Gremese Editore: Gli spilli
Lo stambecco bianco
di Carlo Sgorlon
editore: Gremese Editore
pagine: 221
Negli anni della guerra civile libanese Mansùr, dopo aver perso la famiglia, fugge in Italia con la speranza di ritrovare il padre. Nelle sue avventure da clandestino la grande risorsa è la sua adattabilità a tutte le situazioni, la forte voglia di sopravvivere e cavarsela. Così Mansùr si fa adottare dall'Italia e dalla sua civiltà, e pur restando fedele al suo islamismo riesce a integrarsi perfettamente. L'incontro con il solitario Gregorio e l'affascinante Ines segnerà il suo destino e, insieme, finiranno per imporsi nella difesa ecologica della "loro" causa: la montagna e le sue leggende, come quella dello stambecco bianco, vengono salvate dall'ingordigia dell'affarismo e della speculazione edilizia.
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La fuga a Verona. Un racconto con dodici finali
di Carlo Sgorlon
editore: Gremese Editore
pagine: 80
Il concorso internazionale "Scrivi con me" quest'anno ha proposto agli studenti delle scuole italiane un racconto di Carlo Sgorlon, dedicato alla storia del giovane Jacopo, adolescente in fuga dalla casa dei genitori per inseguire un sogno fatto di musica. Ignari dell'epilogo pensato dall'autore (giacché il racconto è stato appositamente privato del finale), gli studenti hanno prospettato un ampio ventaglio di situazioni conclusive, esprimendole con linguaggio, costrutti e accenti personali: per qualcuno Jacopo è vittima dei suoi sogni, e sarà deluso da essi. Per altri, diventerà un genio musicale, acclamato da tutti, per altri ancora lascerà per sempre la famiglia o magari invece vi farà ritorno...
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Racconti dell'Anatolia
editore: Gremese Editore
pagine: 320
Dopo il premio Nobel a Orhan Pamuk, i riflettori continuano oggi a essere accesi su una cultura che annovera scrittori, artist
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Il bambino del faro. Un racconto con dodici finali
di Carlo Lucarelli
editore: Gremese Editore
pagine: 95
"Un faro è un punto fermo. L'ho sempre pensato fin da bambino, dalla barca di mio padre. Se ne stava laggiù, lontano , in mezzo a un mare che luccicava così tanto da far chiudere gli occhi e così lo vedevo brillare, anche lui, soffocato dalla nebbia umida che mi offuscava le palpebre." Inizia così questo originale racconto di Carlo Lucarelli, ambientato in un'isoletta sperduta sulla quale sorge un vecchio faro. Lì, lontano da tutto e da tutti, è andato a vivere un giovane che ha bisogno di riflettere sulla propria esistenza. Improvvisamente, però, qualcosa arriva a turbare la sua ritrovata serenità. Sta forse diventando pazzo, oppure c'è qualcun altro sull'isola, come più indizi fanno pensare? E quel nome, Andrias, che qualcuno ha appena inciso con mano incerta sulla corteccia di un albero e che sembra appartenesse a un bambino morto anni fa tra quegli scogli. A questo punto, però, il racconto si interrompe, per "ricomparire" con il suo epilogo ufficiale solo alla fine del volume. Lucarelli si fa momentaneamente da parte e lascia che siate voi lettori a immaginare la conclusione della storia, così come hanno già fatto i dodici giovani aspiranti scrittori premiati nell'ambito del concorso internazionale "Scrivi con me" e ospitati tra queste pagine. Come credete che il racconto potrebbe concludersi? Il lettore potrà ideare il proprio finale e confrontarlo con quello pensato da Lucarelli.
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