fbevnts Università - tutti i libri della collana Università, Il Nuovo Melangolo - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 6
Vai al contenuto della pagina

Il Nuovo Melangolo: Università

Lo spirito del ritorno. Studi su concetto e rappresentazione in Hegel

di Eleonora Caramelli

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 184

Come si può restituire nel linguaggio concettuale il significalo dell'arte e della religione, più in generale della rappresentazione nel suo complesso, senza alcuna perdita di contenuto? I saggi di questo volume, come cinque variazioni sul tema, intendono mostrare che, per non ridurre il legame tra rappresentazione e concetto, se non a una cancellazione operata dal secondo sulla prima, a una irenica quanto insignificante convivenza, occorre fare della rappresentazione ciò in cui il pensiero reperisce la propria genesi e fa esperienza di sé. Anziché interrogarsi sull'eventuale perdita, pertanto, si tenta qui di riformulare la domanda stessa. Concentrandosi sul ruolo dell'arte nella filosofia della religione e della tragedia nella fenomenologia dello spirito, sulla matrice teologica di alcuni termini filosoficamente decisivi e sulle condizioni di una riconciliazione che muove da una riflessione sul rapporto tra Antico e Nuovo Testamento, i capitoli di cui è composto il libro indagano il modo in cui il pensiero, tornando sui propri passi, matura la capacità di mettere capo a una traduzione che produce un plus inedito e dunque un'emancipazione nella stessa misura in cui salvaguarda la reversibilità, revocando tuttavia la semplice ripetizione, tra la lingua di destinazione, quella del concetto, e la lingua di provenienza, quella dell'arte e della religione.
Contattaci
16,00

Politica e tragedia. La filosofia del giovane Nietzsche

di Pierandrea Amato

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 158

Il vortice di tensioni teoriche, estetiche, politiche e culturali che si libera dall'impressionante compattezza degli scritti giovanili di Nietzsche si proietta, secondo l'autore di questo volume, verso un orizzonte di questioni cruciali che guarda ben oltre lo stesso autore de "La nascita della tragedia". Da Socrate a Sloterdjik, esso investe il destino di un'intera cultura filosofica, all'interno della quale il giovane Nietzsche rappresenta al tempo stesso l'artefice e la vittima stupefacente di un universo che, trasfigurando le proprie coordinate tradizionali, sperimenta, anche e soprattutto attraverso la sua opera, l'invenzione di nuove configurazioni estetiche e culturali in grado di fare i conti con la dispersione del senso che caratterizza l'età moderna. Nella filosofia dionisiaca del giovane Nietzsche, infatti, si coagulano ipotesi concettuali che daranno i loro frutti più maturi solo nel Novecento, lungo direttrici identificabili nei nomi contrapposti di Heidegger e Deleuze e riassumibili nella prefigurazione di un'ontologia dell'evento da cui si sprigiona un'istanza politica radicale e una critica senza quartiere a qualsiasi declinazione della logica del fondamento. Attraverso una densa analisi dei nodi fondamentali della filosofia del giovane Nietzsche - dal dionisiaco come nome dell'urgenza di rappresentare, senza tradirla, l'irrappresentabile lacerazione dell'umano nella modernità, alla critica delle categorie tradizionali del sapere storico e delle sue implicazioni politiche.
Contattaci
15,00

Nietzsche nella rivoluzione conservatrice

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 316

La Rivoluzione conservatrice costituisce uno snodo significativo della storia tedesca ed europea del primo Novecento
Contattaci
20,00

Oggettività dell'impolitico. Riflessioni negative a partire da Walter Benjamin

di Antonio Carulli

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 150

A parlare qui è una figura singolare, opposta allo studioso, il saggista: egli fa risalire l'improduttività della proposta politica di Benjamin nientemeno che al suo discorso sopra Kant e l'Idealismo tedesco; la stessa nozione di messianismo dalla correzione del concetto di esperienza avrebbe scontato la propria "inutilità". Impolitico è allora la prassi storico-vitale "inficiata" dalla teoresi. Chi tratta di Benjamin tratta di quello come pure quegli trattò l'imponente lascito di temi e problemi della tradizione (non da ultimo, quello cartesiano): come un "pretesto", fuori da ogni continuità storica. L'idea di Mann secondo cui lo spirito "non è" politica per l'essere impolitico per eccellenza, il tedesco, è tornata a visitarci sotto un'altra forma. Entro questa, il dire a tratti "sapienziale" del saggista decide di darne qualche esempio. Dopodiché si "finge" uno studio.
Contattaci
18,00

Le favole di Aviano e il «Novus Avianus» di Venezia

di Caterina Mordeglia

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 282

Le favole del poeta latino Aviano (IV secolo) godettero per tutto il Medioevo di un'enorme fortuna, pari o forse addirittura superiore a quelle del suo predecessore Fedro, conosciuto solo attraverso varie rielaborazioni in prosa e in poesia. La semplicità del distico elegiaco rispetto al senario giambico fedriano e l'insegnamento sotteso alla morale ne favorirono la diffusione in ambito scolastico e predicatorio, tanto che oggi il corpus ci è tramandato da più di centotrenta manoscritti provenienti da tutta Europa. Numerose sono anche le sue riscritture, composte sia in prosa che in versi lungo i secoli XI-XIV, che con una tecnica 'plagiario-compilatoria' mescolano le citazioni del modello con quelle di uno o più rifacimenti. Tra esse si colloca l'anonimo "Novus Avianus" di Venezia (XIII sec.) che è tradito dal codice Marcianus lat. XII.118 (= 4019) appartenuto all'umanista padovano Pietro da Montagnana e che contamina il testo di Aviano con quello di altre sue tre rielaborazioni. L'attenta disamina delle singole riprese testuali e tematiche del modello principale, condotta su un testo critico e una traduzione italiana di questo testo rinnovati, ci consente di approfondire i percorsi della tradizione avianea lungo tutta l'età medievale.
Contattaci
25,00

Studi sull'interpretazione kierkegaardiana del cristianesimo

di Isabella Adinolfi

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 95

Come può essere reintrodotto il cristianesimo in un mondo che, pur presumendo di essere cristiano, è ormai profondamente scristianizzato? Come possono gli spirituali valori cristiani, in contrasto con l'uomo naturale, trovare accoglienza nella materialistica società moderna? La risposta di Kierkegaard è netta e radicale: non si deve mercanteggiare né ribassare per rendere accetto o attuale il messaggio di Cristo, che ha senso soltanto nella sua purezza e integrità. Le categorie del paradosso, dello scandalo, della contemporaneità e della sequela elaborate dal filosolo danese mirano con precisione a questo obiettivo. Nel suo essere rilettura interiore della tradizione e insieme ripensamento intorno a ciò che più radicalmente fa di ciascun uomo un singolo, l'interpretazione kierkegaardiana del cristianesimo tuttavia non solo propone, come scrisse Hannah Arendt, l'unico modo in cui sia possibile un'odierna autentica esistenza religiosa, ma pone anche problemi ineludibili per chiunque voglia essere uomo.
Contattaci
12,00

Il gesto, la parola, il rito. Il teatro di Mario Luzi

di Laura Piazza

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 173

Le opere drammaturgiche di Luzi nascono dall'essenza dialogica che in maniera sempre meno velata caratterizza la sua poesia. In particolar modo attraverso l'analisi dei tre capolavori "Libro di Ipazia", "Rosales" e "Hystrio", si esamina la meditazione luziana sul tragico. Ci si sofferma inoltre, con l'ausilio di documenti inediti, sul rapporto di fertile scambio tra la produzione teatrale del poeta e le teorie pedagogiche e drammaturgico-spettacolari di Orazio Costa. Contro la minaccia di 'abumanizzazione' della nostra epoca (e a partire dagli anni in cui ha esercitato il proprio dominio un'avanguardia guidata dallWzb per la parola) Luzi ha esercitato la sua missione di scriba e affermato la sua visione del teatro come rito, come arricchimento di conoscenza e di coscienza individuale e collettiva per gli interpreti e gli spettatori. Prefazione di Federico Tiezzi.
Contattaci
20,00

Machiavelli

Il divenire e la virtù

di Vincieri Paolo

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 200

Attraverso l'esame del ruolo che Machiavelli attribuisce alla politica, il libro si propone di mostrare la validità del suo as
Contattaci
18,00

Sosia e il doppio nel teatro moderno

di Ferruccio Bertini

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 108

"Amphitruo", la prima commedia occidentale di sosia, scambi ed equivoci, è stata rivisitata dal Medioevo ("Geta" di Vitale di Blois, XII secolo) ai giorni nostri, vedi "Los dioses y los cuernos" dello spagnolo Alfonso Sastre (1995) o "Amphitryon". "Tragicomédie en cinq actes" di André Arcellaschi (1996), mentre "Amphitryon" del romanziere messicano Ignacio Padilla è stato composto nel 2000 e poi tradotto in Italia nel 2005 col titolo "Ombre senza nome". In mezzo ci sono le riletture cinque e secentesche di Camòes, di Rotrou e di Molière, nell'ambito di una ininterrotta fortuna che esplode nel XIX e XX secolo. Un capolavoro riconosciuto è "Anfitrione" di von Kleist (1808), testo pressoché drammatico, rispetto a cui risulta lieve ed elegante "Amphitryon 38" di Jean Giraudoux (1929). Rivoluzionaria, la rielaborazione del brasiliano Guilherme Figueiredo: "Um deus dormiu là em casa", Copacabana 1949. Quasi contemporanei i rifacimenti di due commediografi tedesco-orientali: Armin Stolper (nel 1967) e Peter Hacks (nel 1968). "Anfitrido outra vez" del portoghese Augusto Abelaira fu scritto per la televisione nel 1980, mentre "Urna nuvem sohre a cama", opera ancora di un autore portoghese, Norberto Avila, venne rappresentata in teatro a partire dal 1991. Dopo Jean Giraudoux, gli scrittori degli ultimi ottant'anni alterano notevolmente la struttura del mito e toccano anche, oltre la corda comica, tematiche complesse, esistenziali, politiche.
Contattaci
15,00

L'estraneo. Ostilità e ospitalità nel pensiero del Novecento

di Caterina Resta

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 123

Nemico (hostis) e ospite (hospes) provengono dalla stessa radice, il cui significato originario era quello di straniero. Questa figura, dunque, può costantemente oscillare tra ostilità e ospitalità, tra il nemico da rifiutare e combattere o l'estraneo da ricevere e accogliere. Proprio in questa oscillazione, più evidente appare il carattere perturbante dello straniero e di ciò che è estraneo, mostrando come il confronto con l'altro sia sempre la messa in questione di una identità presupposta, che si sente minacciata. A partire dai pensatori più radicali del Novecento: Schmitt, Heidegger, Lévinas, Derrida, Nuncy, i saggi raccolti in questo volume provano a scandagliare non solo l'origine della paura che proviene dall'Estraneo, ma anche a indicare i presupposti teoretici per superarla. Se il rifiuto e l'esclusione dell'altro sono funzionali alla ricerca di una identità pensata come appropriazione di sé e chiusura in sé, secondo una logica difensiva e immunitaria, d'altra parte questo paradigma, sottoposto a un paziente lavoro di decostruzione, mostra tutta la sua fragilità e debolezza, sia ontologica, che etica e politica. Se l'altro è costitutivo per la mia identità, ciò va inteso non nel senso di una logica dell'esclusione e della chiusura nei suoi confronti - le quali generano solo ostilità - ma nel senso dell'apertura e dell'ospitalità verso chi, già da sempre, mi ha reso e mi rivela straniero a me stesso.
Contattaci
15,00

Quando lo spazio si fa tempo. Rappresentazioni di Gerusalemme nella letteratura israeliana. David Shahar e Abraham B. Yehoshua

di Anna Lissa

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 354

Tentare di definire i contorni di una possibile identità israeliana in relazione alla città di Gerusalemme è una delle sfide più stimolanti dei nostri giorni. Il volume affronta questa problematica attraverso la lettura e l'analisi delle opere di due tra i più significativi scrittori israeliani: David Shahar, ancora poco noto al pubblico italiano, e Abraham B. Yehoshua. La questione è messa a fuoco nel solco delle dimensioni del mito e del tempo storico, gli eroi di David Shahar e Abraham B. Yehoshua vivono le proprie avventure a Gerusalemme: nelle loro opere diventa una città catalizzatrice di tempi, o meglio una città in cui lo spazio fisico si fa tempo. Questo fenomeno, in realtà avveniva già nei testi della tradizione ebraica. Evidenziando il profondo legame che intercorre tra le opere dei due scrittori e tutto l'apparato della tradizione ebraica, il presente studio dimostra che esse sarebbero inconcepibili senza tali testi, spesso presenti nell'assenza. Confrontando, inoltre, le due diverse visioni di Gerusalemme, viene discussa la possibilità di un rapporto equilibrato con la città, le cui ricadute sull'attualità e l'equilibrio geo-politico del Medio Oriente non potrebbero che essere positive.
Contattaci
30,00

Tra esistenza e pensiero. Saggio su Jean Wahl

di Riccardo Piaggio

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 97

Al filosofo francese Jean Wahl, che introdusse Hegel in Francia negli anni Trenta e la cui influenza segnò il pensiero di Sartre e Levinas, Riccardo Piaggio dedica un ricco studio, attento non solo agli sviluppi della filosofia di Jean Wahl, ma anche alla vicenda storica di un uomo che subì, in quanto ebreo, l'internamento nel campo di concentramento Drancy. Wahl riuscì poi a fuggire in America dove fondò "l'Ecole libre des hautes etude", per poi ritornare a Parigi e dare vita al "Collège philosophique".
Contattaci
15,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.