Classici
Signorina Else
di Schnitzler Arthur
editore: Feltrinelli
pagine: 86
Nei singoli uomini non si è verificata la benché minima trasformazione, non è accaduto altro se non che diverse inibizioni son
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Umiliati e offesi
di Dostoevskij Fëdor
editore: Garzanti Libri
Tema centrale è il male che si annida negli angoli oscuri della città dove regnano la miseria, la degradazione e la violenza,
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Mastro don Gesualdo
di Verga Giovanni
editore: Garzanti Libri
Seconda opera del progettato ciclo dei "Vinti", dopo i "Malavoglia", "Mastro-don Gesualdo" è un romanzo di costume
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Orlando furioso
di Ludovico Ariosto
editore: Garzanti Libri
pagine: 1424
La genialità del poema ariostesco, rispetto al modello dei cicli cavallereschi e dell'"Orlando innamorato" del Boiardo, risied
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La felicità domestica
di Tolstoj Lev
editore: Mondadori
pagine: XXXIX-103
Scritto nel 1859 da un autore trentaduenne, "La felicità domestica" affronta il tema delle incomprensioni, dei difficili equil
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In nessun modo ancora
di Samuel Beckett
editore: Einaudi
pagine: 98
In "Mal visto mal detto" ("Ill Seen Ill Said") una donna in nero attende la morte in un casotto nel mezzo di una pietraia. "Compagnia" ("Company") è un passo in avanti nell'esplorazione dell'inesplorabile, l'odissea di un autore negli abissi dell'immaginazione creatrice. In "Peggio tutta" ("Worstward Ho") una voce misteriosa parla della fine e della continuità che sta nella fine. Nella seconda sezione il volume raccoglie con il titolo redazionale (ma beckettiano) di "Sussulti" altri tre testi coevi: "Né l'uno nè l'altro", "Fremiti fermi" e "Qual è la parola", l'ultima opera di Samuel Beckett. Anche questi sono testi fatti di bisbigli mormorati: l'ultima frontiera della letteratura, tenebre che Beckett, come sempre, illumina con austera ilarità. La vera conclusione è nell'ultima frase di "Fremiti fermi": "Non importa come non importa dove. Il tempo e il dolore e il cosiddetto sé, tutto alla fine".
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Apokolokyntosis. Testo latino a fronte
di L. Anneo Seneca
editore: Mondadori
pagine: 123
L'"Apokolokyntosis" è uno dei testi più curiosi sopravvissuti alla dispersione del patrimonio della letteratura classica: una satira politica, irridente bilancio del governo dell'imperatore Claudio e dissacrante svalutazione della sua figura, scritta quasi certamente da Seneca per mancanca di stima e postuma vendetta di un torto subito. Il titolo costituisce un gioco di parole che allude alla trasformazione di Claudio, invece che in una divinità (l'"apoteosi" che toccava agli imperatori dopo la morte) nel simbolo di stupidità rappresentato dalla zucca. Brevi componimenti poetici si affiancano alla narrazione in prosa: un'alternanza di registri linguistici, sbalzi stilistici, citazioni da celebri opere greche e latine, e volgari modi di dire che si susseguono in una comica e incalzante cronaca del tentativo di Claudio di ascendere al cielo per diventare un dio. Ma da qui, per le ingiustizie commesse, sarà cacciato agli inferi dal Senato divino.
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Metafisica e metodo. Testo latino a fronte
di Giambattista Vico
editore: Bompiani
pagine: 603
Si tratta di due scritti in forma di "orazione", uno di metafisica e uno di metodo filosofico; in essi Giambattista Vico prende posizione contro il metodo cartesiano e contro la pretesa scientifica basata sulle discipline matematiche, che, a suo avviso, sarebbero molto più imprecise della fisica. Vico rivendica, con accenti platonici, l'antica sapienza basata sul linguaggio delle popolazioni italiche, non solo latine e greche, ma anche etrusche, conducendo una sua personale ricostruzione retorica ed etimologica. Il filo conduttore filosofico è che il vero è l'ipsum factum. Si tratta del più importante anticipo dell'ermeneutica gadameriana.
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Berlin Alexanderplatz
di Döblin Alfred
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 513
In questo libro ineguagliabile, epico e insieme espressionista c'è tutta Berlino com'era sul finire degli anni Venti
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Opere scelte
di Dossi Carlo
editore: Utet
pagine: 844
Scrittore controcorrente e di straordinaria modernità, Carlo Dossi (1849-1910) appariva ai suoi contemporanei addirittura bizz
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