Il Mulino: Istituto Italiano di Scienze Umane. Studi
Libertà e discordia. Pletone, Bessarione, Pico della Mirandola
di Jonathan Molinari
editore: Il Mulino
pagine: 198
Il volume offre un contributo alla storia della filosofia del Rinascimento a partire dallo studio del ruolo e dell'importanza di Giorgio Gemisto Pletone per gli sviluppi della filosofia italiana nel Quattrocento. Da un punto di vista storico ricostruisce il dibattito tra platonici e aristotelici che caratterizzò la discussione filosofica dall'arrivo di Pletone in Italia in poi, studiando l'influsso delle sue opere in Bessarione e in Giovanni Pico. Da un punto di vista filosofico si concentra invece sul problema del linguaggio, considerandolo l'elemento centrale intorno a cui, nel Quattrocento, si costruì una nuova filosofia caratterizzata dalla riorganizzazione dei saperi e da una diversa idea del ruolo dell'uomo nella storia.
Ordinabile
Il lettore eccedente. Edizioni periodiche del «Samizdat» sovietico (1956-1990)
di Valentina Parisi
editore: Il Mulino
pagine: 438
Frutto di estensive ricerche d'archivio, il volume offre una nuova interpretazione del fenomeno sovietico del samizdat o autoedizione, contestualizzandolo all'interno della tradizione di studi nota come "storia del libro" e ricostruendo alcune delle pratiche di lettura originatesi in parallelo all'apparizione di tale prassi negli anni Cinquanta. L'analisi degli elementi para testuali, che caratterizzano il corpus dei periodici artistico-letterari autoprodotti in un arco temporale che va dal 1956 al 1990, si accompagna a una più ampia rievocazione del retroterra socio-culturale, focalizzata sugli ambienti della cosiddetta cultura non ufficiale. Ne emerge la fisionomia collettiva di un lettore "eccedente" rispetto alle funzioni solitamente assegnate al destinatario del testo letterario e, insieme, assai pervicace nella sua volontà di contendere allo Stato l'appannaggio esclusivo dell'attività editoriale.
Ordinabile
Donne in rivolta. Tra arte e memoria
editore: Il Mulino
pagine: 214
Donne che lottano, che combattono, spezzano e deviano dal cammino segnato, rigettando il ruolo tradizionale di madri e di mogli, di guardiane del focolare, della memoria e dei costumi. Sono Clitennestra e Antigone, Lady Macbeth e Madame Bovary, la Monaca di Monza oppure la Carmen. Al centro di questo volume, frutto della collaborazione tra Maggio Musicale Fiorentino e Istituto Italiano di Scienze Umane, stanno le femmes revoltées della cultura occidentale, crudeli, infelici, miserabili, o solo stanche e annoiate. Dieci studiose di fama internazionale - Eva Cantarella, Monica Centanni, Maria Grazia Profeti, Clara Mucci, Marisa Sestito, Sandra Teroni, Nadia Fusini, Daniela Brogi, Anna Maria Carpi e Ernestina Pellegrini - insieme con il noto musicologo, recentemente scomparso, Francesco Orlando, ripensano un percorso polifonico e discontinuo, tra storia singolare e senso universale della rivolta. L'essere "contro", nelle sue diverse espressioni storiche, diviene necessità politica, quasi ontologica, in una geografia che, dalla Grecia alla Norvegia, si fa europea.
Ordinabile
Il diritto, la genealogia, la storia. Itinerari
di Emanuele Stolfi
editore: Il Mulino
pagine: 210
Nel momento in cui vengono posti in discussione i "regimi di storicità" della cultura occidentale, anche le discipline dedicate alla tradizione giuridica e politica antica devono interrogarsi profondamente sul proprio ruolo, i loro metodi di lavoro e i possibili apporti che ancora possono garantire nella formazione di uno sguardo critico rivolto al presente. Per lo. storico del diritto e delle istituzioni greche e romane non è più tempo di solitudini: sollecitato al dialogo con molteplici interlocutori, egli deve recuperare la feconda "inattualità" dei suoi campi d'indagine, operare scavi genealogici, sondare la lunga durata di dispositivi che tanto hanno inciso sulla nostra identità e sul modo stesso di concepire le relazioni tra la vita effettiva degli uomini e le forme del diritto, confrontarsi coi fondamentali paradigmi della tradizione occidentale e seguirne i tragitti folti di sconnessioni e cesure. Questo volume, muovendo dalla discussione di vari contributi apparsi negli ultimi anni, cerca di isolare alcuni dei più significativi itinerari che risultano percorribili in queste direzioni.
Ordinabile
Il relativismo etico. Analisi e teorie nel pensiero contemporaneo
di Sergio Filippo Magni
editore: Il Mulino
pagine: 212
Il relativismo etico - o, come talvolta viene detto, il relativismo morale - è uno dei rari casi in cui un'antica questione filosofica è divenuta materia arroventata, di lotta politica e culturale. Ma quella di relativismo etico è una nozione ambigua, suscettibile di una pluralità di interpretazioni e di significati. Il saggio ne mostra la complessità, ponendola in relazione alle altre forme di relativismo filosofico (cognitivo ed estetico) e alla discussione generale delle teorie sulla fondazione dell'etica; e insieme analizza i differenti livelli in cui può essere sostenuta e i vari modi in cui è stata interpretata e spesso confusa e fraintesa. Ciò consente all'autore di proporre una versione di relativismo etico in grado di evitare le conseguenze implausibili e paradossali in cui si imbattono le versioni più radicali.
Ordinabile
Un segretario militante. Politica, diplomazia e armi nel cancelliere Machiavelli
di Andrea Guidi
editore: Il Mulino
pagine: 488
Il lavoro di Machiavelli nella Cancelleria fiorentina è stalo generalmente studiato per quel che riguarda le missioni diplomat
Ordinabile
Il giudizio del tempo. Uno studio sulla prescrizione del reato
di Simona Silvani
editore: Il Mulino
pagine: 457
Perché lo scorrere del tempo può determinare una rinuncia dello Stato alla propria pretesa punitiva? Quali sono i fondamenti razionali che stanno alla base della prescrizione del reato? E quali le implicazioni criminologìche dell'operatività di questo istituto, nonché gli effetti che ne derivano a livello ordinamentale? Simona Silvani cerca di dare una risposta a questi interrogativi analizzando la prescrizione del reato sotto differenti profili: la sua evoluzione storica, le premesse ideologico-culturali legate alle funzioni della pena, i rapporti problematici tra prescrizione e processo, le principali questioni interpretative legate all'applicazione dell'istituto, la recente riforma legislativa che lo ha interessato e la regolamentazione positiva offerta da alcuni ordinamenti di civil law e di common law agli effetti del tempo sul reato e sul suo accertamento. L'intento ultimo di questa analisi è quello di avviare una riflessione sulla tensione che fa da sfondo all'istituto della prescrizione, ossia la contrapposizione tra l'esigenza di riconoscere al decorso del tempo capacità obliante ed estintiva sulle vicende penali - esigenza a tutt'oggi avvertita come imprescindibile - e l'istanza, irrinunciabile e urgente, di una giustizia penale effettiva.
Ordinabile
Il sogno di una costituzione. Giuseppe Maranini e l'Italia del Novecento
di Eugenio Capozzi
editore: Il Mulino
pagine: 443
Il nome di Giuseppe Maranini evoca innanzitutto la sua infaticabile lotta contro la partitocrazia. Guardando alla sua vicenda biografica e intellettuale, questo libro evidenzia come la contrapposizione tra democrazia e partitocrazia sia l'approdo di un percorso lungo e tormentato, in cui si sommano e si succedono influenze ideologiche diverse, pur se saldate dall'aspirazione a "ricostruire lo Stato", a ritrovare attraverso l'organizzazione istituzionale nazionale i fattori dell'ordine sociale contro le spinte disgreganti e particolaristiche. Nasce da qui la costante ricerca di una forma costituzionale adeguata a riconoscere il pluralismo di interessi e idee minimizzandone gli elementi "eversivi"; e dunque ad assicurare innanzitutto l'efficacia di quello che egli riteneva il baricentro dello Stato moderno, la funzione di governo. Ne emerge una figura singolare, ma per molti versi emblematica di aspirazioni, suggestioni e traumi di larga parte del ceto intellettuale e della società italiana davanti ai mutamenti della storia del ventesimo secolo. L'accurata riscostruzione che se ne da in queste pagine aiuta a comprendere l'ambivalenza di quella che sarà l'"ideologia" antipartitocratica.
Ordinabile
Immanenza. Filosofia, diritto e politica della vita dal XIX al XX secolo
di Roberto Ciccarelli
editore: Il Mulino
pagine: 763
La filosofia è pensiero della vita, non meditazione sulla morte. Con questa potente e folgorante definizione, Spinoza ha delineato il profilo di un pensiero dell'immanenza che trova in questo volume la propria genealogia moderna. In principio concetto pregno di risonanze teologiche, il paradigma dell'immanenza è oggi il punto di approdo di una riflessione radicalmente materialistica che attraversa la cultura filosofica e politica degli ultimi due secoli. Si tratta di un orizzonte problematico in cui l'epistemologia del vivente s intreccia con la storia, la filosofia e il diritto secondo quella prospettiva analitica che da qualche tempo ha assunto il nome di biopolitica. L'attualità del pensiero dell'immanenza viene riconosciuta alla luce di un vasto repertorio di autori, che va da Bergson a Nietzsche, a Tarde, a Canguilhem, a Simondon, per culminare in Foucault e Deleuze, sui quali si concentra l'ultima parte del libro. Patchwork composto di tessere che possono essere lette singolarmente come sondaggi in profondità, o in sequenza come racconti di grande respiro, questo volume individua nell'immanenza una decisiva chiave prospettica per rileggere criticamente la relazione contemporanea tra saperi e poteri.
Ordinabile
I limiti del progresso. Razza e genere nell'Illuminismo scozzese
di Silvia Sebastiani
editore: Il Mulino
pagine: 501
Nel contesto dei Lumi europei, l'Illuminismo scozzese elabora una nuova concezione della storia, concepita quale progresso del genere umano. Le diversità - di "razza" e di "genere" - sono iscritte all'interno di questo schema dal valore universale che si incentra sul cammino dei costumi, maniere e sentimenti, così come dei rapporti sociali ed economici. Nel processo storico la donna si emancipa dalla condizione di schiava dell'uomo-padrone, mentre questi a sua volta si affina e diviene "civile". Una concezione che sollevò problemi, domande come: perché gli americani sono rimasti "selvaggi" e i cinesi hanno interrotto il proprio cammino? Perché solo gli europei, o piuttosto i popoli del nord Europa, hanno percorso tutte le tappe del processo storico dando luogo a società "civili" e "commerciali"? Può la Gran Bretagna sfuggire al triste destino degli imperi del passato evitando la decadenza? C'è un limite oltre il quale il contributo femminile alla civiltà diviene disumanizzazione, privazione di una mascolinità data per necessaria?
Ordinabile


