Arte
Arnaldo Pomodoro
editore: Skira
pagine: 206
"Sono passati più di sessant'anni anni da quando, nel 1953, Arnaldo Pomodoro fece il suo primo viaggio a Milano, da Pesaro dov
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Il settimo uomo
di John Berger
editore: Contrasto
pagine: 247
Nei primi anni Settanta, nelle nazioni più industrializzate, un lavoratore su sette era immigrato e proveniva da Paesi come Po
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Ed Atkins
editore: Skira
pagine: 238
Attraverso i suoi inquietanti video, disegni e vasta pratica di scrittura, Ed Atkins (Oxford, Regno Unito, 1982) rimette in scena e riperforma le modalità con cui i linguaggi contemporanei della rappresentazione - dalla poesia del bathos all'animazione CGI - cercano di convogliare e restituire esperienze sensoriali e di forte potenza emotiva. Le opere di Atkins sono allo stesso tempo diagnosi perturbanti di un presente mediato dal digitale e assurde profezie di un tempo a venire. Scettico rispetto alle promesse della tecnologia, Atkins suggerisce la possibilità di recuperare la soggettività dell'individuo attraverso una beffa genuina dell'odio e dell'amore, nella sospensione di quel sentimentalismo isterico che pervade le vite disperate dei suoi surrogati.
Fuori catalogo
L'origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il Maestro di Hartford
editore: Skira
pagine: 304
Uno dei capitoli più affascinanti della storia dell'arte italiana riguarda la nascita del soggetto della natura morta che avvenne nel frizzante clima culturale romano dell'ultimo decennio del XVI secolo. La rivoluzione iconografica e concettuale della natura morta nella pittura italiana si deve a Caravaggio che, intorno al 1597-1598, dipinse a Roma la celeberrima Canestra conservata alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. L'opera sancisce di fatto la nascita del nuovo genere della natura morta, inteso quale rappresentazione fedele e oggettiva di un brano di natura completamente svincolato dalla figura umana. Per la prima volta le umili "cose di natura" assurgono al ruolo di protagoniste della rappresentazione pittorica, dal momento che per il Merisi non esisteva distinzione tra "pittura alta" di historia e "inferior pittura". Se Caravaggio licenziò l'archetipo della natura morta italiana, il Maestro di Hartford (pittore attivo nella cerchia del Cavalier d'Arpino che sicuramente vide e si ispirò alle opere del genio lombardo) si guadagnò un ruolo chiave per la diffusione della nuova iconografia, essendo il più antico specialista di still life attivo a Roma tra XVI e XVII secolo. Oltre ai due capolavori della Galleria Borghese, alla tela eponima del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford e all'Allegoria della Primavera (ultimata da Carlo Saraceni), il volume che accompagna la mostra romana riunisce altri quattro dipinti del Maestro di Hartford, rinnovando l'appassionante giallo del mondo dell'arte legato a questo misterioso pittore. Attraverso le opere di artisti che, da un lato seguirono la lezione del Maestro di Hartford, dall'altro frequentarono l'Accademia di pittura dal vero, viene quindi indagato come nel secondo decennio del '600 le nature morte fossero sempre più ricercate dal collezionismo privato, tanto che si venne a creare un vero e proprio mercato. Il volume riunisce i contributi di Anna Coliva, Roberto Longhi, Giulio Carlo Argan, Luigi Spezzaferro, Giacomo Berra, Franco Paliaga, Gianni Papi, Marina Minozzi, Davide Dotti. Seguono il catalogo e le schede delle opere, gli approfondimenti di Maria Adele Signorini, Edgardo Giordani, Ettore Pacini, di Davide Bussolari e la bibliografia.
Fuori catalogo
Toulouse-Lautrec. La Belle Epoque
editore: Skira
pagine: 175
Manifesti pubblicitari, disegni, litografie, illustrazioni di libri e riviste, raccolte di stampe, diventati emblema di un'epo
Fuori catalogo
Moda di carta. Isabelle de Borchgrave a Villa Necchi Campiglio. Ediz. italiana e inglese
editore: Skira
In seguito a una visita al Metropolitan Museum di New York nel 1994, Isabelle ha cominciato a inventarsi costumi di carta. Ha lavorato a quattro grosse collezioni, tutte in carta e trompe l'oeil, ciascuna delle quali ha messo in scena un mondo diverso. "Papiers à la Mode", la prima, guarda con occhi nuovi trecento anni di storia della moda, da Elisabetta I a Coco Chanel. "Mariano Fortuny" ci immerge nel mondo della Venezia del XIX secolo: plissé, veli ed eleganza sono le parole d'ordine di quel periodo. "I Medici" ci conduce per le strade di Firenze, dove ci imbattiamo in famosi personaggi in abito da cerimonia, quei personaggi che hanno reso splendente il periodo rinascimentale: intrecci in oro, perle, seta, velluto... il trompe l'oeil raggiunge qui il livello di una ritrovata sontuosità. I "Ballets Russes" sono, poi, un omaggio a Sergej Djagilev: Pablo Picasso, Léon Balcst, Henri Matisse... hanno tutti disegnato costumi per questa compagnia di ballo, che ha infuocata il mondo del XX secolo. Collaborando con Caspari, con le ceramiche di Gien, Target e Villeroy & Boch, Isabelle ha fatto della sua immaginazione un'arte accessibile a chiunque desideri portare festosità nella propria casa. Carte e tessuti dipinti, servizi da tavola, tendaggi, lenzuola, decorazioni con un tocco personale per feste e matrimoni... Ma, nella sua quarantennale carriera, non ha mai messo da parte ciò che l'ha sempre guidata nella vita, la pittura: esibisce ancora in tutto il mondo i suoi dipinti e le sue grandi opere di carta ripiegata. Con l'immaginazione sempre più stimolata dalla propria conoscenza e interpretazione dell'arte, Isabelle - seguace del movimento Nabis - ha una prospettiva nuova su un mondo che le gira intorno volando come un sogno.
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Il museo universale. Dal sogno di Napoleone a Canova
editore: Skira
pagine: 312
A distanza di due secoli dal rientro delle opere d'arte requisite dai commissari napoleonici nei territori degli Stati italian
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La galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Progetto, costruzione, restauri. Ediz. italiana e inglese
editore: Skira
pagine: 335
Il volume narra la storia senza fine che ha interessato e interesserà il complesso della Galleria Vittorio Emanuele II, a part
Fuori catalogo
La Scuola Grande di San Marco a Venezia. Ediz. a colori
editore: Franco Cosimo Panini
pagine: 258
La storia della Scuola Grande di San Marco di Venezia è come divisa a metà dal 1806, anno in cui la confraternita assistenzial
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Giovanni dal Ponte. Protagonista dell'umanesimo tardogotico fiorentino
editore: Giunti Editore
Giovanni di Marco (1385-1437), detto Giovanni dal Ponte, è stato uno dei protagonisti più originali del panorama artistico fiorentino nel momento cruciale del passaggio tra Tardogotico e Rinascimento. Il catalogo della mostra alla Galleria dell'Accademia di Firenze, oltre alle immagini delle opere esposte, che comprendono importanti capolavori restaurati per l'occasione, offre un bilancio critico aggiornato degli studi sull'artista e sui suoi contemporanei, con cui Giovanni si confrontò per la creazione di alcune tra le sue più celebri composizioni.
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La natività di Cristo nell'arte d'Oriente e d'Occidente
editore: Jaca Book
pagine: 136
La nascita di Cristo ha sconvolto la storia dell'umanità con l'idea che un Dio, nel pensiero delle grandi religioni trascendente e diverso, può diventare un uomo come gli altri. La teologia e l'arte, la liturgia e la pietà hanno dato ampio spazio al dogma cardine del cristianesimo. A un mondo che a tutte le latitudini celebra ormai il Natale come una festa di cui spesso dimentica, o addirittura ignora, il significato originario, si contrappone il plurisecolare discorso per immagini dell'arte cristiana. Il volume riflette sul tema spaziando tra la solenne iconografia degli Orienti cristiani e i capolavori dell'Occidente. La più antica immagine raffigurata risale al iv secolo e la più recente al 1975. Ogni opera è riprodotta a piena pagina, arricchita da un commento descrittivo, che valorizza il contesto storico, le risorse dell'esegesi e i commenti patristici, oltre alla storia dell'arte e della teologia. I due autori, un'equipe consolidata sui rispettivi temi e che collabora su svariati progetti, si sono impegnati per rendere la scoperta sulla natività di Cristo nell'arte un affascinante viaggio tra estetica e teologia.
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Le grandi stagioni dell'arte islamica
editore: Jaca Book
pagine: 247
Nonostante il gran parlare che ultimamente si fa di Islam nelle sue più varie accezioni, in particolare in quelle sociologiche, religiose e politiche, l'arte espressa da quelle civiltà resta, ancora oggi, perlopiù confinata ai margini di una conoscenza che definire superficiale è eufemistico. Il volume traccia un profilo delle grandi stagioni islamiche del Mediterraneo, un'arte che ci riguarda da vicino, con la quale abbiamo avuto rapporti non sporadici e secondari, soprattutto sulle sponde meridionali del mare nostrum. Definire una cultura attraverso la sua arte è operazione difficile. Doppia la spinta propulsiva dell'Islam - orientale e occidentale al contempo -, anche se in questa nostra cornice è quella occidentale per forza di cose a interessarci di più, pur rimanendo sullo sfondo il complesso intreccio di accadimenti più lontani. Spagna, ovvero Andalusia e Nordafrica, dunque. Si tratta di una lunga stagione di storia europea, caratterizzata da una importante fioritura di idee e da una civiltà, in prevalenza musulmana, che pur non sperimentando appieno il 'meticciato' ne delineò aspetti che ancora oggi sono degni della massima attenzione. Insomma, il Mediterraneo è tutt'altro che estraneo sia alla definizione di 'arte islamica', sia al suo sviluppo e diffondersi anche oltre i territori del suo stretto dominio politico. È storia anche nostra, una radice comune, un fenomeno senza artificiali barriere o confini geografici precisi, un mondo artistico (anche figurativo, come nella Cappella Palatina) complesso, talora sorprendente, che ci aiuta non poco, essendone un tassello imprescindibile, a inquadrare il nostro stesso modo di 'fare arte'.
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