Iperborea: Narrativa
Pellegrino sul mare
di Par Lagerkvist
editore: Iperborea
pagine: 128
Sullo sfondo del mare, indifferente spettatore delle vicende umane, due storie parallele di ricerca dell'assoluto. Quella di Tobias, il pellegrino che parte per la Terra Santa - spinto da un'ignota inquietudine e dal bisogno di pace, forse di un perdono o di un'espiazione - imbarcandosi su una nave pirata, e quella di Giovanni, il vecchio marinaio, che da anni percorre il mare perseguitato dal ricordo di una passione impossibile. Le violenze della vita quotidiana non riusciranno mai a spegnere la tensione verso una meta che, come la Terra Santa, non raggiungeranno mai, ma verso cui continueranno a navigare.
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Il settimo sigillo
di Ingmar Bergman
editore: Iperborea
pagine: 96
Al ritorno dalla Crociata in Terra Santa, amaro e disilluso, con il cuore vuoto e tormentato dalle stesse domande con cui era
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Il messaggero
di Kader Abdolah
editore: Iperborea
pagine: 312
Dopo aver raccolto nel Corano le rivelazioni di Allah a Maometto, Zayd, figlio adottivo e cronista del Messaggero, sente l'urgenza di consegnare ai posteri la storia della sua vita. Perché "non si può capire il Corano se non si capisce Mohammad: un sognatore, un gaudente, un amante delle donne e della vita", ma soprattutto "un uomo curioso". Zayd parte alla ricerca di testimoni del suo tempo - mercanti, poeti, studiosi, nemici o familiari del suo signore - cui cede la parola per ripercorrere la vicenda del profeta e condottiero che ha cambiato la storia. Dagli anni delle sue prime spedizioni come carovaniere, dei suoi primi contatti con la civiltà persiana, egiziana e bizantina, ai giorni della ricerca di una risposta al mistero del creato e di un riscatto del suo popolo dall'arretratezza. Prende forma così un ritratto composito e affascinante di Maometto, che restituisce tutti i suoi sentimenti e tutta la sua umanità: un profondo senso religioso convive con gusti libertini, la pazienza con l'ira, la mistica con un mondano cinismo. Ma, attenzione, avverte l'autore, che si conferma acuto testimone del suo tempo e costruttore di ponti tra culture: questo è un racconto, una personalissima ed eterodossa reinvenzione letteraria. Perché Kader Abdolah mescola storia e immaginazione, cronaca e poesia, nella consapevolezza della complessità di un'avventura umana, religiosa e politica che l'Occidente non può eludere, e a cui ci si può avvicinare anche con la sagace leggerezza di una storia romanzata.
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Ararat
di Frank Westerman
editore: Iperborea
pagine: 320
Ararat, la montagna dove si arenò l'Arca di Noè dopo il Diluvio Universale, la vetta innevata di oltre cinquemila metri che angeli con spade di fuoco rendono inaccessibile al piede umano, il luogo sacro di miti e leggende, ma anche il terreno di perenni conflitti religiosi e politici: al confine tra Turchia e Armenia, fronte militarizzato tra NATO e Cortina di ferro, linea di demarcazione tra Islam e Cristianesimo. È sotto tutti questi versanti che lo esplora Westerman nel suo romanzo reportage: un viaggio alla conquista di una delle montagne sacre più impregnate di valori simbolici. Un itinerario fisico e spirituale, letterario e politico, sulle tracce di Noè, Gilgamesh, Pamuk, la questione armena e l'identità curda, le origini della leggenda del Diluvio e i tentativi di dimostrarne l'autenticità. Tra i personaggi, le affascinanti figure dei grandi cercatori dell'Arca, scienziati o avventurieri, religiosi o spie e perfino astronauti, e audaci scalatori di una cima resa ormai più impervia dalle raffiche di mitra che dalle tempeste. Ararat è una profonda e coinvolgente interrogazione sulla fede, sul rapporto tra scienza e religione da parte di un uomo onesto e scettico pronto a rimettere in discussione le sue certezze: la scommessa di un "Giobbe alla rovescia" che non si accontenta della sua incapacità di credere.
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La mia parola è no
di Par Lagerkvist
editore: Iperborea
pagine: 64
"Nel mezzo del cammin della sua vita, fermato il passo, si mise in osservazione per cercare di capire". Nel momento in cui "si ferma e osserva", l'uomo sente in tutta la sua profondità quel contrasto tra la sua anima che tende all'assoluto, alla grandezza, alla libertà, e le forze della vita di cui è prigioniero.
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Il libro dell'inverno
di Tove Jansson
editore: Iperborea
pagine: 128
L'inverno bianco del Nord, la neve fitta che sommerge il paesaggio finché nessuno più ricorda cosa c'era sotto, l'orizzonte ch
Fuori catalogo
I ricordi mi guardano
di Transtr
editore: Iperborea
pagine: 96
Come nasce un poeta? Nella "scia di luce" con cui Tranströmer descrive la sua vita, è la testa della cometa, il nucleo denso d
Fuori catalogo
La morte moderna
di Carl-Henning Wijkmark
editore: Iperborea
pagine: 128
Come ridurre i costi di mantenimento degli anziani e degli altri membri improduttivi della nostra società? Il benessere sociale è una conquista che richiede sacrifici, per quanto estremi. Ecco il tema di un curioso colloquio in cui medici, politici, economisti e teologi membri del progetto USTAU (Ultimo Stadio della vita Umana) tentano di "pianificare in modo responsabile l'avvenire di milioni di persone", compreso il loro auspicabile decesso: "Tutti noi nasciamo alla stessa età, perché non dovremmo anche morire alla stessa età?". Una soluzione finale garbata, rispettosa del benessere comune ed economicamente efficiente, una vera "eutanasia sociale". Nelle parole di questi illuminati architetti sociali traspare un significativo ribaltamento nel rapporto tra istituzioni e individuo: se la "medicalizzazione" della società ha rifiutato la morte, questa "deve diventare di nuovo naturale". Il cittadino, assimilato biologicamente al "corpo" dello Stato, dovrà inserirsi docilmente nel ciclo di produzione e smaltimento che governa la società dei consumi. Il provocatorio cinismo di questa "modesta proposta", comparsa nel 1978, in pieno apogeo del modello sociale svedese, raccolse l'inevitabile scandalo dei benpensanti per la lucidità con cui riusciva a rovesciare l'ottimismo ecumenico del welfare state scandinavo in una distopia di inquietante attualità, che "precorre di decenni il nostro tempo", come scrive H.M. Enzensberger in occasione dell'adattamento teatrale dell'opera.
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