Libri di Giuseppe De Rita
Oligarca per caso. Il racconto della vita di un italiano alla ricerca degli italiani
editore: Solferino
pagine: 224
Giuseppe De Rita - ideatore, fondatore e oggi presidente del Censis - è l'uomo che ha portato in Italia la ricerca sociologica
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Prigionieri del presente. Come uscire dalla trappola della modernità
editore: Einaudi
pagine: 107
Una società prigioniera del presente non progetta futuro e non ha memoria del passato
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Dappertutto e rasoterra. Cinquant'anni di storia della società italiana
di Giuseppe De Rita
editore: Mondadori
pagine: 850
È dal 1967 che, con i suoi rapporti annuali, il Censis fotografa la realtà italiana, fornendo al pubblico uno strumento qualif
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Il popolo della sabbia
di Giuseppe De Rita
editore: Castelvecchi
pagine: 43
Una riflessione sulla ricerca sociale e sulle trasformazioni della società italiana di oggi: la nuova struttura dei ceti e del
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Il popolo e gli dei. Così la Grande Crisi ha separato gli italiani
editore: Laterza
pagine: 103
Il popolo e gli dei si sono allontanati irrimediabilmente. La Grande Crisi ha separato con un abisso i diversi gironi della società e si è spezzata la catena di connessioni tra il popolo e l'élite. Abbiamo ceduto sovranità a sfere sovranazionali e a oscuri poteri finanziari, coperti dall'impunità e inquinati dai conflitti di interesse. Siamo diventati sudditi di regni lontani. La politica e gli italiani non hanno più molto da dirsi. Il rapporto si è deteriorato e si è spento nella reciproca separatezza. Siamo un popolo vitale, dobbiamo però riprendere la strada dello sviluppo e recuperare sovranità. E soprattutto dobbiamo ridurre le distanze tra sempre più ricchi e sempre più poveri. Non si riaccende la fiamma dei desideri senza interpretarli, senza individuare un orizzonte condiviso, senza riscoprire il fascino di un sogno collettivo.
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L'eclissi della borghesia
editore: Laterza
pagine: 102
Dove è finita una borghesia in grado di governare il nostro Paese? In sua assenza, gli italiani non hanno coltivato il senso delle istituzioni, della nazione e dello Stato. E salita l'onda di un populismo viscerale, che in alcuni casi si è tradotto in antipolitica, non si è consolidata una classe dirigente di stampo europeo, sono cresciuti le paure e il risentimento. Il futuro è scomparso dal nostro orizzonte. Il ceto medio ha così preso il sopravvento senza che la borghesia esercitasse doveri e responsabilità che le competono per mettere ordine in un sistema altrimenti condannato al caos. Giuseppe De Rita e Antonio Galdo analizzano i diversi modi in cui si manifesta l'eclissi della borghesia: dallo svuotamento dei partiti e della rappresentanza a un capitalismo refrattario a regole ed etica, dalla rinuncia all'impegno nella vita pubblica al dilagare di corporativismo e pulsioni individuali, dallo smarrimento di elementi di equilibrio all'interno di una democrazia compiuta alla crescita di un'informazione poco indipendente. Fino all'abbandono delle nuove generazioni che vanno a studiare all'estero e lasciano il Paese al suo declino. La conseguenza di quanto è accaduto è un evidente corto circuito tra governanti e governati, tra istituzioni e cittadini. E rappresenta un vuoto che bisognerà colmare per restituire all'Italia un'idea forte e condivisa di cambiamento.
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Come siamo cambiati
di Giuseppe De Rita
editore: Edizioni dell'Asino
pagine: 56
Il cambiamento sociale, culturale ed economico dell'Italia e la metodologia della ricerca sociale attraverso il racconto di Giuseppe De Rita. Uno sguardo critico su "come siamo cambiati" - le classi, le istituzioni, la produzione, il consumo, la cultura, i comportamenti - dall'osservatorio del Censis; il laboratorio di ricerca sociale ed economica che negli ultimi quarant'anni ha meglio descritto le trasformazioni visibili e invisibili del paese.
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