Laterza: Storia e società
Mussolini socialista
editore: Laterza
pagine: VI-256
Voi credete di perdermi, ma io vi dico che vi illudete
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La strage dei cristiani. Mardin, gli armeni e la fine di un mondo
di Riccardi Andrea
editore: Laterza
pagine: IX-228
Alla fine del mese di ottobre 1915, lo sterminio dei cristiani di Mardin sembrava essere concluso
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Storia di Brescia. Politica, economia, società 1861-1992
editore: Laterza
pagine: 580
Il volume prende le mosse dalla rivolta antiaustriaca del 1849 fino a delineare la personalità politica di Giuseppe Zanardelli, nonché la maturazione di un cattolicesimo dalle forti tensioni spirituali e dalle diffuse radici popolari. Procede poi, dopo la Grande guerra - sono anni di gigantismo industriale -, con le tensioni del "biennio rosso" sino all'avvento del fascismo, all'affermazione di Augusto Turati e al crollo del regime. Infine l'età repubblicana: la ricostruzione, il boom economico, stagioni in cui si segnala un personaggio di spicco come il sindaco Bruno Boni ed emergono figure di imprenditori, da Francesco Lonati a Luigi Lucchini, che conseguono primati di livello internazionale. La strage di piazza della Loggia nel maggio del 1974 segna una svolta nella vita amministrativa guidata dal centrosinistra che, con l'approdo al palazzo municipale di Cesare Trebeschi, vede rinnovarsi i propri fondamenti etico-politici. Cambia progressivamente la composizione demografica della città a motivo di un'immigrazione sempre più accentuata. E la Lega Nord ad alimentare un clima di ostilità che, saldandosi alla "rivolta dei produttori" e alla crisi dello Stato nazionale, consente al partito di Bossi un'ascesa elettorale di notevoli dimensioni. Una duttile manovra politica porta, tuttavia, all'elezione nella "città bianca" di un sindaco post-comunista, preludio dell'anticipazione dell'esperienza nazionale dell'Ulivo.
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I cognomi degli Italiani. Una storia lunga 1000 anni
di Roberto Bizzocchi
editore: Laterza
pagine: 255
Tutti hanno un cognome: oggi è un fatto così scontato che lo si potrebbe quasi considerare naturale. In realtà si tratta dell'esito di una lunga storia. Nel corso del tempo gli Italiani si sono chiamati fra loro in tanti modi, e quello che noi chiamiamo cognome si è sviluppato molto lentamente, come risultato dell'interazione di vari fattori: la coscienza di sé degli individui e delle famiglie (a cominciare da quelle nobili), la necessità di distinguersi e riconoscersi all'interno delle comunità di appartenenza, la spinta proveniente dalla Chiesa e dagli Stati verso la regolamentazione dell'identità onomastica di ognuno. La nascita dei cognomi non è stata perciò un evento puntuale e irreversibile, ma un processo segnato da contraddizioni, deviazioni, passi indietro e anche notevoli differenze fra una parte d'Italia e l'altra. È un tema appassionante che intreccia le grandi questioni storiche, quali la persistenza della tradizione romana nell'Alto Medioevo, la formazione delle signorie territoriali, l'impatto del concilio di Trento, l'azione di governo delle burocrazie dell'assolutismo illuminato, con quelle a noi più vicine, come il nazionalismo linguistico, le persecuzioni, le migrazioni del Novecento e oggi la questione ancora aperta del diritto di trasmettere il cognome materno. È una storia non del tutto finita e che non finirà mai.
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Il testamento di Alessandro. La Grecia dall'impero ai regni
di Franca Landucci Gattinoni
editore: Laterza
pagine: 222
Alessandro Magno, il Grande, il Conquistatore; i suoi due ultimi eredi; uno scacchiere politico-militare che va dalla Grecia all'Egitto, passando per l'Anatolia, la Siria e la Mesopotamia: è questo lo scenario della storia che stiamo leggendo. Siamo nel 281 avanti Cristo e muoiono Lisimaco, re di Macedonia, e Seleuco, re di Siria. Erano stati loro, Lisimaco e Seleuco, a succedere ad Alessandro Magno e sono loro, quaranta anni dopo la morte del grande condottiero nel 323, a decretare la fine del sogno ecumenico che era stato del sovrano macedone. Avevano conservato il potere per quei quaranta anni tessendo relazioni con gli altri Diadochi, coloro cioè che erano stati i collaboratori del sovrano e che alla sua morte, tanto repentina quanto prematura, si erano trovati a gestire una difficile (e imprevista) eredità. La storia di Lisimaco e di Seleuco è la storia delle alleanze e delle inimicizie tra i vari dinasti, è la storia delle molte coalizioni militari sciolte e costruite senza soluzione di continuità, è la storia dei legami, a volte amichevoli e a volte ostili, con le città greche, gelose della loro indipendenza, ma incapaci, nei fatti, di difenderla. È la storia della nascita di una nuova geografia e un nuovo equilibrio multipolare nel Mediterraneo orientale, il vero inizio del mondo ellenistico, politicamente diviso, ma culturalmente omogeneo.
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Le guerre del Barbarossa. I comuni contro l'imperatore
di Grillo Paolo
editore: Laterza
Una aristocratica cavalleria teutonica contro masse di fanti comunali appiedati
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A consiglio. La vita politica nell'Italia dei comuni
di Lorenzo Tanzini
editore: Laterza
pagine: 248
Riunirsi in assemblea, parlare in pubblico, prendere decisioni collettive: dagli inizi del XII secolo fino ai conflitti del Trecento, i cittadini dei grandi e piccoli centri urbani dell'Italia comunale vissero intensamente l'esperienza del consiglio come luogo di elaborazione della politica. L'assemblea, quale forma caratteristica della vita pubblica nella città medievale, conobbe un rilievo particolare per la precocità, le dimensioni e l'effettiva capacità decisionale che i consigli comunali seppero assumere. Ma chi poteva far parte dei consigli? Di cosa si discuteva? In che modo si poteva esprimere il parere personale? Come si affrontavano i conflitti d'opinione? La discussione animava le aule universitarie e le opere dei giuristi, ma soprattutto si accendeva nelle tumultuose sedute dei consigli cittadini, che le fonti cronachistiche e i verbali delle assemblee restituiscono con eccezionale vivacità. In un percorso cronologico che dà spesso voce ai racconti dei contemporanei, Lorenzo Tanzini segue il percorso evolutivo che partendo dalla pratica di partecipazione ancora confusa delle origini comunali condusse a forme molto articolate di consigli a dimensioni variabili, fino al definirsi nel Trecento di strutture decisionali tanto più efficaci quanto più ristrette.
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I padroni dei libri. Il controllo sulla stampa nella prima età moderna
di Mario Infelise
editore: Laterza
pagine: 226
Non esiste potere privo di una propria politica dell'informazione. La considerazione è tanto più vera da quando l'invenzione della stampa ha trasformato i sistemi di comunicazione in Europa. Tra XVI e XVII secolo, la diffusione del libro, la crescita della lettura e della scrittura in tutti gli strati sociali e l'affermazione delle lingue nazionali posero le basi per un diverso rapporto tra poteri e società. I tempi divennero maturi perché anche i sovrani entrassero in gioco con decisione, provando a far valere i propri punti di vista, talvolta in netto contrasto con quelli della Chiesa che in tale campo rivendicava il diritto alla supremazia. Questo volume parte dalle vicende individuali degli uomini che ebbero a che fare con il mondo della stampa e del suo controllo: i governanti, i loro funzionari, le gerarchie ecclesiastiche da un lato e gli scrittori, gli editori, i librai dall'altro. Le motivazioni alla base delle ansie di controllo degli uni e le aspirazioni alla libertà di espressione degli altri sono tutte legate a doppio filo all'evoluzione delle tecnologie della comunicazione. Il fulcro è sulla Venezia tra '500 e '600, quando la città costituiva uno dei centri europei della produzione del libro, alimentando una fama di isola di libertà di espressione soprattutto nei confronti dell'autorità ecclesiastica.
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Regine per caso. Donne al governo in età moderna
editore: Laterza
Per molto tempo la cultura europea ha sottovalutato, considerandole marginali, molte esperienze di governo di regine o reggent
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Fidia. L'uomo che scolpì gli dei
editore: Laterza
Venne il dio sulla terra dal cielo a mostrarti l'effigie, o tu andasti a mirarlo, Fidia, in cielo
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Amori venali. La prostituzione nell'Europa medievale
editore: Laterza
Donne di strada e grandi cortigiane, ruffiane e mezzane, case chiuse private e pubblici bordelli: fino al XVI secolo il mondo
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