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Libri di D. Mezzacapa

Autobiografia di mia madre

di Jamaica Kincaid

editore: Adelphi

pagine: 186

Jamaica Kincaid appartiene alla schiera degli autori che, nati alla "periferia dell'impero" (nel suo caso ad Antigua nei Carai
Disponibilità immediata
12,00 9,60

Alan Turing. Storia di un enigma

di Andrew Hodges

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 762

Uno dei più grandi geni del Ventesimo secolo, questo è statò Alan Turing. Nato a Londra nel 1912, considerato tra i padri della moderna informatica - spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima che fosse costruito un solo computer - fu un matematico fuori dal comune. Durante la Seconda guerra mondiale mise le sue straordinarie capacità al servizio dell'Inghilterra, entrando a far parte di Bletchley Park, la località top secret della principale unità di crittoanalisi del Regno Unito, e contribuì in modo decisivo alla decifrazione di Enigma, la complessa macchina messa a punto dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni, ribaltando così le sorti del conflitto. Ma la sua fu anche una vita tormentata. Perseguitato per la sua omosessualità, fu condannato alla castrazione chimica. Umiliato, a soli 41 anni, si suicidò in circostanze misteriose morsicando una mela avvelenata con cianuro. Nel 2013, dopo oltre sessant'anni dalla sua morte, la Regina Elisabetta gli ha "concesso" l'assoluzione reale. Con la verve di una spy story, la biografia di Andrew Hodges ci restituisce l'ambiente e il clima culturale del periodo storico in cui Turing è nato e si è formato, le sue brillanti idee in campo matematico e scientifico, e ci fa conoscere il lato umano e personale di un genio inquieto.
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19,00

In Abissinia

di Evelyn Waugh

editore: Adelphi

pagine: 231

Questo libro avrebbe dovuto chiamarsi "War in Abyssinia". Buon titolo: asciutto, fattuale, esotico. Dell'Abissinia nel 1935 nessuno sapeva nulla, anche se il paese era l'unico stato africano cooptato nella Lega delle Nazioni e il suo giovane despota era un pupillo dei media - Uomo dell'Anno per "Time". Ma adesso di quell'immensa piantagione di caffè stava per impadronirsi l'ultima arrivata nel circolo delle potenze coloniali: sì, la Grande Proletaria di Mussolini si preparava a invadere, e per ciò stesso a scatenare, nei timori di molte cancellerie, un conflitto globale. Ottima ragione per spedire sul posto un esercito di inviati - pericoloso quanto e più di quelli in armi, però, specie se forzato all'inazione. I centocinquanta embedded al seguito dell'esercito italiano erano infatti costretti a passare le veline dello Stato Maggiore, o riferire voci incontrollabili (i duemila morti nel bombardamento d'Adua, che a villaggio raggiunto si sarebbero rivelati sei). Quanto a quelli aggregati agli etiopi, se ne occupava un irreprensibile addetto stampa indigeno, che fin dal primo giorno aveva promesso notizie di due soli tipi: false, o tendenziose. Dopo qualche settimana gli inviati erano accampati in pianta stabile ai tavolini da bridge. Tutti, tranne il corrispondente dello "Evening Standard", Evelyn Waugh. Povero Waugh, mette a segno addirittura uno scoop, e ne è talmente geloso da scrivere il pezzo in latino, certo che i colleghi non lo mastichino. Così in effetti è...
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18,00

L'io diviso. Studio di psichiatria esistenziale

di Ronald D. Laing

editore: Einaudi

pagine: 248

Scritto all'età di ventotto anni, "L'io diviso", originariamente concepito come il primo di una serie di studi di psicologia e
Disponibilità immediata
22,00

Quando viaggiare era un piacere

di Evelyn Waugh

editore: Adelphi

pagine: 438

In questo libro Waugh raccolse tutto ciò che desiderava conservare dei libri di viaggi scritti fra il 1929 e il 1936: l'esilarante racconto di una crociera nel Mediterraneo; l'incoronazione a imperatore d'Etiopia del negus Hailé Selassiè; un complicato viaggio di ritorno, denso di significati e di rivelazioni, attraverso il cuore dell'Africa Nera; una serie di strabilianti avventure nella Guyana Britannica, che si conclude in Brasile; una seconda visita a Addis Abeba, come corrispondente di guerra, nell'attesa dell'invasione italiana.
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13,00

Autobiografia di mia madre

di Jamaica Kincaid

editore: Adelphi

pagine: 174

Jamaica Kincaid appartiene alla schiera degli autori che, nati alla "periferia dell'impero" (nel suo caso ad Antigua nei Caraibi), hanno immesso nuova linfa nella letteratura di lingua inglese. Questa è una storia di solitudine e risentimento, di insofferenza per la "stanza nera del mondo", che assume il profilo di paesaggi lussureggianti. Le vicende di Xuela, figlia di una madre caraibica e di un padre per metà scozzese e per metà africano, abbandonata insieme a un mucchio di panni sporchi mentre la madre moriva di parto, aprono un variegato itinerario nell'infelicità dove le durezze del mondo si scontrano con un carattere torvo e visionario. E a ogni passo di questo itinerario la vita di Xuela si intreccia con quella della madre non conosciuta.
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18,00

Una rosa per Emily

di William Faulkner

editore: Adelphi

pagine: 100

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12,00

Melanie Klein. Il suo mondo e il suo lavoro

di Phyllis Grosskurth

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 626

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46,48

Anatomia umana per artisti

di John Raynes

editore: Newton compton

pagine: 192

Con l'ausilio di un ricchissimo apparato iconografico, Raynes ci offre le conoscenze indispensabili per imparare a rappresenta
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9,90

Hannah Arendt

di Elisabeth Young-Bruehl

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 639

Per Hannah Arendt l'educazione sentimentale, intrecciata con la formazione filosofica, cadde negli anni più critici della Repubblica di Weimar: nell'imminenza dell'avvento del nazismo che la costringerà all'esilio, prima a Parigi, poi a New York. L'esperienza della persecuzione, della fuga e della perdita di una patria resterà decisiva per colei che si era laureata nel 1929 con una tesi sul concetto di amore in sant'Agostino. Seguirà la militanza nel movimento sionista, in seguito abbandonato; l'interpretazione del fenomeno totalitario; lo scandalo suscitato dalla tesi della «banalità del male», a proposito del processo Eichmann a Gerusalemme; l'insegnamento alla New School for Social Research di New York e la fama mondiale.
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