fbevnts Diaspora - tutti i libri della collana Diaspora, Giuntina - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 2
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Giuntina: Diaspora

La terza guerra mondiale e altri racconti

di Margarita Khemlin

editore: Giuntina

pagine: 144

Con uno sguardo ironico e affettuoso i racconti di Margarita Khemlin ci introducono nel mondo bizzarro e travagliato degli ebr
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13,00 €

Il fantasma del ghetto

di Jacquot Grunewald

editore: Giuntina

pagine: 224

Mentre il carnevale impazza a Venezia, Alexandre de Feltes, un nobile francese mascherato da cardinale, e discendente dall'inq
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15,00 €

Il libro dell'ignoto. Storie di trentasei Giusti

di Jonathon Keats

editore: Giuntina

pagine: 232

Un bugiardo, un imbroglione, un ladro e una sgualdrina
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Acquario verde

di Avraham Sutskever

editore: Giuntina

pagine: 144

Il libro racconta gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia dei nazisti agli ultimi sopravvissuti. Con uno stile evocativo e poetico Sutzkever crea un mondo primordiale e senza Dio, in cui la prospettiva è tutta rivolta ai perseguitati e alla forza morale che oppongono al male radicale e disumanizzato dei persecutori che viene relegato in un'oscurità indistinta e minacciosa. È la poesia a incarnare le forze umane di salvezza e al tempo stesso è testimone del coraggio di tutti i piccoli eroi senza nome che combattono contro le forze della distruzione. L'acquario verde è il luogo della morte, dove verde può significare il marcio e la stagnazione da una parte, ma anche la possibilità di vita e di rinascita dall'altra. Quando con la forza della poesia l'acquario verde verrà infranto, salteranno i parametri della realtà, ma ciò che fuoriuscirà dall'acquario potrà forse dare vita a qualcosa di nuovo.
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Ritratto con la pallottola nella mascella

di Hanna Krall

editore: Giuntina

pagine: 234

"Sulla tomba di Dawid di Lelów, l'antenato di Andzia e Lina, ogni anno si ripete lo stesso colloquio: Il nostro tzaddìk insegnava: "Non ti salverai se non conoscerai te stesso e se non riconoscerai i tuoi errori". Ricordati che non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, sia lodato il suo nome. Qui non c'è stata salvezza, Rabbi. Qui non c'è stato posto per alcun Dio - risponde ogni volta Chaim Sroda, figlio di Josef il vetraio." Hanna Krall è nata a Varsavia nel 1937. Tradotta in vari paesi, è considerata una delle migliori scrittrici polacche. Di lei la Giuntina ha pubblicato "La festa non è la vostra", "Il dibbuk e altre storie", "Ipnosi e altre storie" e "La linea della vita" e "Arrivare prima del Signore Iddio". In questo libro vengono ripubblicati alcuni dei suoi racconti più belli.
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L'angoscia di re Salomone

di Romain Gary

editore: Giuntina

pagine: 302

Salomone Rubinstein, un ricco ebreo polacco che in Francia è diventato il re della confezione in serie di pantaloni, si ritira
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Conseguenze tardive

di Grete Weil

editore: Giuntina

pagine: 123

Se gran parte della letteratura tedesca ed europea del secondo dopoguerra è in qualche modo segnata dalla cesura culturale simboleggiata da Auschwitz - nei temi del disagio della civiltà, della mancanza di parola, del vuoto esistenziale o del sentimento del nulla che la caratterizzano - l'opera di Grete Weil, invece, affronta e tratta direttamente il "morbo Auschwitz", ben lungi da definirsi solamente "influenzata" da esso. L'autrice fa della deportazione e dello sterminio degli ebrei, della condizione di vittima e delle conseguenze di quel morbo il tema unico della sua opera. Nel 1992 esce "Conseguenze tardive", una raccolta di cinque racconti e un testo di riflessione finale di particolare interesse poiché conclude l'opera narrativa di Grete Weil di cui rappresenta il testamento letterario. Allo stesso tempo esso costituisce il punto di arrivo della riflessione di tutta una vita sulle "conseguenze tardive" del trauma di Auschwitz, che riguardano non solo le vittime sopravvissute, protagoniste dei racconti, ma si estendono anche ad aspetti più generali della società europea contemporanea che fu teatro dei crimini nazisti.
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La luce del regno

di Niram Ferretti

editore: Giuntina

pagine: 272

Mattia Almiti, professore di storia dell'arte, si trova, passati i cinquant'anni, a fare un bilancio esistenziale
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Una strana fortuna

editore: Giuntina

pagine: 160

"Perché dei cinque figli che eravamo in famiglia solo io sono sopravvissuto? C'è stato bisogno del calcio di un bambino a scuo
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Controfigure. Racconti di guerra e del dopoguerra

di Jadwiga Maurer

editore: Giuntina

pagine: 200

La letteratura sulla seconda guerra mondiale annovera migliaia di titoli
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Brodo senza pollo

di Frans Pointl

editore: Giuntina

pagine: 147

Un diario che va avanti e indietro, avanti e indietro nel tempo, tra curiosità, fantasie, cadute, disamori, espedienti per tirare avanti e tenersi stretta una sofferta solitudine. Per il protagonista di questo racconto il trauma della Shoah non trova riscatto in una società egoista e fredda, e un sostegno assai scarno gli giunge dalla lontana tradizione ebraica. Centrale e determinante rimarrà sempre il rapporto con la madre, intenso e doloroso, e tuttavia non privo di insegnamenti: un legame profondo e una disperata, testarda speranza.
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L'allevatore di colombe

di Mario Goloboff

editore: Giuntina

pagine: 160

"Insieme al giovane narratore, il Pibe, sono le colombe ad essere le protagoniste del romanzo. Nella loro rappresentazione convergono due prospettive: da una parte, attraverso di esse, si simboleggia la condizione della vittima chiamando dunque in causa il tema del male; dall'altra, si guarda ad esse come a un oggetto d'amore, condizione cui contribuisce in modo determinante il sovrapporsi della figura femminile all'immagine della colomba. Infatti, grazie alle colombe, si realizza o meglio inizia una specie di educazione sentimentale del Pibe: differenti l'una dall'altra per aspetto e carattere, fanno entrare il fanciullo in contatto con l'universo femminile e con le varie sfumature della relazione amorosa, che andrà poi manifestandosi in modo sempre più nitido e complesso. Questa educazione sentimentale va letta anche alla luce delle molteplici sfaccettature che l'immagine della colomba ha assunto nella cultura ebraica, a partire dalla tradizione biblica. Nel romanzo di Goloboff la tenera colomba, che nell'immaginario collettivo si è trasformata in uno stereotipo, si presenta come creatura dalla fisionomia cangiante, sempre contigua, però, all'esperienza del dolore e della morte." (Elisabetta Noè)
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