Arte
Anno di piombo
di Mimmo Rotella
editore: Abscondita
pagine: 101
In "L'ora della lucertola", Mimmo Rotella racconta: "In Italia c'è un pesante clima di rivendicazioni sindacali. Nel Nord ci sono spedizioni punitive contro o politici 'irregolari' o gente di opposti partiti politici, specialmente fascisti. Questo clima in parte è il risultato e lo strascico del famoso '68. Ora ci sono le rivendicazioni degli operai contro il governo. Si preannunciano i famosi 'anni di piombo'. È un mattino di settembre a Milano, una splendida giornata di sole. Telefono al mio assistente. L'auto arriva decappottata. Incontriamo per strada cortei di lavoratori. C'è una manifestazione di autonomi in piazza Duomo. Da via Broletto imbocchiamo via Porrone. Gli autonomi, tutti giovani sui vent'anni, percorrono la stessa via armati di sassi, spranghe e bighe di ferro. Urla, sassate e bighe di ferro ci arrivano addosso. Un sasso spacca letteralmente il parabrezza mentre una biglia di ferro mi raggiunge sulla parte destra del mio viso, sotto lo zigomo. Il vestito che indosso, una sahariana di Yves Saint-Laurent, è tutto sporco di sangue". Con uno scritto di Pierluigi Battista.
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Etruschi. L'ideale eroico e il vino lucente. Catalogo della mostra (Asti, 17 marzo-15 luglio 2012)
editore: Electa
pagine: 278
Il Piemonte, dopo quasi mezzo secolo, offre una grande esposizione dedicata agli Etruschi, prima cerniera culturale fra il mon
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Mnemosine. Parallelo tra la letteratura e le arti visive
di Mario Praz
editore: Abscondita
pagine: 228
Sebbene ci siano stati altri tentativi di rendersi conto dell'unità d'indirizzo delle arti e delle lettere nell'ambito di singoli periodi stilistici, unità sentita fin dai tempi antichi e sanzionata dall'appellativo di "arti sorelle", di solito i precedenti studiosi dell'argomento si son limitati a considerazioni di contenuto e di reciproci influssi, in margine al vecchio assioma oraziano ut pictura poesis. Partendo da osservazioni circa la calligrafia e il ductus, o stile di scrittura, l'autore del presente volume ne estende l'applicazione alla creazione artistica, che in grado anche maggiore della calligrafia è un'espressione dell'individuo. "La calligrafia s'insegna, e certe caratteristiche appartengono allo stile generale del periodo, ma la personalità dello scrivente, se è di qualche rilievo, non manca di rivelarsi. Lo stesso accade anche con l'arte. Gli artisti minori mostrano gli elementi comuni del periodo in un modo più accentuato, ma non v'è artista, per originale che sia, che possa evitar di mostrare una qualche dose delle caratteristiche generali". Analogamente a quanto ha fatto Vladimir Ja. Propp per le fiabe, Praz ha cercato di stabilire una similarità di struttura in mezzi espressivi diversi, sicché opere d'arte d'uno stesso periodo, in campi e con argomenti diversi, rivelano lo stesso pattern o disegno strutturale.
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L'ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo
di Achille Bonito Oliva
editore: Electa
pagine: 252
Nel Novecento il Manierismo è stato rivisitato con un'ottica che ne ha messo in luce i caratteri di affinità con la nostra epo
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Robert Capa. Ediz. italiana, inglese e francese
editore: Silvana
pagine: 141
John Steinbeck una volta scrisse che il suo amico Robert Capa sapeva che "non si può fotografare la guerra, perché si tratta p
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Afro. Il periodo americano-The American period. Catalogo della mostra (Rovereto, 17 marzo-8 luglio 2012). Ediz. italiana e inglese
editore: Electa
pagine: 349
La mostra organizzata in collaborazione con l'Archivio Afro di Roma si concentrerà sulle opere americane di Afro, in un period
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Italia tra cielo e terra
editore: White Star
pagine: 221
Il Bel Paese incanta, strega. Ammalia. Del Bel Paese ci si innamora perdutamente perché, delle 24 ore di cui si compone un giorno, ciascun minuto è in grado di allietare i cinque sensi dei visitatori che ne calpestino il suolo. O ne sorvolino tetti, campanili, cupole, sterminate pianure, dolci colline o montagne maestose. Il Bel Paese mette in scena un patrimonio di bellezza, frutto della natura e dell'uomo, che è appannaggio di tutti: visibile, accessibile, famoso. È il patrimonio storico e architettonico che si esibisce in chiese e abbazie, centri storici e musei, castelli e siti archeologici che profumano di antico. Ed è anche il patrimonio naturalistico che si muove tra strade di montagna, parchi nazionali, e spiagge da sogno. Ma non solo. Il Bel Paese riserva scenari remoti e segreti che vanno ricercati, fiutati, e a tratti, spiati. Sono i conventi, gli eremi, le torri di guardia, i tesori da collezione, le tradizioni regionali, le arti e gli antichi mestieri. Un patrimonio da tutelare e tramandare alle generazioni che verranno. E a tutti coloro che dalla nostra Italia passeranno. Anche solo di volata...
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Atlante delle emozioni
In viaggio tra arte, architettura e cinema
di Bruno Giuliana
editore: Mondadori bruno
pagine: 496
Di solito quando si parla di memoria e di emozione si pensa al tempo mentre per la Bruno, teorica napoletana che insegna ad Ha
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Tecnica mista
Com'è fatta l'arte del '900
di Pugliese Marina
editore: Mondadori bruno
pagine: 256
Che cos'è un collage? E un assemblaggio? Cosa si intende per polimaterismo? Perché gli artisti del Novecento spesso abbandonan
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Marlene Dumas. Sorte. Catalogo della mostra (Milano, 13 marzo-17 giugno). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 120
Marlene Dumas, nata in Sudafrica ma olandese di adozione, è una delle figure più rilevanti della scena artistica internazionale degli ultimi vent'anni. Pittrice di volti e di corpi, il suo lavoro trasforma e muta immagini del reale e della sua rappresentazione mediatica - fotografie di giornali, riviste o "stili" di famosi film - in brani di un racconto sempre frammentato ma mai interrotto che rimanda all'esistenza degli esseri umani.
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Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione. Catalogo della mostra (Bergamo, 10 marzo-24 giugno 2012)
editore: Silvana
pagine: 304
Esponente di maggior spicco, accanto a Evaristo Baschenis, del Seicento bergamasco, Carlo Ceresa (1609-1679) fu anche il più convinto interprete, in quel secolo, della vocazione naturalistica che contraddistingue la pittura lombarda. Per quanto sia disposta entro i decenni che segnano la massima affermazione del linguaggio barocco, la vicenda dell'artista si distingue per una tenace estraneità a quella stagione figurativa. Alla dimensione decorativa e teatrale della pittura del suo tempo Ceresa oppone infatti un linguaggio sobrio e sincero, apprezzabile sia nelle sue opere sacre, sia nella lucida obbiettività dei suoi ritratti, che lo pongono come ideale anello di congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e quella settecentesca di Fra' Galgario. A sessant'anni di distanza dalla rassegna su "l pittori della realtà in Lombardia", che sancì la riscoperta dell'artista, la mostra ripercorre l'intera parabola di Ceresa, dalle opere giovanili influenzate dalle stampe tardo manieriste, all'acquisizione di un convincente stile autonomo, maturato soprattutto sullo studio dei modelli di Daniele Crespi. I confronti con le opere di quest'ultimo, oltre che del Genovesino e di Baschenis, consentono di illuminare il contesto culturale nel quale si giocò la carriera di Ceresa, il cui profilo antibarocco è invece rivelato dalla contrapposizione dialettica tra i suoi dipinti essenziali e meditativi e il registro più spettacolare dei pittori attivi per il territorio bergamasco.
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