Antropologia
La civiltà, un male curabile
di Claudio Naranjo
editore: Franco Angeli
pagine: 144
L'attuale malessere di quella che definiamo "civiltà" ha radici - sostiene l'autore di questo libro - nella civiltà stessa, ci
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Per una antropologia della mobilità
di Marc Augé
editore: Jaca Book
pagine: 66
Noi non viviamo in un mondo compiuto, del quale non avremmo che da celebrare la perfezione. L'idea stessa di democrazia è sempre incompiuta, sempre da conquistare. Nel concetto di globalizzazione, e in coloro che si richiamano ad esso, c'è un'idea di compiutezza del mondo e di arresto del tempo che denota un'assenza di immaginazione e un invischiamento nel presente profondamente contrari allo spirito scientifico e alla morale politica. Oggi occorre ripensare la frontiera, questa realtà continuamente negata e continuamente riaffermata. Occorre ripensare il concetto di frontiera per cercare di comprendere le contraddizioni che colpiscono la storia contemporanea. Una frontiera non è uno sbarramento: è un passaggio. Le frontiere non si cancellano mai, si ritracciano. La frontiera ha sempre una dimensione temporale: è la forma dell'avvenire e, forse, della speranza. Non dovrebbero dimenticarlo gli ideologi del mondo contemporaneo che, di volta in volta, soffrono di eccessivo ottimismo o di eccessivo pessimismo, in ogni caso di troppa arroganza.
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La funzione sociale della danza. Una lettura antropologica
editore: Ghibli
pagine: 112
Le società e i gruppi hanno bisogno di pratiche rituali per conservare e tramandare la propria identità. Nelle società primitive emerge la danza, rituale che possiede una funzione vitale e un ruolo estremamente importante nella vita degli individui e delle comunità. Precursore degli studi antropologici sulla danza, questo libro è un'autentica esplorazione del rapporto tra stile di vita e danza, fondamentale forma di espressione e di attività comunitaria la cui positiva influenza sociale si riflette anche sulla dimensione individuale. Si rintracciano così i legami che intrattiene con i modi di pensarsi e di mostrarsi della società, offrendo lo spunto per riflettere sulle molteplici possibilità della danza, ancora inesplorate.
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La forza delle immagini
editore: Franco Angeli
pagine: 92
Umberto Eco con allegria e ironia, Marc Augé con generosità e spirito d'osservazione, Georges Didi-Huberman con creatività e libertà ci offrono qui una riflessione sulla loro esperienza delle immagini. Ciascuno secondo i suoi percorsi e nel registro creativo delle sue ricerche, i tre autori ci raccontano di un pensiero, di un rapporto che lega immagini e società. E di una forza che si sprigiona in questa relazione. La semiotica e il linguaggio imperfetto delle immagini per Umberto Eco; l'antropologia e le sue declinazioni per Marc Augé; la storia e la filosofia, per descrivere la condizione umana che si disegna con l'uso delle immagini, per George Didi-Huberman. Le parole e le esperienze di tre grandi autori del nostro tempo per parlare di media e società. Per confrontare metodi e territori delle scienze umane e sociali nel costruire le pagine, e le figure, della contemporaneità.
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La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud
di Ernesto De Martino
editore: Il saggiatore
pagine: 457
Salento, "terra del rimorso", "terra del cattivo passato che torna e opprime col suo rigurgito". Qui, nel giugno 1959, un'équipe guidata da Ernesto De Martino e formata da uno psichiatra, uno psicologo, un musicologo e un sociologo condusse una ricerca etnografica per studiare il tarantismo, antico rito contadino caratterizzato dal simbolismo della taranta - il ragno che morde e avvelena - e dalla potenza estatica e terapeutica della musica e della danza. L'obiettivo era verificare se il tarantismo fosse una patologia medica specifica o, piuttosto, la manifestazione molto fisica di un rito di passaggio. Il gruppo di De Martino raccolse interviste a donne e uomini morsi dalla taranta, o che avevano avuto un congiunto a sua volta colpito, oltre ad assistere in prima persona al delirio dei tarantati. Dall'analisi dei dati e dal confronto tra le esperienze singole, De Martino colse alcuni elementi simbolici ricorrenti: il periodo della vita - la pubertà e, per le donne, il menarca - e l'ora del giorno, le dodici, in cui si consuma il primo morso; la recrudescenza ciclica, in alcuni casi annuale, dei suoi effetti; l'esorcismo e la visione di san Paolo, che annuncia ai posseduti l'imminente guarigione. Ogni elemento contribuisce a una rappresentazione liminale tra sacro e profano e avvalora la tesi del rito iniziatico, ripetuto nel tempo e ordinato da regole antichissime.
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Sesso e temperamento
di Margaret Mead
editore: Il saggiatore
Le ricerche presso tre tribù della Nuova Guinea e l'incontro con modi di pensare estranei alla cultura occidentale hanno suggerito a Margaret Mead la tesi di questo classico dell'antropologia: le differenze fra uomo e donna non dipendono dal sesso, ma dal temperamento individuale; quindi i ruoli abitualmente etichettati come maschili o femminili non sono altro che costruzioni sociali. "Sesso e temperamento", pubblicato per la prima volta nel 1935, inizia con straordinario anticipo un dibattito tuttora acceso, proponendo spiegazioni illuminanti a fenomeni come la liberazione sessuale, il movimento femminista, la crisi della coppia, e fornisce una risposta ai pregiudizi che ostacolano, ancora oggi, la comunicazione fra uomo e donna. Introduzione di Helen Fisher.
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Razza e destino
di Olender Maurice
editore: Bompiani
pagine: 491
Ogni comunità dà vita a una storia che si sviluppa nel tempo
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Huangdi Neijing Suwen. Le domande semplici dell'imperatore giallo
editore: Jaca Book
pagine: 406
Il grande medico cinese conosce l'ordine naturale come un artigiano: nella sua bottega si occupa di restaurare la vita degli uomini. È un uomo di cuore. Con o senza aghi, massaggi, pozioni, egli entra in voi. Egli entra, ma senza interferire. Con il suo sguardo indecifrabile penetra il vostro, ove si legge tutto. Quando ha ritrovato il cammino che porta alla vostra origine, lo risale e vi conduce con sé a ciò che voi siete. In questo libro trovate i primi undici capitoli che formano i primi tre volumi del classico in cui l'Imperatore Giallo pone le domande fondamentali sull'arte di vivere e di curare (Suwen). La traduzione, ricca di precisi e puntuali commenti ma priva di inutili concessioni alla sinolatria, è curata da studiosi che vantano anni di collaborazione con l'Istituto Ricci e la Scuola Europea d'Agopuntura. È quindi uno strumento ricco d'insegnamenti per lo specialista ma accessibile a ogni lettore curioso.
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Simposio Lévi-Strauss. Uno sguardo dall'oggi
editore: Il saggiatore
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L'intelligenza del fuoco. L'invenzione della cottura e l'evoluzione dell'uomo
di Richard Wrangham
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 293
Il mistero della nascita dell'uomo viene dibattuto da oltre centocinquant'anni. Cos'è che ha scatenato quell'insieme di cambiamenti morfologici, sociali e psicologici che hanno fatto sì che una popolazione di animali dalle fattezze scimmiesche evolvesse in una forma di vita inedita, che noi chiamiamo Homo? Dov'è avvenuto il passaggio? Quando e, soprattutto, come? Cosa ci ha resi quel che siamo? A questo "mistero dei misteri" si sono applicati naturalisti, antropologi, filosofi e paleontologi. L'ingresso nel dibattito di un primatologo porta una teoria nuova, che si basa su dati solidi e anni di ricerche. Secondo Richard Wrangham l'idea apparentemente innocua di cuocere il cibo ha cambiato tutto. Da qualche parte in Africa, intorno ai due milioni di anni fa, una piccola popolazione di animali ha iniziato per la prima volta - e lei sola - a mettere la carne al fuoco. Erano probabilmente degli Homo habilis, creature dall'aspetto ancora scimmiesco, con denti ben sviluppati e un grado di socialità neppure paragonabile al nostro. Poco dopo fece la sua comparsa Homo erectus, molto differente, con denti più piccoli e una struttura sociale decisamente più sviluppata. Se le cose stanno così, causa ed effetto si invertono: non bisogna più cercare un proto-uomo culturalmente avanzato che inventa il rito della buona tavola, ma una scimmia che incappa in un comportamento nuovo, che apre improvvisamente la strada all'evoluzione dell'uomo.
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Tribù selvagge. La mia vita tra gli Yanomamö e gli antropologi
di Chagnon Napoleon A.
editore: Il saggiatore
pagine: 509
Quello di cui Napoleon Chagnon era consapevole - il motivo che l'aveva spinto a partire - era che lo studio degli Yanomamo avr
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Figlie del sole
di Kàroly Kerényi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 140
"Kerényi ci presenta la mentalità mitica non come conoscenza del passato, come cronaca, ma facoltà creatrice che è anche nostr
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