Gremese Editore: Teatro
Alluccamm
di Luca Pizzurro
editore: Gremese Editore
pagine: 128
Potrebbe essere solo una delle tante storie disperate durante le "Quattro giornate" di Napoli
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La veglia
di Morris Panych
editore: Gremese Editore
pagine: 93
Abbandonando tutto, ovvero quel poco di messa in scena che regge la sua vita, Kemp corre al capezzale della vecchia zia morente, di cui conserva solo un ricordo d'infanzia, per occuparsi di lei: della sepoltura, dell'elogio funebre, della musica che accompagnerà la salma. La speranza che lo muove è in realtà quella di mettere le mani sull'eredità dell'anziana parente, anche se fin dall'inizio è chiaro che l'ambiente in cui vive Grace è tutt'altro che lussuoso e che la donna conduce, e ha probabilmente sempre condotto, una vita povera e solitaria. L'attesa della morte si prolunga, i giorni si trasformano in settimane, mesi e stagioni, la relazione tra Kemp e Grace si assesta su una routine macabra e assurda fino a diventare simbiotica. Lui non si limita a riempirla di cibo e inizia a inondarla di parole mentre lei si lascia nutrire a oltranza, ostinandosi in un sospettoso e imperturbabile silenzio. Nel tempo ciclico di un dramma che attraversa le quattro stagioni (di un anno, di una vita), Panych disegna l'iperbole di un uomo "qualsiasi" e di una donna "qualunque", svelando la commedia che esiste in tutte le tragedie umane e raccontando la difficoltà e l'incanto di un mondo confuso e disorientato che muore e rinasce continuamente, dove pulsioni oscure e dolorose come l'odio, la rabbia e il rancore si trasformano in qualcosa di simile all'amore.
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Uomini sull'orlo di una crisi di nervi
di Galli & Capone
editore: Gremese Editore
pagine: 128
Vincenzo, Gianni, Nicola e Pino - quattro amici di vecchia data - si ritrovano tutti i lunedì per giocare a poker, una vecchia
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Anja. Un romanzo per la scena
di Giuseppe Manfridi
editore: Gremese Editore
pagine: 121
Il testo è la storia dell'incontro tra Dostoevskij e la giovane stenografa che diventerà sua moglie. La trama sembra più idonea a un film che a una commedia. Ma la sfida è proprio questa: usare la drammaturgia come occasione per dar forma a un grande racconto popolare, capace di trascinare il lettore e lo spettatore in un proliferare continuo di evocazioni e colpi di scena.
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Porzia Coughlan
di Marina Carr
editore: Gremese Editore
pagine: 123
In seguito alla morte per annegamento del fratello gemello Gabriel, Porzia Coughlan vive, come una moderna Persefone, a metà tra il regno dei vivi e quello dei morti, in un limbo terrestre dai connotati infernali dove tutti i rapporti familiari sono contaminati da un miasma transgenerazionale. Nel giorno del suo trentesimo compleanno, quindici anni dopo la scomparsa di Gabriel, perturbanti verità a lungo celate emergono facendo esplodere antichi conflitti; il passato e il rimosso della famiglia Scully fanno irruzione nel presente e il miasma torna a segnare tragicamente le vicende dei personaggi, e il perpetuo fluire del fiume Belmont. Con tratti di Antigone, Medea ed Elettra, la Porzia di Marina Carr è una moderna Erinni che rifiuta di incarnare l'ideale "angelo del focolare" e sovverte furiosamente il ruolo tradizionale di donna, figlia, sorella, moglie e madre, per andare alla ricerca, seppur a tentoni e nel buio, della parte mancante, esiliata e oscura di sé. Raccontando la "storia che si ripete" di un imperturbabile destino familiare che si perpetua di generazione in generazione e contamina tutte le diramazioni dell'albero genealogico, Marina Carr ricostruisce con estrema cura e raffinatezza l'ordito mitologico e il substrato archetipico della tragedia classica, sui quali innesta sapientemente una vicenda ambientata nel cuore dell'Irlanda rurale contemporanea. Ne risulta un nuovo, originale tessuto drammaturgico, un realismo mitico dai toni tragici e grotteschi.
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Ariel
di Marina Carr
editore: Gremese Editore
pagine: 94
Con questa riscrittura dell'"Ifigenia in Aulide" che si carica anche di echi shakespeariani, faustiani e biblici, Marina Carr offre una critica penetrante del miracolo economico irlandese, proiettando i lettori in una Emerald Isle urbanizzata e cementificata, tesa verso una dissennata corsa al profitto, in mano a politici corrotti e senza scrupoli. Al di sotto di una compiaciuta facciata di prosperità, questa secolarizzata Irlanda moderna - che riceve la propria rappresentazione simbolica dalle vicende della famiglia Fitzgerald, nel cui salotto è ambientata l'intera pièce - al tempo stesso appare come un mondo barbarico e primitivo, nel quale i destini di sangue si tramandano di generazione in generazione. Le due visioni, secolare e mitica, sempre compresenti e confliggenti in scena, trovano un loro corrispettivo anche a livello linguistico, nelle variazioni di registro e soprattutto di ritmo, nell'alternarsi di rapidi scambi dialogici a vere e proprie sequenze di monologhi che evocano, magicamente, mondi "altri" e riportano alla dimensione dello "storytelling" tipica del teatro irlandese. Nel riprodurre tali modulazioni, questa traduzione italiana del testo ricrea efficacemente il parlato colloquiale e familiare, concedendosi talvolta il ricorso a regionalismi, ma conservando intatti il potere di suggestione e la qualità poetica della scrittura originaria.
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Teatro: Eutanasia di un ricordo-Un compleanno in paradiso
di Vittorio Pavoncello
editore: Gremese Editore
pagine: 80
Magda, la protagonista di "Eutanasia di un ricordo", vittima di un attentato terroristico, vive nel coma un gioco della mente
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