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Laterza: Storia e società

28,00

La transizione infinita. Diario politico (1990-96)

di Gabriele De Rosa

editore: Laterza

pagine: 296

Nell'aprile del 1992 Gabriele De Rosa viene eletto al Senato nelle liste della Democrazia Cristiana. Nel marzo del '93 viene eletto capogruppo dei senatori democristiani. In quanto tale è testimone diretto dei passaggi cruciali di quegli anni, dallo scioglimento della DC alla fondazione del Partito Popolare, dalla vittoria elettorale del Polo, alla formazione del governo Ciampi sino alle ultime vicende del governo Dini. Raccoglie le confidenze dei personaggi più diversi, da Martinazzoli a Spadolini, discute con Scalfaro, Ciampi, Andreotti e tanti altri protagonisti. Questo libro è il diario di quest'esperienza, ora che si è conclusa, con il ritorno di De Rosa agli studi.
20,66
19,63

Storia di Bari. Vol. 4: L'Ottocento.

L'Ottocento

 

editore: Laterza

pagine: 608

Il volume contiene saggi di: D
28,41

L'eclisse delle memorie

 

editore: Laterza

pagine: 308

Il volume contiene saggi di: R
27,37

Le religioni dei popoli senza scrittura

 

editore: Laterza

pagine: 480

64,56

Corpi gloriosi

Eroi greci e santi cristiani

editore: Laterza

pagine: 160

San Brandano d'Irlanda naviga verso terre ignote spinto come Ulisse dal desiderio implacabile di conoscere e di vedere; il san
18,00

Gusti del Medioevo

I prodotti, la cucina, la tavola

di Montanari Massimo

editore: Laterza

pagine: 256

Siamo seduti a tavola e il cibo viene servito in una successione uguale per tutti
19,00

Storia del bosco. Il paesaggio forestale italiano

di Mauro Agnoletti

editore: Laterza

pagine: 381

Faggi, castagni, querce, larici, abeti
22,00

Storia di Brescia. Politica, economia, società 1861-1992

editore: Laterza

pagine: 580

Il volume prende le mosse dalla rivolta antiaustriaca del 1849 fino a delineare la personalità politica di Giuseppe Zanardelli, nonché la maturazione di un cattolicesimo dalle forti tensioni spirituali e dalle diffuse radici popolari. Procede poi, dopo la Grande guerra - sono anni di gigantismo industriale -, con le tensioni del "biennio rosso" sino all'avvento del fascismo, all'affermazione di Augusto Turati e al crollo del regime. Infine l'età repubblicana: la ricostruzione, il boom economico, stagioni in cui si segnala un personaggio di spicco come il sindaco Bruno Boni ed emergono figure di imprenditori, da Francesco Lonati a Luigi Lucchini, che conseguono primati di livello internazionale. La strage di piazza della Loggia nel maggio del 1974 segna una svolta nella vita amministrativa guidata dal centrosinistra che, con l'approdo al palazzo municipale di Cesare Trebeschi, vede rinnovarsi i propri fondamenti etico-politici. Cambia progressivamente la composizione demografica della città a motivo di un'immigrazione sempre più accentuata. E la Lega Nord ad alimentare un clima di ostilità che, saldandosi alla "rivolta dei produttori" e alla crisi dello Stato nazionale, consente al partito di Bossi un'ascesa elettorale di notevoli dimensioni. Una duttile manovra politica porta, tuttavia, all'elezione nella "città bianca" di un sindaco post-comunista, preludio dell'anticipazione dell'esperienza nazionale dell'Ulivo.
30,00

I cognomi degli Italiani. Una storia lunga 1000 anni

di Roberto Bizzocchi

editore: Laterza

pagine: 255

Tutti hanno un cognome: oggi è un fatto così scontato che lo si potrebbe quasi considerare naturale. In realtà si tratta dell'esito di una lunga storia. Nel corso del tempo gli Italiani si sono chiamati fra loro in tanti modi, e quello che noi chiamiamo cognome si è sviluppato molto lentamente, come risultato dell'interazione di vari fattori: la coscienza di sé degli individui e delle famiglie (a cominciare da quelle nobili), la necessità di distinguersi e riconoscersi all'interno delle comunità di appartenenza, la spinta proveniente dalla Chiesa e dagli Stati verso la regolamentazione dell'identità onomastica di ognuno. La nascita dei cognomi non è stata perciò un evento puntuale e irreversibile, ma un processo segnato da contraddizioni, deviazioni, passi indietro e anche notevoli differenze fra una parte d'Italia e l'altra. È un tema appassionante che intreccia le grandi questioni storiche, quali la persistenza della tradizione romana nell'Alto Medioevo, la formazione delle signorie territoriali, l'impatto del concilio di Trento, l'azione di governo delle burocrazie dell'assolutismo illuminato, con quelle a noi più vicine, come il nazionalismo linguistico, le persecuzioni, le migrazioni del Novecento e oggi la questione ancora aperta del diritto di trasmettere il cognome materno. È una storia non del tutto finita e che non finirà mai.
24,00

Il testamento di Alessandro. La Grecia dall'impero ai regni

di Franca Landucci Gattinoni

editore: Laterza

pagine: 222

Alessandro Magno, il Grande, il Conquistatore; i suoi due ultimi eredi; uno scacchiere politico-militare che va dalla Grecia all'Egitto, passando per l'Anatolia, la Siria e la Mesopotamia: è questo lo scenario della storia che stiamo leggendo. Siamo nel 281 avanti Cristo e muoiono Lisimaco, re di Macedonia, e Seleuco, re di Siria. Erano stati loro, Lisimaco e Seleuco, a succedere ad Alessandro Magno e sono loro, quaranta anni dopo la morte del grande condottiero nel 323, a decretare la fine del sogno ecumenico che era stato del sovrano macedone. Avevano conservato il potere per quei quaranta anni tessendo relazioni con gli altri Diadochi, coloro cioè che erano stati i collaboratori del sovrano e che alla sua morte, tanto repentina quanto prematura, si erano trovati a gestire una difficile (e imprevista) eredità. La storia di Lisimaco e di Seleuco è la storia delle alleanze e delle inimicizie tra i vari dinasti, è la storia delle molte coalizioni militari sciolte e costruite senza soluzione di continuità, è la storia dei legami, a volte amichevoli e a volte ostili, con le città greche, gelose della loro indipendenza, ma incapaci, nei fatti, di difenderla. È la storia della nascita di una nuova geografia e un nuovo equilibrio multipolare nel Mediterraneo orientale, il vero inizio del mondo ellenistico, politicamente diviso, ma culturalmente omogeneo.
20,00

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