Filosofia
In cinquecento parole. La storia del mondo, la filosofia, l'igiene. Testo spagnolo a fronte
di Eugenio D'Ors
editore: Mimesis
pagine: 142
Per i saggi in cinquecento parole di Eugenio d'Ors risulta sempre inadeguata qualsiasi definizione: impossibile parlare di vere e proprie trattazioni, ma al tempo stesso non possono nemmeno essere considerati una collezione di aforismi. Assomigliano molto a dei sistemi in miniatura, se si passa l'espressione, sembrano dei bonsai del pensiero, dove intuizioni di genio attraversano e Illuminano come folgori l'intera storia della civiltà e dello spirito. In queste brevissime opere, interamente pervase da una sottilissima ironia, la ricerca della sintesi si fa estrema, una sfida alle stesse capacità umane, per spingerle massimamente verso il loro "limite superiore", verso la dimensione sopracoscienziale, verso l'"Angelo". Le sinossi in cinquecento parole di d'Ors si possono leggere forse proprio come l'eroico tentativo di far parlare l'"Angelo", quella "sopra-coscienza" che con maggior economia di parole è in grado di raccogliere nei suoi concetti e nelle sue espressioni una visione più vasta di quella raggiungibile dalla semplice umana coscienza. Il fine di questo sforzo sovrumano ha poi un rilievo eminentemente pratico: l'invito costante a coniugare l'intelligenza" e il "servizio", l'intelligenza e la diakonia. Gli scritti costituiscono una naturale introduzione al pensiero di uno dei filosofi più originali nel panorama spagnolo del primo Novecento.
Contattaci
Nietzsche nella rivoluzione conservatrice
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 316
La Rivoluzione conservatrice costituisce uno snodo significativo della storia tedesca ed europea del primo Novecento
Contattaci
La fiaba, la natura, la matria. Pensare la decrescita con i Grimm
di Marchetti Laura
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 357
Del carattere a suo modo rivoluzionario delle fiabe dei Grimm, della loro politicità emancipativa, si era accorto già Antonio
Contattaci
Noi siamo cultura. Perché sapere ci rende liberi
di Edoardo Boncinelli
editore: Rizzoli
pagine: 156
Che cosa fa di noi quello che siamo? Se è vero che buona parte della nostra vita è già scritta nel nostro codice genetico, è altrettanto innegabile che le nostre esistenze sono influenzate dall'ambiente che ci circonda e da un infinito numero di elementi puramente casuali sui quali abbiamo ben poco controllo. L'interazione di questi tre fattori (genoma, ambiente e caso) genera un numero potenzialmente infinito di individualità, ma questa ricetta sembra lasciare poco spazio alle nostre scelte personali: non siamo noi a comporre il nostro Dna, incidiamo sul mondo molto meno di quanto lui incida su di noi e - inutile dirlo - la nostra volontà è pressoché impotente davanti al caso. Eppure ogni giorno facciamo, pensiamo o diciamo qualcosa che rispecchia in pieno (nel bene o nel male) la nostra unicità. E nel nostro continuo tentativo di affrancarci dall'idea di un destino immutabile abbiamo un alleato: la cultura. In questo saggio, Edoardo Boncinelli riflette sulla natura umana concentrandosi sulla pulsione che più di ogni altra ci distingue dagli animali: quella a sapere, conoscere, definire e regolamentare. E ci dimostra che la cultura scientifica e quella umanistica contribuiscono in egual misura nello sforzo collettivo di interpretare la realtà, fornendoci al tempo stesso gli strumenti per comprenderla. "Noi siamo cultura" è un richiamo a dare un senso alla nostra libertà e un invito a coltivare l'umano bisogno di trasmetterla.
Contattaci
Che cosa significa essere ebrei
di Rosenzweig Franz
editore: Castelvecchi
pagine: 45
Il carattere eccezionale dell'ebraicità è dovuto al suo rapporto speciale con la legge divina e con la Torah
Contattaci
Erasmo
di Stefan Zweig
editore: Castelvecchi
pagine: 134
Nell'Europa del Sedicesimo secolo, sconvolta dalle guerre di religione, la figura di Erasmo da Rotterdam rappresenta la Ragione, la libertà del pensiero e la rivendicazione di una cultura indipendente e aperta al dialogo. Erano ideali di un mondo a venire, incompatibili sia con l'intransigenza di Lutero che con il potere della Chiesa. Con la sua fiducia nel progresso, l'umanista è uno dei padri del pensiero moderno e per Stefan Zweig incarna pienamente i valori più alti dell'uomo europeo. Tuttavia, scrivendo nel pieno dell'ascesa del nazismo, e costretto a interrogarsi sulle conseguenze del proprio apolitico pacifismo, lo scrittore austriaco non può limitarsi a raccontare la grandezza di Erasmo: deve riflettere anche sulla sua mancanza di audacia quando, probabilmente, avrebbe potuto essere decisivo per le sorti del continente. Uno dei capolavori di Zweig, che riconobbe questa come la sua opera "più personale e intima".
Contattaci
La visione di Bergson. Tempo ed esperienza del limite
di Riccardo Roni
editore: Mimesis
pagine: 188
La mente, nella cultura filosofico-scientifica occidentale, è stata per lungo tempo rappresentata come un sistema di specchi installati di fronte a una realtà in progressione dinamica. Come potrebbe uno specchio - costitutivamente estraneo alla realtà che fronteggia - riflettere di questa non solo immagini superficiali, ma anche configurazioni in grado di riprodurre fedelmente i processi interni, non visibili, della sua formazione? Dopo Kant ed Hegel, Bergson attinge ad un "pensiero-limite" che gli consente di leggere il mondo della coscienza come un modo d'essere "estremo". Guardando con coraggio nei fondali oceanici del "moi profond", Bergson inaugura un originale percorso di riscoperta dell'assoluto nel limite spazio-temporale del "moi social" attraverso un nuovo modo di vivere il tempo e il rapporto mente/corpo. In questa cornice, il distacco del soggetto dalla realtà intuita mediante l'atto della visione, consente a Bergson di sviluppare l'indagine dello sfondo virtuale della percezione e dei suoi universi di senso anteriori. Agli occhi del filosofo, il fenomeno anomalo della "vision panoramique des mourants" acquista così la funzione di ricordare al soggetto che le proprie azioni devono essere prese sul serio, perché tutto ciò che egli è stato e che sarà si conserva fatalmente nel ricordo, fino all'ultimo istante di vita...
Contattaci
Il tempo della storia. Le tesi sul «concetto di storia» di Walter Benjamin
di Gentili Dario
editore: Guida
pagine: 264
Contattaci
Piazza della Loggia. Una strage politica
di Emanuele Severino
editore: Morcelliana
pagine: 48
L'articolo sulla strage di Piazza della Loggia, scritto tre giorni dopo per "Bresciaoggi" e qui pubblicato con un'intervista a quarant'anni di distanza, ha inaugurato l'intensa attività pubblicistica di Emanuele Severino su questioni di attualità politica. Un'analisi delle vicende storiche sotto il segno di un disincantato realismo, che significa leggere la contingenza alla luce di fenomeni più ampi e, nello specifico, leggere il terrorismo come effetto di relazioni ed equilibri internazionali e nazionali, dalle tensioni e trasformazioni del "Duumvirato" USA-URSS alle ricadute sulla politica interna.
Contattaci
Sak. Soren Aabye Kierkegaard. Una biografia
di Joakim Garff
editore: Castelvecchi
pagine: 670
Scrittore e credente, seduttore e martire, Soren Kierkegaard è stato il primo artefice del suo stesso mito. Dalla presenza ingombrante della figura paterna, con la sua eredità di rigorismo religioso e senso di colpa, alla storia d'amore con Regine Olsen, dal rifiuto dell'hegelismo allo scontro con la chiesa danese, il suo pensiero ostenta le fratture e gli slanci di una vita interiore che è stata una drammatica avventura dello spirito. A partire da questo materiale incandescente e contraddittorio, alternando analisi filosofica e introspezione psicologica, Joakim Garff ci restituisce la complessità di un uomo in balìa della sua opera. È dai tormenti del singolo che prese forma l'intransigenza delle sue idee, la cui universalità ne farà un precursore dell'Esistenzialismo e di molti aspetti della filosofia contemporanea.
Contattaci
Le mie missioni nella grande guerra
di Bergson Henri
editore: Medusa Edizioni
pagine: 126
Nel corso della Grande Guerra Henri Bergson si reca per due volte negli Stati Uniti, dapprima da gennaio a maggio del 1917, pe
Contattaci
Divenire corpo. Soggetti, ecologie, micropolitiche
di Ubaldo Fadini
editore: Ombre corte
pagine: 141
L'indagine a proposito del rapporto tra l'uomo e la tecnica continua ancora oggi a oscillare tra due polarità: quella che vede la tecnica come dimensione di compensazione e rilancio di caratteristiche proprie della natura dell'uomo e quella che coglie nella progressione tecnologica la registrazione "destinale" di una perdita di protagonismo da parte dell'essere umano. All'autore di questo testo pare opportuno andare oltre la riproposizione tradizionale della relazione tra soggetto e tecnica in termini soltanto adattivi o sostitutivi/compensativi, riscontrabili ancora nell'odierno "tecno-vitalismo": ciò al fine di delineare una prospettiva di analisi "post-antropologica" della tecnica, basata sull'idea di un rapporto storicamente determinato tra "macchina" e soggettività; quel rapporto che sembra oggi contraddistinto da una sorta di "introduzione" di funzioni produttive e significative (strumentali) all'interno del corpo vivente dell'attuale soggetto-di-lavoro, con gli inevitabili effetti sulle qualificazioni anche sociali e politiche di tale soggettività nel quadro delle trasformazioni del capitalismo contemporaneo.
Contattaci


