irregolare. Lazik, sballottato di paese in paese, passa attraverso una serie ininterrotta di percosse, imprigionamenti e brillanti quanto temporanei successi mondani. Fino all'epilogo, geniale e assurdo.
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La casa della nostalgia
di Anna Mitgutsch
editore: Giuntina
pagine: 269
"Fin da quando Max poteva ricordare, la foto era sempre stata sul comò. Essa trasformava in un ulteriore luogo d'esilio ogni nuova abitazione in cui si trasferivano. A differenza di tutti gli altri oggetti che si toglievano dalle casse dopo ogni trasloco, il suo significato si estendeva fin nel passato e con la solennità di un giuramento imponeva di mantenere una promessa". Max, il protagonista del romanzo, che dedicherà la sua vita professionale di arredatore a dare intimità e calore a tante abitazioni destinate ad altri, una volta in pensione manterrà infine quella tacita promessa fatta alla madre e tornerà in Austria per riprendere possesso della "casa della nostalgia" affrontando non solo le pastoie della burocrazia, ma soprattutto il difficile percorso di riconciliazione con una terra e un passato da cui la barbarie nazista lo aveva sradicato.
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L'angoscia di re Salomone
di Romain Gary
editore: Giuntina
pagine: 302
Salomone Rubinstein, un ricco ebreo polacco che in Francia è diventato il re della confezione in serie di pantaloni, si ritira
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La voce del deserto
di Anna Mitgutsch
editore: Giuntina
pagine: 216
Cornice di questo romanzo è Gerusalemme, la città dai mille volti e le mille identità. E in questa città che la protagonista cerca di ricostruire la propria identità ebraica che durante l'infanzia in Germania le è stata dolorosamente tenuta nascosta. Ma una profonda irrequietezza, soprattutto sentimentale, la porta prima ad unirsi a un giovane di un kibbutz, poi a sposare un vecchio amico d'infanzia che si rivelerà in seguito antisemita, infine ad innamorarsi di un uomo molto più giovane di lei, che spacciatosi inizialmente per armeno, poi risulterà essere arabo, lasciando nella protagonista il tremendo sospetto di essere stata inconsapevolmente coinvolta in una rete di progetti terroristici.
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Conseguenze tardive
di Grete Weil
editore: Giuntina
pagine: 123
Se gran parte della letteratura tedesca ed europea del secondo dopoguerra è in qualche modo segnata dalla cesura culturale simboleggiata da Auschwitz - nei temi del disagio della civiltà, della mancanza di parola, del vuoto esistenziale o del sentimento del nulla che la caratterizzano - l'opera di Grete Weil, invece, affronta e tratta direttamente il "morbo Auschwitz", ben lungi da definirsi solamente "influenzata" da esso. L'autrice fa della deportazione e dello sterminio degli ebrei, della condizione di vittima e delle conseguenze di quel morbo il tema unico della sua opera. Nel 1992 esce "Conseguenze tardive", una raccolta di cinque racconti e un testo di riflessione finale di particolare interesse poiché conclude l'opera narrativa di Grete Weil di cui rappresenta il testamento letterario. Allo stesso tempo esso costituisce il punto di arrivo della riflessione di tutta una vita sulle "conseguenze tardive" del trauma di Auschwitz, che riguardano non solo le vittime sopravvissute, protagoniste dei racconti, ma si estendono anche ad aspetti più generali della società europea contemporanea che fu teatro dei crimini nazisti.
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Controfigure. Racconti di guerra e del dopoguerra
di Jadwiga Maurer
editore: Giuntina
pagine: 200
La letteratura sulla seconda guerra mondiale annovera migliaia di titoli
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