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Libri di Edward W. Said

La pace possibile. Riflessioni, critiche e prospettive sui rapporti israelo-palestinesi

di Edward W. Said

editore: Il Saggiatore

pagine: 352

"La pace possibile" raccoglie gli ultimi testi scritti da Edward W
Disponibilità immediata
24,00

Cultura e imperialismo. Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell'Occidente

di Edward W. Said

editore: Feltrinelli

pagine: 512

La capacità tutta umana di raccontare è un'arma di emancipazione, ma anche di controllo
Disponibilità immediata
39,00

Freud e il non europeo

di Edward W. Said

editore: Meltemi

pagine: 104

Edward W
Ordinabile
9,00

Paralleli e paradossi. Pensieri sulla musica, la politica e la società

editore: Il saggiatore

pagine: 159

Anche la più ineffabile delle arti si vena di risonanze politiche quando a parlarne sono un intellettuale di origine palestinese e un figlio della diaspora ebraica. In questo libro, Edward Said e Daniel Barenboim usano la metafora della musica per confrontarsi sul significato civile dell'arte, sul valore formativo dell'ascolto dei grandi compositori, sulle difficoltà dell'interpretazione, sui parallelismi tra arte del suono e arte della parola. Dall'intreccio delle riflessioni prende forma una visione complessa dell'universo sonoro. Luogo irreale ed effimero che si anima per la breve durata delle note, la musica vive sospesa tra due dimensioni: soggetta alle regole della fisica, costruita su precisi rapporti matematici, è al tempo stesso capace di esprimere sentimenti e ideali con un'intensità che l'immagine e la parola raramente raggiungono. Il tentativo di venire a capo di questo paradosso è l'occasione per riflettere sul significato politico dell'opera di Beethoven, sulla lezione di Furtwängler, sul magistero professionale e umano di Toscanini, sulle difficoltà morali di un direttore d'orchestra ebreo innamorato di Wagner. E proprio la scelta di Barenboim di dirigere le opere wagneriane a Bayreuth, che fu tempio della musica ariana, diventa l'esempio concreto di come l'arte ha il potere di superare odi e divisioni, indicando ai popoli un futuro di convivenza possibile. Con uno scritto di Claudio Abbado.
Ordinabile
14,00

Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo

di Edward W. Said

editore: Transeuropa

pagine: 244

"Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo" costituisce l'ideale prosecuzione dei libri che hanno reso celebre Edward W. Said: "Orientalismo" e "La questione palestinese". L'assunto di Said è presto detto: l'imperialismo economico americano ed europeo necessita, per mantenere il suo dominio, di una costruzione simbolica del nemico. L'Islam, il "diverso", l'Altro diventano l'oggetto artificiale su cui riversare le inquietudini di un Occidente in preda al panico. Said studia la cronaca giornaliera dei maggiori quotidiani, pesa ciascuna parola proferita nei dibattiti televisivi, smonta le opinioni interessate degli esperti di geopolitica: ne esce un quadro a tinte fosche delle distorsioni ideologiche praticate dai media, in favore di una chiara strategia militare e politica. Le analisi di Said forniscono un utile e aggiornato corollario alle tesi foucaultiane sulla costruzione dei discorsi di potere, attraverso uno dei più precisi documenti critici sulle capacità del dominio mediatico di plasmare i fatti e porsi a cavallo del potere politico. La questione palestinese, qui sullo sfondo, resta tuttavia il momento-chiave: negare cittadinanza a un popolo significa anzitutto ritrarlo, all'opinione pubblica, come irrazionale, infido, irrimediabilmente diverso. Una logica del capro espiatorio che non sembra lasciare alcuno spazio alla contraddizione, ma che sollecita la critica della cultura a impegnarsi nella pratica nobile della demistificazione.
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19,90

Sullo stile tardo

di Edward W. Said

editore: Il Saggiatore

pagine: 164

"Mi concentrerò su alcuni grandi artisti e sul modo in cui, alla fine della vita, la loro opera e il loro pensiero abbiano acq
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19,00

Joseph Conrad e la finzione autobiografica

di Edward W. Said

editore: Il Saggiatore

pagine: 230

In questa monografia, ormai un classico in tutto il mondo, Edward Said affronta l'opera e la vita di Joseph Conrad
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19,00

Nel segno dell'esilio. Riflessioni, letture e altri saggi

di Edward W. Said

editore: Feltrinelli

pagine: 651

Critico letterario, musicista, militante palestinese, Said sfugge a ogni tentativo di classificazione: un intellettuale la cui influenza è ben lontana dall'essere confinata al mondo accademico. "Nel segno dell'esilio" rispecchia questa sua versatilità. È una raccolta di quarantasei saggi, scelti da Said stesso e scritti tra il 1970 e il 2000, su una sorprendente varietà di argomenti: la diaspora palestinese, i ricordi di gioventù al Cairo e Alessandria (con un saggio straordinario dedicato a una famosa danzatrice del ventre), il confronto tra culture, ma anche il machismo di Hemingway e l'epica di Tarzan. E ancora: George Orwell, Giambattista Vico, Nagib Mahfuz, Joseph Conrad, Antonio Gramsci, E. M. Cioran, T. E. Lawrence, W. S. Naipaul, Eric Hobsbawm in ritratti che confermano Said come uno dei più importanti ed eleganti critici letterari del nostro tempo. Su tutti, il saggio che dà anche il titolo al libro: una riflessione profonda e intensa sull'esilio, il luogo impossibile attorno a cui ruotano la biografia e l'intero percorso intellettuale di Said, esilio che è anche il filo rosso che attraversa tutta questa raccolta di scritti, nella cui ricchezza e magnificenza l'elemento biografico e quello generale, il personale e il politico sembrano ricomporsi.
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45,00

Umanesimo e critica democratica. Cinque lezioni

di Edward W. Said

editore: Il saggiatore

pagine: 175

Dopo aver assistito al crollo delle torri gemelle nel 2001 e un anno prima della morte, Edward Said rivendica la possibilità di "criticare l'umanesimo in nome dell'umanesimo". In contrapposizione a un cosmopolitismo elitario e a una deriva nazionalistica chiusa su se stessa, Said rilancia un nuovo umanesimo che recupera la precisione filologica, l'interpretazione critica delle fonti, la sensibilità storica della tradizione umanistica europea, aprendosi al dialogo con culture distanti. Ripercorrere la storia della cultura con lo sguardo filologico significa per l'autore ricostruire gli intrecci e le condivisioni che caratterizzano i rapporti tra tradizioni diverse, sia pure nella conflittualità, come i rapporti tra mondo arabo, ebraico e cristiano. La filologia, come scienza critica della lettura, risulta quindi fondamentale per una conoscenza umanistica, in quanto antidoto contro lo stravolgimento dei testi sacri e profani quotidianamente operato dal linguaggio del potere e dei media. Inizialmente concepiti per il pubblico accademico, destinatario privilegiato di tutta la sua vita e principale referente del suo insegnamento umanistico, questi scritti presentano un viaggio affascinante fra i testi e le parole. Insieme ad alcune delle voci più autorevoli del dibattito critico-filologico del Novecento - Auerbach, Spitzer, Poirier - Said definisce i tratti di un nuovo umanesimo militante adeguato a una visione autenticamente universalistica.
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16,00

Sempre nel posto sbagliato. Autobiografia

di Edward W. Said

editore: Feltrinelli

pagine: 312

Diagnosticatagli una rara forma di leucemia, Said decide di scrivere la propria autobiografia. L'autore nasce a Gerusalemme nel 1935; erede di una ricca famiglia palestinese cristiana, si trasferisce al Cairo dove frequenta il Victoria College, ed è poi mandato dal padre in un collegio del Massachusset con lo scopo di fargli ottenere la cittadinanza americana. Nel 1948, con la dichiarazione dello stato di Israele, la famiglia Said viene espropriata di tutti i suoi beni ed il giovane Edward diventa un rifugiato politico e decide di combattere per i diritti del popolo palestinese e per uno stato secolare e democratico.
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25,82

Orientalismo

di Edward W. Said

editore: Feltrinelli

pagine: 400

Il termine "orientalismo" indica i diversi modi in cui la cultura europea ha cercato di conoscere e appropriarsi dell'Oriente, ricavandone una nozione collettiva che ha permesso di identificare un "noi" europei in contrapposizione agli "altri" non europei. L'analisi di Said muove dall'accezione più classica - orientalismo come insieme delle discipline accademiche che studiano usi, costumi, letteratura e storia - per poi passare all'esame dell'orientalismo come concezione culturale fondata su una distinzione ontologica tra Oriente e Occidente, fonte di molte opere di scrittori e pensatori diversi e lontani, da Eschilo a Victor Hugo, da Dante a Marx.
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41,32

La convivenza necessaria

di Edward W. Said

editore: Internazionale

pagine: 96

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