Antropologia
Santa Muerte
Patrona dell'umanità
di Lorusso Fabrizio
editore: Nuovi Equilibri
pagine: 187
La morte santificata, tramutata in oggetto di culto, in una sorta di Madonna dei diseredati, dei carcerati e dei "banditi": è
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.. E tu di che segno sei?
di Calza G. Carlo
editore: Archinto
pagine: 111
Chi sa rispondere: tigre, scimmia o drago invece dei più consueti: pesci, leone, bilancia, alla domanda: E tu di che segno sei
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Metagenealogia
La famiglia, un tesoro e un tranello
editore: Feltrinelli
pagine: 577
La metagenealogia è un metodo di analisi dell'albero genealogico
Fuori catalogo
Civiltà alpina ed evoluzione umana
editore: Jaca Book
pagine: 239
Montanari non si nasce, ma si diventa: è, questo, uno dei "principi" con cui occorre impostare qualsiasi ricerca storica sul p
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La costruzione della preistoria
di Coppens Yves
editore: Jaca Book
pagine: 144
Il più noto paleoantropologo europeo, scopritore di Lucy e di altri nostri antenati, non si è mai ritratto di fronte alla resp
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Evoluzione
Cinque questioni nel dibattito attuale
di Facchini Fiorenzo
editore: Jaca Book
Nel dibattito attuale sulla evoluzione alcune questioni rimangono sempre vive a motivo dei progressi della scienza nel campo d
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La bottega delle reliquie
Viaggio tra i corpi sacri del mondo
di Manseau Peter
editore: Fazi
pagine: 221
L'impulso a conservare e venerare le parti del corpo dei santi defunti ha caratterizzato l'esperienza umana sin da quando Budd
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Il potere del mito
Intervista di Bill Moyers
di Campbell Joseph
editore: Neri Pozza
pagine: 280
Di racconto in racconto, di leggenda in leggenda, questo libro - sintesi di una lunga intervista televisiva con il giornalista
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Contro il primitivismo
di Jean-Loup Amselle
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 114
Il remoto, ciò che vive in uno spazio lontano che si immagina custodito dal tempo, viene promosso a originario, ad arcaico ancora tangibile. Ecco l'abbaglio primitivista. Vi cadono i clienti dei club di vacanze esotici, ma ne sono preda anche le grandi organizzazioni internazionali e i ricercatori che, per mestiere, scovano nei luoghi sperduti del Terzo Mondo terreni vergini da autenticare come tali. Soprattutto a loro, ai suoi colleghi antropologi, non fa sconti Jean-Loup Amselle. Il suo affondo assume i toni dell'autocritica di un'intera disciplina, a partire dal modo con cui costruisce l'oggetto di indagine: le cosiddette "società primitive", feticci etnologici senza storia fissati in un eterno presente, più che realtà vive. L'attuale crisi dell'antropologia dipende, secondo Amselle, proprio dalla difficoltà di oltrepassare il primitivismo implicito in una metafisica delle culture autoctone, che le trasforma in essenze intemporali da preservare in senso museografico e patrimonialista. Andrebbero invece esplorate attraverso un'analisi differenziale dei ritmi di sviluppo, che le veda coinvolte all'interno di sistemi più vasti. Solo così il "selvaggio" - buono o cattivo, primigenio o residuale - uscirebbe finalmente dalla riserva identitaria in cui lo costringono i suoi immaginifici osservatori.
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Il seme di Pandora
Le conseguenze non previste della civilizzazione
di Wells Spencer
editore: Codice
L'invenzione dell'agricoltura e la domesticazione degli animali hanno segnato un cambiamento che ha garantito all'uomo la poss
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Tristi tropici
di Lévi-Strauss Claude
editore: Il Saggiatore Tascabili
pagine: 379
Ho cercato la mia strada molto a lungo
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Il punto G dell'uomo
di Franco La Cecla
editore: Nottetempo
pagine: 141
Il desiderio maschile è ammantato di negatività. Sembra che gli uomini, a differenza delle donne, non sappiano desiderare nel modo giusto. Non solo sono affetti da una brama incapace di accorgersi del desiderio e del piacere femminile, ma in più non sono capaci di desiderare in un modo che possa realmente far loro raggiungere il piacere. Gli uomini quando desiderano sono delle bestie incapaci di godere, e il punto G sta li a ricordare loro che non conoscono la propria sessualità e come renderla davvero completa. Questa situazione, a cui si contrappone il desiderio femminile, giusto, politicamente corretto, sacralizzato in ogni sua manifestazione, fa si che nella sua immoralità il desiderio maschile rappresenti oggi quello stato di profanazione, amoralità e infrazione considerato da sempre il vero paese del desiderio. Un desiderio reso utile e asservito alla politica e alla morale è una condanna della forza dirompente e della verità di noi stessi che esso rappresenta. Cosi può accadere che, occupandosi da antropologo del desiderio maschile, si scopra che nella sua "inguaribile" oscenità ci sia qualcosa da recuperare, se vogliamo davvero ridare alla relazione uomo-donna e alla relazione tra desiderio e realtà la dignità fondante che spetta loro.
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