Libri di Romina Nesti
Game-based learning. Gioco e progettazione ludica in educazione
di Romina Nesti
editore: Edizioni ETS
pagine: 118
Il gioco utilizzato come tecnologia didattica per l'apprendimento del bambino e dell'adulto, come sfondo per costruire ambient
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Frontiere attuali del gioco. Per una lettura pedagogica
di Romina Nesti
editore: Unicopli
pagine: 145
Si può vivere senza il gioco? No. Allora insegnare a giocare è anche insegnare a vivere. Ad agire per sé, per gratificare se stessi, per darsi un momento interno di pausa nell'agire-secondo-uno-scopo che si delinea come "festa". Allora al gioco va riconosciuta la forte, molto forte, valenza formativa. Per ciascuno e per tutti. Come gioco individuale e come gioco agito nella stessa società. Così va elaborata un'educazione al gioco, che ne valorizzi in pieno tutte le potenzialità. Al giocare in generale e alla varie tipologie di giochi. All'uso, e al significato, non semplice, del giocattolo. Ai videogiochi: che vanno conosciuti e sviluppati e via via anche culturalmente attraversati. Fino all'uso didattico del gioco: che non è ossimoro, bensì una scommessa sempre aperta e riaperta. A scuola, a casa, nella vita sociale.
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La «vita autentica» come formazione. Lettura pedagogica di Essere e tempo di Martin Heidegger
di Romina Nesti
editore: Firenze University Press
pagine: 142
Il volume si propone di mettere in evidenza, attraverso un'accurata rilettura critica, le possibili categorie pedagogiche (anche implicite) presenti all'interno di Essere e tempo di Heidegger. Dopo aver preso in esame l'autore nel suo percorso di vita e di pensiero, l'attenzione si focalizza sul capolavoro del 1927: sulla sua genesi e sui suoi contenuti più strettamente filosofici. Vengono esaminate in particolare alcune categorie assai importanti per una teoria della formazione dell'uomo (la cura, l'essere-nel-mondo, la morte). Ampio spazio viene dato inoltre alla nozione di autenticità come possibile obiettivo - alto, complesso e regolativo - della formazione. Si è cercato così di vedere quali sono gli "esistenziali" che ancora oggi ci possono guidare verso un'attenta riflessione antropologico-pedagogica.
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