Libri di I. Bussoni
È solo l'inizio. Rifiuto, creatività e affetti nel lungo '68
editore: Ombre Corte
pagine: 199
Quali rotture ha determinato il '68 e in che misura alcune di queste continuano a risuonare ancora oggi? L'uscita dalla fabbri
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Capitalismo, desiderio e servitù. Antropologia delle passioni nel lavoro contemporaneo
di Frédéric Lordon
editore: DeriveApprodi
pagine: 213
Ne è passato di tempo da quando il Capitale obbligava al lavoro ricorrendo alla forza bruta. Oggi, al contrario, per convertire al meglio il lavoro in forza-lavoro ricorre agli affetti. Per questo possiamo parlare di una nuova economia delle passioni, specifica dello sfruttamento e della messa al lavoro contemporanee. Per questo, per analizzare il nuovo regime del capitalismo, occorre guardare ai desideri che muovono l'adesione al lavoro e agli affetti che spingono a mobilitarsi per esso. "Servitù volontaria" è il nome del nuovo paradigma? L'autore sembra suggerire di no. Perché l'economia dei desideri e degli affetti, sulla quale si fonda la messa al lavoro oggi, non è questione di volontà. Bensì di strutture, di tecnologie della soggettività e di produzione di desideri conformi. Insomma, di un'architettura dello sfruttamento fondata sull'individuo e il suo desiderio. Ecco perché occorre integrare l'analisi di Marx con un'antropologia delle passioni in grado di dare conto di questa paradossale richiesta del Capitale: avere dei lavoratori sfruttati... e felici. Servirà dunque tornare al pensiero di Spinoza.
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Debiti illegittimi e diritto all'insolvenza. Quando sono le banche a dettare le politiche pubbliche
di François Chesnais
editore: DeriveApprodi
pagine: 160
La spesa pubblica per gli interessi sul debito rende possibile un enorme trasferimento di ricchezza verso banche e fondi finanziari di investimento, a scapito dei redditi da lavoro. Ma l'indebitamento dei governi è anche un'arma per accelerare la messa in pratica di misure di privatizzazione e precarizzazione tipiche del capitalismo liberalizzato, finanziarizzato e globalizzato. Un documento dell'Fmi del novembre 2010 lo dice chiaramente: "le pressioni dei mercati potrebbero riuscire lì dove altri approcci hanno fallito". I terribili colpi inferti a lavoratori e a giovani in Grecia e in Portogallo confermano che questo avvertimento va preso sul serio. La "crisi del debito" degli Stati nasconde in modo sempre meno efficace una profonda crisi bancaria. I governi, che non hanno tassato patrimoni e capitali e che non hanno contrastato l'evasione verso i paradisi fiscali, si ritrovano oggi pesantemente indebitati nei confronti dei fondi di investimento stranieri, ma soprattutto nei confronti delle banche europee. Queste ultime hanno bilanci fragili. Hanno creato troppo credito rispetto ai depositi e ai fondi propri. Nell'autunno del 2008 sono state salvate e oggi tornano a chiederlo una seconda volta. A fronte di questo, le politiche di rigore di bilancio e di riduzione dei salari richieste da Unione europea, Bce e Fmi fanno affondare l'Europa nella recessione. Occorre dunque porre contestualmente due problemi: l'annullamento del debito pubblico e la trasformazione del sistema bancario.
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I giavanesi
di Jean Malaquais
editore: DeriveApprodi
pagine: 238
Nel 1939 un immigrato ebreo di origine polacca pubblicava in Francia, con lo pseudonimo di Jean Malaquais, il romanzo "I giava
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Hezbollah. Storia del partito di Dio e geopolitica del Medio Oriente
editore: DeriveApprodi
pagine: 156
Nato nel 1982, dopo l'invasione del Libano da parte dell'esercito israeliano, Hezbollah, letteralmente il Partito di Dio, è diventato nel corso degli anni il principale attore della resistenza nazionale contro Israele. Gli sviluppi intervenuti sul piano regionale (la fine della guerra civile libanese e del conflitto Iran-Iraq) hanno spinto Hezbollah a integrarsi nel sistema politico nazionale libanese, raccogliendo da più parti il consenso per la sua lotta all'occupazione israeliana. Questo libro è una storia politica di uno degli attori più rilevanti della scena mediorientale. Non è infatti possibile capire la nascita di Hezbollah, la sua attuale esistenza e il sostegno di cui gode anche presso fasce non musulmane della società libanese, senza ritornare alla guerra civile che ha sconvolto il Libano alla metà degli anni Ottanta. Senza ripercorrere gli ultimi cinquant'anni in una delle regioni più conflittuali del pianeta. Senza fare un'analisi economica e geopolitica che tenga insieme tanto le trasformazioni dei paesi arabo-musulmani vicini quanto il succedersi di nuovi protagonisti sulla scena politica internazionale.
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Anima e corpo. La fabbrica dei pugili nel ghetto nero Americano
di Loïc Wacquant
editore: DeriveApprodi
pagine: 240
I protagonisti di questo libro sono: una palestra di pugilato nel ghetto nero di Chicago, un brillante ricercatore universitar
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La Repubblica di Platone
di Alain Badiou
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 420
Né traduzione o parodia, né commento rilettura filologica, "La Repubblica di Platone" "di" Badiou si accinge a diventare l'opera filosofica più singolare del XXI secolo. Un genere letterario a sé stante e tanto più stupefacente quanto non è del tutto chiaro chi ne sia l'autore: il greco Platone o il francese Alain Badiou? Personaggi sono Socrate e i suoi allievi, ma tra questi spunta una donna. Lo stile è quello del dialogo, ma il lettore è afferrato da una prosa che attinge a piene mani da un'incalzante oralità. I problemi sono quelli della giustizia e della costituzione politica, ed ecco allora che si parla di corruzione dilagante e sovranità del denaro. Resta la tensione socratica con Omero ed Eraclito, ma la poesia viene riscattata da Mallarmé e il molteplice da Deleuze. I concetti, le domande, i nodi problematici è l'eternità dell'opera di Platone a porli. Ma sono la vivacità e l'audacia del pensiero di Alain Badiou a declinarli nella nostra condizione contemporanea, a farli vibrare in un testo che ricolloca l'opinione nel contesto delle società mediatiche, il mito della caverna nell'odierna schiavitù dell'effimero, Dio nell'alterità, la filosofia in un gesto di combattimento. Nella società giusta qui ridisegnata, dove a governare sono di nuovo i filosofi, e dove tutti, nessuno escluso, saranno filosofi, a dischiudersi non è solo la possibilità di una "vera politica" ma una via di accesso all'assoluto. Introduzione e postfazione di Livio Boni.
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