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Libri di A. Soldati

La guerra dei sogni. Esercizi di etno-fiction

di Marc Augè

editore: Eleuthera

pagine: 128

Nel nostro mondo "surmoderno", dominato dall'immagine, si è instaurato un inedito regime di finzione mediatica che agisce sulla vita sociale al punto di farci dubitare della realtà. I reportage giornalistici, ridotti a infotainment, prendono sempre più la forma delle fiction e queste ultime, a loro volta, mimano il reale. Su Internet si allacciano idilli e si dialoga con interlocutori anonimi. Quasi senza accorgercene, stiamo passando a un tutto fittizio in cui le mediazioni che consentono lo sviluppo dell'identità, dunque la presa di coscienza dell'alterità e dei legami sociali, sono rimpiazzate dai media della solitudine. Quella fondamentale circolazione tra i tre poli distinti dell'immaginario - immaginario individuale (il sogno), immaginario collettivo (i miti, i riti, i simboli) e finzione narrativa - viene così alterata, sfaldando le frontiere che ogni cultura istituisce tra sogno, realtà e finzione. È cominciata la "guerra dei sogni", ci avverte Augé, che dopo averci portato alle fonti dell'antropologia sociale, ci chiama a una morale della resistenza.
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Il senso degli altri. Attualità dell'antropologia

di Marc Augé

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 139

Il senso degli altri può essere inteso in due accezioni, scrive Augé. In primo luogo come senso della famiglia o dell'orientamento, è un dono acquisito o innato, che varia a seconda degli individui e dei gruppi. In una seconda accezione il senso degli altri ci mette di fronte al senso elaborato degli altri, individui o collettività. Ma le due accezioni sono collegate, perché il senso di cui si parla è il senso sociale, cioé l'insieme dei rapporti simbolizzati, istituiti e vissuti tra gli uomini all'interno di una collettività.
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Il futuro dell'Occidente. Nel modello romano la salvezza dell'Europa

di Rémi Brague

editore: Bompiani

pagine: 225

L'Europa si unifica e si allarga: occorre sempre di più che essa definisca la propria identità. La cultura europea viene dalla Grecia, dall'ebraismo e da Roma. Attraverso una serie ininterrotta di "rinascimenti", l'Europa non ha mai cessato di sentirsi romana, trovando un percorso proprio, autonomo, tra le grandi correnti dell'ellenismo (radice della propria cultura) e del giudaismo (radice del cristianesimo, sua religione). Partendo da questi presupposti Brague individua nella "via romana" l'unica possibilità di salvezza per il futuro, al riparo dai fondamentalismi di diverso segno che minacciano di distruggere la nostra stessa civiltà. Introduzione di Antonio Gnoli e Franco Volpi.
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