Libri di Dino Campana
L'opera in versi e in prosa
di Dino Campana
editore: Mondadori
pagine: 1740
Da Il più lungo giorno - primo manoscritto inviato a Papini e Soffici in vista di una possibile pubblicazione e poi a lungo di
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Le più belle poesie di Dino Campana
di Dino Campana
editore: Crocetti
pagine: 96
Nell'erranza e nel tormento, nella solitudine e nella follia che segnano tutta la sua vita, Dino Campana compone versi tra i p
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Un viaggio chiamato amore. Lettere (1916-1918)
editore: Feltrinelli
pagine: 130
Passioni e sentimenti, paure, tenerezze, invocazioni, tradimenti, ricongiungimenti, botte e minacce, miseria e malattia: tutto sotto "Un cielo fatto solo d'amore". È l'incontro di Dino Campana con Sibilla Aleramo, incontro straordinario, come le lettere che i due amanti si scrissero. Ogni pagina di questo carteggio è un viaggio, esaltante e senza soste, che ha inizio sotto il sole infuocato dell'agosto 1916, fra la vera montagna dei solitari e la pura bellezza dei grandi boschi e prosegue serenamente negli ultimi splendori della bella stagione a Faenza e Marradi, fino a quando il "vento iemale" non li trascina in paesi sperduti dell'Appennino, dove il freddo morde ancora più che nelle soffitte dei lungarni e nelle ville sulle colline di Firenze che li accoglieranno. Il percorso si fa tortuoso come le vicende alle quali si assiste, segnato da un continuo andirivieni fra Pisa, Livorno, Firenze, Sorrento. È ormai il 1917: sullo sfondo l'anno più duro della guerra, in primo piano i due amanti e il loro disperato tentativo di trovarsi e abbandonarsi, affidato ormai soltanto alle lettere che si incrociano tra la Toscana e il Piemonte. Poi, nel gennaio del 1918, davanti al cancello del manicomio di San Salvi, il viaggio si interrompe. I Canti Orfici, unica e grande opera di Campana, lo manterrà vivo oltre la morte, avvenuta dopo un internamento di quattordici anni. Sibilla Aleramo, che trasformò la sua lunga vita in letteratura, mai riuscì a raccontare...
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Canti orfici. Con Quaderno (rist. anast. 1914)
di Dino Campana
editore: Cronopio
pagine: 173
I "Canti orfici" non sono solo un libro, sono "il" libro unico di Dino Campana (Marradi, 1885 - Castelpulci, 1932). Questa ristampa anastatica dei Cantisi propone come un'edizione di cui d'ora in poi tener conto nella bibliografia campaniana: per la fedeltà all'edizione del 1914, l'accuratezza della composizione e della stampa (sono stati esaminati e comparati diversi esemplari dell'edizione originale); per l'esaustiva Introduzione e Nota bio-bibliografica, corredata da immagini, di Gabriel Cacho Millet, lo studioso argentino che negli ultimi quarant'anni ha portato alla luce preziosi documenti di e su Dino Campana; per la voce e i suoni di Claudio Morganti che, in prima assoluta, "dice" i "Canti orfici" in versione integrale.
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Canti orfici e Il più lungo giorno
di Dino Campana
editore: Alboversorio
pagine: 145
Travagliata è la vicenda editoriale all'origine dei "Canti Orfici". La prima versione manoscritta dell'opera, con significative varianti, vede la luce nel 1913 con il nome "Il più lungo giorno" e viene presentata a Papini e Soffici, figure di spicco nel panorama culturale del tempo. Il manoscritto viene perduto e tale rimane fino al 1971 - quando Campana non poteva più interessarsene. Qui la storia ufficiale si confonde alla leggenda del libro "scritto a memoria" e del "poeta pazzo", che tende a oscurare la fama dell'opera stessa. Eppure, gli "Orfici" sono stati riscritti sulla base delle numerose stesure preparatorie de "II più lungo giorno", a testimonianza di una vena assai meno istintiva e "inconscia" di quanto il mito faccia supporre. Questo volume, che per la prima volta riunisce le due redazioni del testo, permette di accostarsi senza pregiudizi a una personalità poetica originale ma non isolata, in grado di declinare le principali correnti del suo tempo secondo una cifra stilistica personale, in una sorta di allucinato "diario di viaggio" insieme onirico e vivido, frammentario e narrativo.
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Canti orfici
di Dino Campana
editore: Einaudi
pagine: 240
Una vita errabonda, chiusa a trentatre anni con il ricovero in manicomio, ha fatto di Dino Campana (1885-1932) un maudit, il R
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Un po' del mio sangue. Canti Orfici, Poesie sparse, Canto proletario italo-francese, Lettere (1910-1931)
di Dino Campana
editore: Rizzoli
pagine: 298
"Dino Campana morì in manicomio, ma non fu afflitto da una romantica follia connessa con il suo essere poeta
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Un viaggio chiamato amore. Lettere (1916-1918)
editore: Feltrinelli
pagine: 130
Documento di una storia d'amore tormentata, il libro, presenta il carteggio tra Sibilla Aleramo e Dino Campana, dal febbraio 1916 al gennaio del 1918. L'epistolario venne pubblicato, per la prima volta, da Nicola Gallo nel 1958, due anni prima della morte della Aleramo. Nel 1987 Bruna Conti ne ha curato una nuova edizione. Il lavoro di prima mano sugli autografi dei due protagonisti e importanti acquisizioni di documenti, le hanno permesso di allestire un testo più fedele dell'epistolario.
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