Economia
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L'uomo di fiducia
editore: Mondadori
L'uomo di fiducia che dà il titolo a questo libro è lo stesso Ettore Bernabei, uomo di punta e ingranaggio indispensabile nel
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Finanzcapitalismo
La civiltà del denaro in crisi
di Gallino Luciano
editore: Einaudi
pagine: 324
Mega-macchine sociali: sono le grandi organizzazioni gerarchiche che usano masse di esseri umani come componenti o servo-unità
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Mercato concorrenza regole
editore: Il mulino
pagine: 207
Mercato concorrenza regole è nata nel 1999 per indagare e discutere contenuti, limiti ed efficacia delle varie forme d'intervento pubblico sul mercato. Nell'ambito di una riflessione attenta ai metodi dell'analisi economica del diritto, un'attenzione particolare viene dedicata alla tutela della concorrenza e alla regolamentazione, che sono diventate terreno di dibattito sul ruolo dello stato nell'economia. La rivista, che si propone di integrare la logica giuridica e quella economica, analizza la disciplina antimonopolistica e gli interventi regolatori, collocandosi all'incrocio tra riflessioni teoriche, ridefinizione degli assetti politico-istituzionali e azioni dei policy-makers. Mercato concorrenza regole affronta questi temi con rigore, senza per questo abbandonare un linguaggio accessibile, che consenta di diffondere ampiamente in Italia la cultura della concorrenza e dei mercati, raggiungendo tutti i soggetti chiamati a confrontarsi con la disciplina delle attività economiche.
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Il libro nero dello spreco in Italia: il cibo
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 124
Dal 1974 a oggi lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50%. II 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti viene gettato. In Gran Bretagna si buttano tra i rifiuti 6,7 milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente consumabile, per un costo annuale di 10 miliardi di sterline. In Svezia in media ogni famiglia getta via il 25% del cibo acquistato. E in Italia, ogni anno, prima che il cibo giunga nei nostri piatti, se ne perde una quantità che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari per l'intero anno di tre quarti della popolazione italiana, vale a dire di 44.472.914 abitanti. Lo spreco alimentare è stato per troppo tempo sottostimato, poco indagato e poco documentato. Solo negli ultimi anni, complici la persistente crisi economica globale e il crescente allarme per il cambiamento climatico, si è acuita l'attenzione per questo problema. Lo scopo de "Il libro nero sullo spreco in Italia: il cibo", il rapporto curato da Last Minute Market nell'ambito della campagna "Un anno contro lo spreco 2010", è quello di analizzare la filiera agroalimentare ed elaborare una stima degli sprechi e una valutazione delle conseguenze economiche, ambientali, nutrizionali e sociali generate dalla gestione delle eccedenze. Risultato? Consumare meno, ma soprattutto meglio, è possibile, basta volerlo.
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Matematica per i precorsi. Ingegneria, economia e scienze
di Emiliano Barbuto
editore: Edises
pagine: 352
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Economia dell'invidia. Antropologia mimetica del capitalismo moderno
di Dumouchel Paul
editore: Transeuropa
pagine: 200
In una analisi serrata che recupera le prospettive di René Girard, e chiamando a raccolta studi sulle economie primitive, Paul
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Mercati emergenti per i prodotti italiani. Prospettive dal Sud Africa
di Vania Vigolo
editore: Giuffrè
pagine: 220
Cogliere le opportunità nei mercati emergenti sembra essere diventato un imperativo reiterato da politici, manager, consulenti, mass media e persone comuni. Ma quali sono i mercati emergenti verso cui le imprese farebbero bene a concentrare i propri sforzi di internazionalizzazione? Come si colloca il Sud Africa in questo contesto? Le conoscenze di marketing consolidate nei mercati maturi possono essere replicate nei mercati emergenti o bisogna, almeno in parte, rivederne i paradigmi? Quali metodi di indagine possono essere utilizzati per comprendere l'immagine dei prodotti italiani tra i consumatori sudafricani e indirizzare al meglio le risorse delle imprese? A partire da tali domande si sviluppa la ricerca presentata in questo libro, che intende riflettere su alcuni punti di forza e criticità per il brand "made in Italy".
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