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Libri di Giorgio Dell'Oro

Mondi di carta. Materie prime, usi e commerci in età moderna (XVI-XIX secc.)

di Giorgio Dell'Oro

editore: Carocci

pagine: 132

La storia della manifattura della carta, quasi sempre considerata lineare dalla sua comparsa alla rivoluzione industriale sett
15,00

Il pesce del principe, il caviale del vescovo. Pesce, pesca e mercato ittico a Milano (secoli XVI-XX)

di Giorgio Dell'Oro

editore: Book time

pagine: 191

"In questo libro vediamo ricostruito un ambiente ormai scomparso, dove le attività artigianali e commerciali urbane trovavano una naturale compensazione in quelle agricole e ittiche. Il paesaggio ricco di ruscelli, canali, fiumi e laghi era una parte fondamentale dell'ambiente lombardo, sia in termini di percezione naturalistica sia in termini di attività economica. Ed ecco uscire dalle pagine uno straordinario mondo ricco di una fauna ittica in gran parte scomparsa: anguille che risalivano in massa i fiumi; pesci persici, agoni e carpe che popolavano laghi e fiumi; lucci voraci che costituivano prede ambite, e persino storioni italiani che davano origine a un caviale locale, ritenuto migliore di quello orientale perché assai più delicato. [...] Accanto alla ricostruzione dell'ambiente naturale, il libro dedica un ampio spazio all'attività e all'interazione dell'uomo con l'acqua dolce. Cosi troviamo un'attenta descrizione dei vari metodi di pesca [...]; né manca una panoramica sulla ricca attività di piscicoltura [...]. Un'ulteriore sezione ci racconta la complessa evoluzione della regolamentazione del settore della pesca, a partire dalle norme emanate durante il periodo spagnolo su su fino all'Italia unita e oltre, mostrando come il funzionamento sia sempre stato complesso e frammentato e spesso segnato da molte gravi inadempienze a tutti i livelli. (dalla presentazione di Emanuela Scarpellini)
20,00

Il regio economato. Il controllo statale sul clero nella Lombardia asburgica e nei domini sabaudi

di Giorgio Dell'Oro

editore: Franco Angeli

pagine: 352

Patti Lateranensi 1929: viene soppresso il Regio Economato e il papa ne annuncia la scomparsa con toni trionfalistici. Questo istituto, ormai quasi dimenticato, aveva origini che risalivano al tardo Medioevo ed era stato eretto per limitare sia le ingerenze della Chiesa negli affari di Stato sia le giurisdizioni temporali ecclesiastiche all'interno dei propri confini. Nello Stato di Milano tale istituto durante il dominio spagnolo continuò ad evolversi e a modificarsi, in modo da rispondere alle sempre nuove esigenze ed emergenze sociali, politiche e belliche. In questo modo esso, tra il '500 e il '600, riuscì a adattarsi alle trasformazioni della società in cui operava e in età moderna ebbe un ruolo di rilievo nell'affermazione del primato dello Stato nella società civile. Uffici similari erano sorti in tutta Europa e in buona parte degli antichi stati italiani; tuttavia quello operante nel ducato di Milano, dopo accurate indagini degli ufficiali sabaudi, risultò essere tra tutti quello più efficiente e di conseguenza nel XVIII secolo esso venne adottato dal regno di Sardegna e, poi, d'Italia.
28,50

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