Il Mulino: Percorsi
Il governo dell'acqua. Romagna Acque-Società delle Fonti dalle origini a oggi (1966-2016)
di Alberto Malfitano
editore: Il Mulino
pagine: 248
Da 50 anni Romagna Acque - Società delle Fonti è l'azienda pubblica che fornisce alla Romagna il bene primario per eccellenza: l'acqua. Questo volume ne ricostruisce la storia dagli albori alle sfide del terzo millennio, analizzando i passaggi chiave della ricerca dell'acqua in regione fin dalla fine dell'Ottocento. La costruzione da parte del Consorzio Acque per le Province di Forlì e Ravenna, nato nel 1966, della diga di Ridracoli, tenacemente perseguita nonostante le enormi difficoltà incontrate, è stata il primo passo per la realizzazione dell'Acquedotto di Romagna, che dalla fine degli anni Ottanta serve gran parte dei comuni del territorio. Negli anni 2000 Romagna Acque è divenuta anche Società delle Fonti, assumendo il ruolo di unico produttore di acqua potabile per uso civile sull'area di pertinenza. Una storia di successo, che è lo spunto per analizzare temi di vasta portata come il governo complessivo del territorio e delle risorse idriche, la capacità della classe politica locale di "fare sistema" e di realizzare un'opera strategica per lo sviluppo della regione, in un continuo confronto sia con le istituzioni, la Regione Emilia-Romagna e lo Stato in primo luogo, sia con la società civile e le sue istanze, a partire da quelle legate alla sicurezza e alla tutela ambientale.
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Riforme elettriche tra efficienza ed equità
editore: Il Mulino
pagine: 573
Obiettivo di quest'opera collettanea è l'analisi dell'evoluzione e degli esiti delle riforme elettriche, a circa quindici anni
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Scritti sull'economia cooperativa
di Alfred Marshall
editore: Il Mulino
pagine: 272
Questa antologia degli scritti di Alfred Marshall sull'impresa cooperativa, alcuni dei quali tradotti per la prima volta in italiano, nasce dall'esigenza di riscoprire un aspetto del suo pensiero finora ignorato. Unanimemente considerato uno dei grandi dell'economia, Marshall criticò nelle sue opere lo sforzo di standardizzare il comportamento umano in un inverosimile "homo oeconomicus". A suo avviso, lo scopo dell'economia era superare la più grande contraddizione umana: la coesistenza di grandi ricchezze e grandi miserie. Le sue proposte, che includevano l'impresa cooperativa, miravano a evidenziare la capacità delle classi lavoratrici di organizzare la propria emancipazione. Come si spiega l'oblio in cui è caduto questo aspetto del suo pensiero? In questa epoca di crisi, in cui l'azione pubblica sembra sempre meno efficace e le imprese private sono in crescente difficoltà, è opportuno e utile tornare a riflettere sulle prospettive che si possono aprire attraverso la cooperazione, magari ripartendo dalle teorie di un grande economista. Introduzione di Stefano Zamagni.
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Reti di credito. Circuiti informali, impropri, nascosti (secoli XIII-XIX)
editore: Il Mulino
pagine: 439
Le vicende del credito tra basso Medioevo ed età contemporanea si sono affermate come tema cruciale nella storia europea: gli studiosi infatti convergono nel restituire il quadro di una società legata in modo forte all'attività creditizia. Si è inoltre sviluppata la consapevolezza che gli operatori professionali medievali (banchieri, cambiatori, monti di pietà) non avessero l'esclusiva del settore, poiché le fonti rivelano una catena spesso lunga e imprevedibile di prestiti, in grado di legare le persone più diverse e per le più diverse ragioni. I saggi qui raccolti gettano luce su questo ampio traffico di denaro: da un lato fanno emergere una fittissima trama di relazioni, obblighi e impegni; dall'altro rivelano le molte funzioni creditizie, improprie e inattese, assolte da istituzioni vocate ad altro (i conventi e i luoghi pii) e da figure professionali non specializzate (notai, artigiani, commercianti, etc.). Nell'insieme prende corpo l'immagine di una società in cui il denaro era cronicamente scarso a tutti i livelli della scala sociale e in cui l'inventiva, la capacità e la preparazione tecnica supplivano in molteplici modi a questa drammatica e costante mancanza.
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Il paradigma sussidiario. Interpretazioni, estensioni e garanzie
di Daniele Donati
editore: Il Mulino
pagine: 406
Nei dodici anni trascorsi dalla sua costituzionalizzazione, non c'è stato probabilmente nessun altro principio allo stesso tempo più citato e meno definito della sussidiarietà orizzontale. Richiamato con insistenza nel discorso corrente quando si discute delle relazioni tra amministrazione e autonomia privata, il principio appare invece rarissimamente nella legislazione statale, mentre in quella regionale viene di volta in volta messo in connessione con finalità e interpretazioni anche molto differenti fra loro, ed è sempre tenuto ben distinto dalla declinazione in verticale della sussidiarietà, rivelatasi fin qui molto più fertile. Questo studio tende a costruire una lettura obiettiva e giuridicamente solida del principio di sussidiarietà che consenta di passare dalla sua mera (e spesso inappropriata) enunciazione ad una (finora pochissimo tentata) piena implementazione. Partendo dal dibattito filosofico e dalle suggestioni presenti nei Trattati europei, si giunge a scomporre il testo dell'art. 118, 4° comma Cost. e a ricomporlo, anche grazie all'analisi delle dinamiche degli interessi giuridicamente rilevanti, in un quadro che mira ad essere sia di riflessione teorica, sia di concreta utilità nelle relazioni tra cittadini, imprese e istituzioni pubbliche. Un archetipo dunque, un paradigma, capace di accogliere una molteplicità di fenomeni, tutti possibili, sulla base di precisi presupposti, e di escluderne altri.
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Costituzione e lavoro oggi
editore: Il Mulino
pagine: 285
Ha ancora senso oggi affermare che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro? Riforme legislative e cambiamenti culturali hanno modificato questo assunto costituzionale? Sono gli interrogativi cui la ricerca qui proposta intende dare risposta. Alla luce delle più recenti vicende legate alle relazioni sindacali (vertenza Fiom-Fiat) e alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato (riforma Fornero), gli autori, costituzionalisti e giuslavoristi, si sono confrontati sulla tenuta normativa delle disposizioni lavoristiche della Costituzione. In particolare si sono interrogati sulla natura del concetto di lavoro accolto dalla nostra Costituzione (quale componente di diritti ma anche di doveri) e sulle sue ricadute sul sistema delle relazioni sindacali, sulla disciplina del rapporto di lavoro subordinato (soprattutto in relazione all'entrata e all'uscita del lavoratore) e sul sistema delle fonti del diritto.
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Dall'uniformità alla differenziazione. Le politiche pubbliche sull'università in Lombardia
editore: Il Mulino
pagine: 361
Il contesto territoriale nel quale sono inserite riveste, per le università, una rilevanza non secondaria. Ma anche il territorio trae beneficio dalla presenza delle università. L'istruzione superiore, infatti, è un fattore fondamentale per lo sviluppo del capitale umano e, di conseguenza, per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Attraverso i contributi e le riflessioni di studiosi di diverse discipline il volume analizza un caso di studio, quello della regione Lombardia, per cercare di cogliere quale ruolo abbia effettivamente giocato la regione in un sistema di istruzione superiore come quello italiano, storicamente caratterizzato da una relazione duale tra Stato e università. Richiamati elementi di contesto e dati quantitativi relativi al sistema universitario in Lombardia e ai rapporti tra istruzione superiore e mercato del lavoro, la ricerca mette a fuoco le politiche pubbliche poste in essere dalla regione in materia di ricerca scientifica, diritto allo studio, professioni e formazione professionale. Uno specifico approfondimento è dedicato all'analisi dei dati relativi alle politiche di diritto allo studio. Nell'ultima parte del volume, infine, vengono messe in evidenza alcune possibili prospettive di "policy" regionale per la crescita dell'università nel contesto globale, anche sulla base delle evidenze di una ricerca condotta con metodo "Delphi" su un campione di rappresentanti del mondo delle istituzioni, dell'università, del lavoro e delle professioni.
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Consumare il welfare. L'esperienza italiana del secondo Novecento
editore: Il Mulino
pagine: 227
Perché simboli della società dei consumi sono ormai i supermercati e l'automobile invece degli asili nido e degli ospedali? Eppure, nella seconda metà del Novecento, lo sviluppo della società dei consumi si è accompagnato ai grandi cambiamenti nei servizi sanitari, educativi e assistenziali: nella loro organizzazione complessiva, comuni e regioni hanno infatti progressivamente assunto un ruolo centrale, sostituendosi così ad altre forme di assistenza che sono andate scomparendo, come il welfare aziendale e quello offerto dai grandi enti statali. Con la presa in carico da parte dello Stato di queste nuove funzioni, la cittadinanza assume finalmente quel carattere universale che include salute e educazione, ma, in una società di cittadini-consumatori, deve confrontarsi con l'altro universalismo, quello del consumo, che si esprime con la libertà di scegliere e comperare ciò che si vuole con la sola mediazione del denaro. L'obiettivo di fornire aiuto a chi è in difficoltà diventa così volontà di garantire la qualità della vita a tutti coloro che vivono in un determinato territorio. Qualità della vita e servizi divengono i parametri assoluti attraverso cui il welfare entra nell'epoca della società dei consumi. Il libro indaga questo passaggio fondamentale, che ha costruito, nel bene e nel male, la società in cui viviamo.
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Le politiche sociali nelle regioni italiane. Costanti storiche e trasformazioni recenti
di Andrea Ciarini
editore: Il Mulino
pagine: 250
Negli ultimi anni il welfare italiano è stato interessato da un crescente processo di regionalizzazione, che ha acuito le differenze interne non solo in termini di dotazione di servizi ma anche di organizzazione della governance delle prestazioni sociali territoriali. Inutile dire che tale ambivalenza è stata ulteriormente aggravata dalla debolezza con cui lo stato centrale ha accompagnato lo sviluppo del decentramento. La domanda che il volume si pone è se tutto ciò sia soltanto conseguenza di trasformazioni recenti o non, piuttosto, di processi storici di più lungo periodo, di tradizioni amministrative regionali, di persistenze istituzionali precedenti all'avvio del corso regionalista, che hanno influito sulla natura dei rapporti centro-periferia all'interno del welfare italiano. Per rispondere a tale domanda, l'autore mette a confronto un gruppo di regioni italiane: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Puglia; delineandone le traiettorie storiche e analizzando i processi istituzionali che hanno influito sul permanere delle tradizioni amministrative regionali e sulle loro trasformazioni nel tempo, così come sui fattori che a seconda dei casi ne hanno impedito o rallentato il consolidamento. I risultati dell'analisi comparativa si inseriscono nel dibattito sulle trasformazioni del welfare in Italia, offrendo spunti di riflessione intorno alla prospettiva della convergenza tra i sistemi di welfare regionali.
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I regolamenti parlamentari a quarant'anni dal 1971
editore: Il Mulino
pagine: 251
A quarant'anni dalla riforma dei regolamenti della Camera e del Senato, vecchi testimoni e nuovi esperti si interrogano sulle origini, sui risultati e sugli sviluppi di quella completa riscrittura delle regole parlamentari: l'unica finora compiuta nella storia della Repubblica. L'analisi lungo quei percorsi di storia di un particolare diritto "politico" conduce, per naturale svolgimento, alla valutazione della condizione dell'istituzione parlamentare nel momento attuale: segnata dalle perduranti difficoltà provocate da una svolta elettorale maggioritaria affrontata senza le dovute variazioni di garanzia nell'ordinamento delle Camere.
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Opposizione parlamentare e democrazia deliberativa. Ordinamenti europei a confronto
di Giovanni Rizzoni
editore: Il Mulino
pagine: 402
L'opposizione parlamentare costituisce tuttora una forma efficace per rappresentare il conflitto politico nelle democrazie contemporanee? Il volume cerca una risposta a questa domanda attraverso lo studio comparato dell'opposizione negli ordinamenti politici di cinque dei maggiori paesi europei (Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna) e nel sistema istituzionale dell'Unione europea. Avvalendosi, con innovativo metodo interdisciplinare, delle categorie del diritto costituzionale comparato, della scienza politica e della filosofia politica, la ricerca affronta l'analisi di un'ampia serie di dati dell'esperienza istituzionale dei diversi ordinamenti. Su questa base viene formulata una originale ipotesi interpretativa sul necessario rinnovamento degli istituti classici del governo parlamentare tramite la loro contaminazione con le nuove forme di democrazia deliberativa emergenti nella contemporaneità.
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In pegno. Oggetti in transito tra valore d'uso e valore di scambio (secoli XIII-XX)
editore: Il Mulino
pagine: 407
I saggi raccolti in questo volume, frutto di un ciclo di seminari, ruotano attorno al tema e alla pratica del pegno. Spaziando su un fronte cronologico assai ampio, le ricerche mettono a fuoco i molteplici significati e funzioni del pegno tanto dal punto di vista culturale quanto da quello economico. Indissolubilmente legata allo sviluppo della mercatura e del credito, la pratica del pegno fa emergere un mondo sotterraneo poco conosciuto e poco esplorato, l'universo degli oggetti e del loro utilizzo "immateriale". Il negozio delle cose stabilisce legami, evoca relazioni, richiama consuetudini, solleva interrogativi etici. Oggetti preziosi, biancheria, utensili ci riconducono così alle necessità della vita quotidiana, alle abitudini e alle esigenze di consumo e di credito dei ceti meno abbienti. Gli oggetti parlano, generano storie in uno scambio continuo fra cose e monete, fra bisogno e speranza che dura da secoli e continua ancora oggi.
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