Arte
Giacomo Barri «francese» e il suo «Viaggio pittoresco d'Italia». Gli anni a Venezia di un peintre-graveur scrittore d'arte nel Seicento
di Angelo M. Monaco
editore: EDIFIR
pagine: 421
Jacques de Pierre de Bar alias Giacomo Barri (ca. 1636-ca. 1690), giunto a Venezia da Lione all'età di quattro anni, fu un esponente significativo della scena artistica lagunare del Seicento maturo. Pittore copista, incisore d'après e scrittore d'arte, se da un lato si ispirò alla tradizione manifestando un rinnovato interesse per la pittura di Veronese blandendo un patronato patrizio di antico lignaggio, non trascurò dall'altro di promuovere la pittura contemporanea introdotta da Giovanni Coli e Filippo Gherardi, allievi di Pietro da Cortona, instaurando, così, rapporti clientelali con un mecenatismo di recente elevazione. Pubblicò nel 1671 presso l'editore Gian Giacomo Herz, il "Viaggio pittoresco d'Italia": prima guida "tascabile" della pittura dei grandi maestri lungo tutta la penisola, che fu presto tradotta e pubblicata a Londra nel 1679 a cura dell'incisore William Lodge di Leeds. Il lavoro è articolato in due sezioni. La prima è strutturata come una monografia d'artista con la ricostruzione delle vicende biografiche, della rete di committenze intessuta durante gli anni di attività trascorsi da Barri nelle lagune, della fortuna critica del pittore e incisore e del catalogo delle sue opere. Rilevante è il ruolo attivo avuto da questi nel processo burocratico che culminò nell'istituzione a Venezia del Collegio dei Pittori, con cui venne sancita la definitiva emancipazione della nobile professione dei "dipintori di figure" dal coacervo delle arti meccaniche e artigianali...
Contattaci
Politiche della memoria. Documentario e archivio
editore: DeriveApprodi
pagine: 213
Questa pubblicazione raccoglie un ciclo di conferenze tenute in NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, tra il 2009 e il 2013, da artisti e filmmaker attivi sulla scena internazionale ed è frutto di un progetto pluriennale di ricerca, promosso dal Dipartimento di Arti Visive e in particolare dal Biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali, volto a sollecitare un confronto tra le esperienze artistiche internazionali che hanno interrogato le forme del documentario e dell'archivio, a partire dal tema della memoria, intesa come esercizio critico e pratica di resistenza.
Contattaci
L'ossessione nordica. Klimt, Böcklin, Munch e la pittura italiana. Catalogo della mostra (Rovigo, 22 febbraio-21 giugno 2014)
editore: Marsilio
pagine: 256
Vittorio Pica, critico e storico d'arte informato e acutissimo, poi geniale segretario generale della Biennale di Venezia dal
Contattaci
Contattaci
Giuseppe Panza di Biumo. Dialoghi americani. Catalogo della mostra (Venezia, 1 febbraio-4 maggio 2014)
editore: Marsilio
pagine: 112
Il volume rende omaggio a uno dei protagonisti del collezionismo internazionale del XX secolo, Giuseppe Panza di Biumo, un uom
Contattaci
La Tour Eiffel
di Roland Barthes
editore: Abscondita
pagine: 88
"Sguardo, oggetto, simbolo, la Tour Eiffel è tutto quello che l'uomo pone in essa, e questo tutto è infinito. Spettacolo guardato e guardante, edificio inutile e insostituibile, mondo familiare e simbolo eroico, testimone di un secolo e monumento sempre nuovo, oggetto inimitabile e incessantemente riprodotto, essa è il segno puro, aperto a tutti i tempi, a tutte le immagini e a tutti i sensi, metafora senza freno; attraverso la Tour Eiffel, l'uomo esercita la grande funzione dell'immaginario, che è la propria libertà, poiché nessuna storia, per quanto oscura, ha mai potuto sottrargliela". (R. Barthes)
Contattaci
Scritti sull'arte
di Piero Manzoni
editore: Abscondita
pagine: 143
L'interesse di Piero Manzoni (1933-1963) per la scrittura ha origini lontane. Protagonista dell'arte del Novecento, in gioventù fu indeciso se consacrarsi alla pittura o alla scrittura. Testi teorici, manifesti, articoli, scritti programmatici, strumenti per conoscere - e far conoscere - le sue idee, a volte pubblicati e tradotti già in vita in varie lingue straniere, testimoniano l'evolversi delle scelte e delle riflessioni manzoniane. Emblemi del suo "essere totale ", di un artista dalla vocazione internazionale che ha concepito e realizzato in pochissimi anni Achromes, Linee, Sculture viventi, Merda d'artista, Socie du monde e molte altre opere radicali sintesi di poesia e ironia, gusto del paradosso e rigore concettuale. La scrittura, permeata da un substrato filosofico, sarà parte fondamentale di tutto il suo folgorante percorso. Il presente volume raccoglie sia gli scritti sull'arte editi in vita (dal 1956 al 1963) sia un nutrito corpus di bozze, dattiloscritti, appunti, alcuni trascritti e pubblicati per la prima volta.
Contattaci
Architettura gotica e filosofia scolastica
di Erwin Panofsky
editore: Abscondita
pagine: 148
"In 'Architettura gotica e filosofia scolastica', Erwin Panofsky (1892-1968) stabilisce in modo chiaro dove, quando e perché va posta la frattura tra l'architettura romanica e quella gotica: in Francia, la cattedrale di Saint-Denis; al tempo dell'abate Suger (1137-1151); per il nuovo modo di pensare elaborato dai filosofi scolastici (Pietro Abelardo, Alberto Magno, Tommaso d'Aquino) e applicato da alcuni architetti gotici. A tali conclusioni l'autore giunge attraverso una vasta esperienza culturale: nel suo pensiero confluiscono non solo motivi derivati dalla tradizione degli storici dell'arte tedeschi, austriaci e francesi, ma anche la speculazione estetico-filosofica occidentale espressa nell'Ottocento e all'inizio del secolo successivo, nonché alcuni risultati raggiunti dai movimenti d'avanguardia nel campo delle arti visive e dell'architettura." (F. Starace)
Contattaci
I marmi nella Roma antica
di Pensabene Patrizio
editore: Carocci
pagine: 710
Il volume tratta del "fenomeno" del marmo a Roma e nell'Impero romano, di cui segue l'uso e i significati ideologici e di pres
Contattaci
Dal futurismo ai percorsi contemporanei. Ediz. italiana, inglese, montenegrina. Catalogo della mostra (Porto Montenegro, 5 luglio-15 agosto 2013)
editore: Lantana Editore
pagine: 150
"Questa mostra vuole portare alla ribalta quell'eredità del Futurismo nelle correnti contemporanee, dalla Pop Art in poi. Perché l'eredità del Futurismo, se per molti anni la critica diceva che il Futurismo era morto nel 1916 con la morte di Boccioni? Oppure, tra poco, con la grande mostra al Guggenheim Museum di New York si potrà dire che è morto nel 1944, con la morte di Marinetti, suo fondatore? Appunto perché il Futurismo ha "comunque" chiuso la sua parabola vitale, preparando la strada alle avanguardie che sono venute "dopo", possiamo parlare di "eredità del Futurismo". "Eredità" perché il Futurismo per primo ha "scardinato" il "sistema dell'arte", che era "Parigi-centrico", e vi ha opposto una situazione policentrica. "Eredità" perché il Futurismo per primo ha attivato le "connessioni" tra Arte e Poesia, che sono i due "motori" delle avanguardie del '900. "Eredità" perché il Futurismo ha portato l'arte fuori dai musei e dalle gallerie: nelle strade (la Pubblicità), nei Teatri (il Nuovo teatro Futurista), nella città."
Contattaci
Anni 70. Arte a Roma
editore: Iacobelli
pagine: 324
Per gli amanti dell'arte contemporanea, un volume che descrive la mostra allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma
Contattaci
Lettere, riflessioni, testimonianze
di Pollock jackson
editore: Se
pagine: 151
I limiti dell'opera di Pollock sono i limiti stessi del moderno, e insieme i suoi titoli di nobiltà
Contattaci


