Il Nuovo Melangolo: Università
Vecchi e spazi di vita
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 129
"Ripensare la vecchiaia" è una sfida che si propone di andare oltre le tradizionali riflessioni sulla condizione anziana
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La missione di servizio pubblico: uno studio preliminare
di Francesco Gallarati
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 346
Nonostante i numerosi tentativi della dottrina di darne una definizione giuridica, il servizio pubblico rimane ancora oggi uno
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Ancora Bateson...
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 173
In un passo di Mente e natura Bateson, arrabbiato, si domanda perché gli insegnanti non insegnano la relazione
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Garantire i diritti umani. Una meta ancora lontana
di Guglielmo Giumelli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
I diritti proclamati solennemente dalla Dichiarazione universale dei diritti umani (1948) sembravano essere acquisiti universa
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Come si costruisce una dittatura. La politica giudiziaria del Tribunale speciale e il caso savonese del marzo 1934
di Andrea Corsiglia
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 120
Storia e microstoria si intrecciano e costruiscono la trama di un'unica narrazione, basata su fonti dirette d'archivio e volta
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Romero, el Salvador
di Carlos Morton
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 92
"Romero, el Salvador" è un'opera teatrale in due atti scritta dal drammaturgo chicano Carlos Morton e incentrata sulla figura,
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Vecchi, vecchie e vecchiaie nella letteratura e nel cinema
di Guglielmo Giumelli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 174
Vecchio e vecchia sono termini che fanno paura, fanno rabbrividire; sono parole cariche di inquietudini, di debolezze e, talvo
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Il teorema di Gödel. Un trattato sulla conoscenza
di Maurizio Cotti Piccinelli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 130
Dove acquisiamo maggior conoscenza? Nella conquista di limiti sempre nuovi, che di lì a poco saranno superati, o nella scopert
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Coalescenza di Nietzsche con Guénon. Necessità del divenire II
di Paolo Poma
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 92
Preceduti da un saggio sul nichilismo, i paralipomeni di "Necessità del divenire" fanno i conti con "un nodo aporetico gigantesco: quello della distanza dell'individuo dal superuomo, ovvero della delusione che il nolente, colui che dice io e mio, non può non provare di fronte all'eterno ritorno dell'identico". Dal giudizio deduttivo sulla "tecnica iperontica" alla risoluzione della "psichicità contrastata", dal pronunciamento sull'impossibile iena" all'inferenza dell'"incubo similare", la vorticosa sequenza di queste note va a "locupletare" la posizione teoretica dell'autore.
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L'offesa, la colpa, il fantasma. Muovendo da «Caducità» di Freud
di Marco Fortunato
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 195
In "Caducità" Freud indica i tre atteggiamenti che l'uomo può assumere dinanzi al destino di morte suo e degli altri enti. Può credere che la morte sia pura parvenza e che tutti siano, in qualche arcano modo e luogo, eterni; può sbeffeggiare l'immortalità e sostenere che è proprio il caduco ad avere un valore speciale; può ammettere che il destino di morte svilisce quel che vi soggiace e non godere più del grande e del bello perché lo turba la pre-visione della distruzione che li attende. La caducità, umiliazione arrecata dal tempo, è la più dura delle offese che ogni uomo subisce. Ce n'è però un'altra non meno grave, inflitta dalla molteplicità: la condanna alla serialità, cioè la dispersione fra innumerevoli altri uomini da cui nulla di essenziale lo distingue. L'individuo insorge pretendendo di non morire e di essere l'unico. Ma accampare tale pretesa, oltre a essere vano, è un atto di estrema prepotenza implicante piena adesione al vergognoso tratto fondamentale del mondo: essere retto e pervaso da una Necessità che si esprime come forza/violenza. All'uomo non resta perciò che chiedere consolazione ai prodotti della sua immaginazione e soprattutto al fantasma mnestico, che prolunga la vita del passato-del morto e accorda una certa originalità: infatti, ricordando, ognuno si differenzia da quel che accadde, in quanto lo altera-lo ricorda "male", e dagli altri che lo vissero, in quanto fa un "errore" diverso dai loro. Prefazione di Elio Matassi.
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La domanda del senso dell'esistere
di Carlo Carrara
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 84
Il sentiero qui percorso, muovendo i primi passi verso la necessaria chiarificazione della semantica e della polivalenza del termine "senso", seguirà la via del senso come domanda radicale, per proseguire sulla via del senso come problema fondamentale, per raggiungere il senso come mistero avvolgente. Tre vie con un unico intento: ripassare la struttura ontologico-esistenziale dell'uomo. Riallacciandosi poi alla situazione propria dell'esistere umano contemporaneo, il cammino ripercorrerà le tappe della perdita della domanda del senso, per arrivare alla mancanza del senso e all'insensatezza effettiva dominante. Tre vie con un unico intento: ri-levare l'odierna condizione umana. Gli ultimi passi volgeranno nella direzione di una responsabile domanda e ricerca del senso dell'esistere da parte di ogni singolo uomo.
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L'alibi del mito. Un'altra autobiografia di Benvenuto Cellini
di Giuseppe Capriotti
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 80
I protagonisti di questo saggio sono lo scultore fiorentino Benvenuto Cellini, il suo amato garzone Fernando da Montepulciano e tre sculture di marmo realizzate alla metà del Cinquecento: il Ganimede, l'Apollo e Giacinto e il Narciso, oggi al Museo del Bargello di Firenze. Nel racconto dell'ideazione e della gestazione di queste tre statue, lette anche alla luce della produzione poetica dell'artista, l'indagine sugli usi del mito greco nella lussuosa corte di Cosimo I de' Medici s'intreccia con la storia di un maestro e dei suoi amori illeciti, nati in un'affollata e operosa bottega scultorea fiorentina.
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