fbevnts Adularia Minima - tutti i libri della collana Adularia Minima, La vita felice - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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La vita felice: Adularia Minima

Al Giro d'Italia. Vasco Pratolini al 38° Giro d'Italia (14 maggio-5 giugno 1955)

di Vasco Pratolini

editore: La vita felice

pagine: 142

Della propria "passione" sportiva, e per il Giro in particolare, Vasco Pratolini non ha mai fatto mistero. Non solo: dato che "sport e nostalgia sono compenetrabili l'un l'altro", ecco allora che i due termini che si possono richiamare per meglio qualificare la disposizione e l'atteggiamento dello scrittore nei confronti del Giro possono ben essere "vacanza" e, al tempo stesso, "vacanza memoriale". Una vacanza che si muove tra presente e ricordi che ne rinverdiscono l'atteggiamento, facendogli recuperare una visione anche adolescenziale, festosa, della corsa; "ritrovare sotto la scorza dei quarant'anni gli entusiasmi dell'adolescente acceso d'ammirazione per Binda e per Brunero, per Girardengo e per Belloni. E in realtà non ho che da sostituire dei nomi per rivivere cotesta stagione, una volta di più e con lo stesso cuore".
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9,50

La vita di Erostrato

di Alessandro Verri

editore: La vita felice

pagine: 144

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6,50

Due ruote fa. L'Italia del '77 vista da un giro e in un racconto

di Ennio Cavalli

editore: La vita felice

pagine: 124

Cronaca sportiva e anche un po' civile (ritrasformata in fiction) tra i raggi di un anno caldo, il '77, protagonista un inviat
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9,50

Tempo di guerra

di Arrigo Benedetti

editore: La vita felice

pagine: 96

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7,50

I lussuriosi

di Luciano Zuccoli

editore: La vita felice

pagine: 252

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11,50

Battista al Giro d'Italia. Intermezzo giornalistico

di Achille Campanile

editore: La vita felice

pagine: 249

Battista va al Giro d'Italia: ma chi è Battista? È forse Achille Campanile, o un suo alterego? Dobbiamo davvero credere che l'uno, il noto scrittore e drammaturgo, e l'altro, il suo "vecchio servitore", abbiano proprio seguito il Giro del 1932? E per di più in bicicletta? Battista al Giro d'Italia si fa burla del Giro e di se stesso, diverte e confonde il lettore, ma racconta ugualmente la storia macchietti-tica di un Giro spesso fantastico e paradossale, in un'epoca, il 1932, in cui la televisione non esisteva e il Giro era un grande evento popolare, di cui solo radio e giornali potevano trasmettere colore odore e sapore.
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12,50

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