Il Castoro: Il Castoro cinema
Clint Eastwood
di Alberto Pezzotta
editore: Il Castoro
pagine: 207
Interprete e creatore di eroi solitari e disincantati, Clint Eastwood è l'erede riconosciuto del cinema classico americano. Tra i suoi film: Il cavaliere pallido (1985), Bird (1988), Gli spietati (1992), premio Oscar, e Un mondo perfetto (1993).
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Martin Scorsese
di Serafino Murri
editore: Il Castoro
pagine: 197
Martin Scorsese (Flushing, NY, 1942) è uno dei più acclamati e personali registi di sempre
Fuori catalogo
Pedro Almodóvar
di Daniela Aronica
editore: Il Castoro
pagine: 205
Pedro Almodóvar dice di essere nato a Calzada de Calatrava, un paesino della Mancia, "con" gli anni '50. Autodidatta geniale, ha fatto della passione il motore della sua vita e del suo lavoro di cineasta. L'esuberanza delle sue opere ha sedotto tutti ed è ormai considerato un classico della postmodernità.
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Tim Burton
di Massimiliano Spanu
editore: Il Castoro
pagine: 174
Tim Burton nasce a Burbank, in California, il 25 agosto 1958. Eterno adolescente del cinema americano, è l'alfiere più sensibile del fantastico. Si è imposto in tutto il mondo come autore di culto, sospeso tra visionarietà e ossessione. Tra i suoi capolavori: "Batman" (1989), "Edward mani di forbice" (1990), "Il mistero di Sleepy Hollow" (1999), "Big Fish" (2002), "La fabbrica di cioccolato" (2005), "La sposa cadavere" (2005).
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David Cronenberg
di Gianni Canova
editore: Il Castoro
pagine: 147
David Cronenberg nasce nel 1943 in Canada. Il suo lavoro ha teso fino al limite estremo la riflessione sul corpo e sulle mutazioni.
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Jim Jarmusch
di Umberto Mosca
editore: Il Castoro
pagine: 149
Jim Jarmusch nasce nel 1953 a Akron, Ohio. È l'autore che più di ogni altro ha riletto in chiave critica la mitologia on the road e il rapporto tra il personaggio e il paesaggio americano. Tra i suoi film: Stranger than Paradise (1984), Daunbailò (1986), Mystery Train (1989), Dead Man (1995), Ghost Dog (1999).
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Kim Ki-duk
di Andrea Bellavita
editore: Il Castoro
pagine: 185
Nato nel 1960 in un villaggio della campagna coreana, presto Kim Ki-duk si trasferisce a Seul con la famiglia. Dopo gli anni inquieti della giovinezza (lavora in fabbrica, si arruola per cinque anni nei corpi speciali dell'esercito, per due anni vive in una chiesa con l'intenzione di diventare predicatore), la passione per la pittura lo porta a Parigi dove studia belle arti. Completamente digiuno di cinema, esordisce nel 1996 con "Crocodile". La consacrazione avviene nel 1999 con "L'isola" che, presentato a Venezia, provoca forti reazioni a causa dell'estrema crudezza delle sue immagini. Sempre in bilico fra la riflessione sulla sofferenza, sulla violenza, sulla crudeltà e momenti di sospensione ed estrema poesia dell'immagine, le sue opere sono contese dai maggiori festival internazionali.
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Edgar Reitz
di Matteo Galli
editore: Il Castoro
pagine: 288
Edgar Reitz nasce a Morbach, nella Repubblica Federale Tedesca, nel 1932. A Monaco studia Germanistica e compie i primi passi nel cinema da autodidatta realizzando alcuni cortometraggi e documentari. Con il suo primo lungometraggio, "Mahlzeiten" ("L'insaziabile"), del 1967, ottiene un riconoscimento alla Mostra del Cinema di Venezia. È però negli anni Ottanta che nascono i suoi grandi successi: tra il 1980 e il 1984 realizza "Heimat", film in 11 episodi per una durata complessiva di più di 15 ore. "Heimat" viene presentato nel 1984 alla Mostra del Cinema di Venezia e ottiene subito un enorme successo. Lo stesso avviene per "Heimat 2" e "Heimat 3", rispettivamente del 1992 e 2004. La trilogia, monumentale affresco della storia tedesca, realistico e poetico a un tempo, ha consacrato Reitz come uno dei grandi autori del cinema contemporaneo.
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Aki Kaurismaki
di Patrizio Gioffredi
editore: Il Castoro
pagine: 170
Nato in Finlandia nel 1957, Aki coltiva la passione per il cinema fin dall'infanzia e la divide con il fratello Mika, anche lui regista. Il successo internazionale arriva con "La fiammiferaia" (1989), parabola sulla pazzia del mondo contemporaneo girata con stile rigoroso ed essenziale, e con "Leningrad Cowboys go America", film dall'umorismo surreale che rivela un grande talento visivo. Con "Ho affittato un killer", "Nuvole in viaggio", "L'uomo senza passato" (Gran premio della giuria al Festival di Cannes 2002) Aki Kaurismaki ha creato un universo caratterizzato dalla presenza di personaggi vittime della società contemporanea che il regista riesce a raccontare in modo straniato e poetico, spesso venato di umorismo, senza patetismi e con un estremo pudore dei sentimenti.
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Luis Bunuel
di Alberto Cattini
editore: Il Castoro
pagine: 160
Luis Buñuel (1900-1983), cineasta dissacrante e ribelle, cresciuto nell'ambiente artistico spagnolo degli anni Dieci e Venti, nel 1929 gira a Parigi con Salvador Dalí il suo primo lungometraggio, "Un cane andaluso". Brutale, violento e corrosivo, il film viene generalmente ascritto al movimento surrealista, cui Buñuel prende parte per qualche anno, per poi abbandonarlo in seguito a incomprensioni di carattere politico. Tra i suoi film ricordiamo: "I figli della violenza" (1950), "Estasi di un delitto" (1955), "Viridiana" (1961), "L'angelo sterminatore" (1962), "Diario di una cameriera" (1963), "Bella di giorno" (1966). Questa monografia sul regista spagnolo esce in un'edizione nuova e rinnovata.
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John Waters
di Vito Zagarrio
editore: Il Castoro
pagine: 182
John Waters è nato a Baltimora nel 1946. Qui vive tuttora e la città è stata il set di quasi tutti i suoi film. Ossessionato dalla violenza e dagli eccessi, sia nella vita che sullo schermo, inizia a girare film amatoriali in 8 e 16mm coinvolgendo amici e vicini di casa a metà degli anni Sessanta. Col passare degli anni i film diventano sempre più scioccanti e girati con la ricerca voluta del cattivo gusto, fino a raggiungere l'apice con Fink Flamingos, del 1972, protagonista Divine. La satira della cultura popolare, l'assalto frontale ai valori della famiglia borghese, il lampante cattivo gusto nella messa in scena e nelle situazioni che riprende fanno in breve del film un cult.
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Derek Jarman
di Gianmarco Del Re
editore: Il Castoro
pagine: 121
Derek Jarman nasce a Northwood (GB) nel 1942 e muore a Londra nel 1994. Regista, pittore, scenografo, scrittore, ha saputo fare della contaminazione tra le diverse discipline artistiche il cardine poetico su cui creare film originali dal grande fascino visivo che lo hanno fatto emergere come uno dei registi indipendenti più geniali degli ultimi venti anni. I suoi film più importanti "Caravaggio", "Edoardo II", "Wittgenstein", pur basandosi sulla vita di personaggi storici, hanno rinnovato il linguaggio cinematografico.
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