Filosofia
Il discernimento secondo Edith Stein. Che fare della propria vita?
di Vincent Aucante
editore: San Paolo Edizioni
pagine: 112
Che fare della propria vita? L'analisi, qui condotta sulla scorta di Edith Stein, delle varie dimensioni della persona umana - il pensiero, la carne, l'inconscio, i sentimenti - propone un cammino interiore verso l'autenticità, che si raggiunge solamente nel più profondo di noi stessi, nel "nucleo" della persona, entrando nella scuola della preghiera. L'insegnamento di Edith Stein, che l'autore espone in quest'opera con grande competenza, indicherà al lettore piste sicure per avanzare nel percorso dalla sua propria vita.
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Dialoghi italiani. Vol. 2: Dialoghi morali.
Dialoghi morali
editore: Pgreco
pagine: 690
Giordano Bruno arriva a Londra nella primavera del 1583
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Il nuovo infinito di Nietzsche. La futura obiettività tra arte e scienza
di Vozza marco
editore: Castelvecchi
pagine: 250
Nonostante i numerosi tentativi di interpretarne l'opera come prototipo di filosofia irrazionalista, di pensiero metafisico o
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Che cos'è la coscienza?
di David Chalmers
editore: Castelvecchi
pagine: 110
Questo scritto di David Chalmers, filosofo australiano tra i più influenti rappresentanti della "philosophy of mind", ha segnato un importante punto di svolta nelle indagini sulla coscienza. Ricollegandosi al saggio di Thomas Nagel "Cosa si prova ad essere un pipistrello?" (Castelvecchi, 2013), Chalmers sostiene che la coscienza presenta i problemi "facili", che riguardano le diverse modalità dei processi cerebrali e che possono ricevere una spiegazione esaustiva dagli studi neurobiologici, e il problema "difficile", che riguarda invece il significato di avere un'esperienza cosciente. Tale problema, avendo a che fare con l'aspetto soggettivo dell'esperienza, non può ricevere alcuna risposta dalle neuroscienze, che non sono in grado di spiegare il senso che hanno per l'individuo esperienze anche semplici come "vedere il rosso" o "sentire un suono". L'approccio di Chalmers si propone allora di formulare una spiegazione filosofica, che integri concettualmente le descrizioni puramente scientifiche della vita mentale, perché "il problema difficile e un difficile problema, ma non c'è motivo di credere che resterà per sempre insoluto". Questa edizione è completata da una selezione delle risposte dell'autore alle critiche e osservazioni mosse in seguito alla pubblicazione del saggio da alcuni dei più autorevoli studiosi della coscienza.
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La ragione e i suoi eccessi
di Costa Paolo
editore: Feltrinelli
pagine: 307
Che utilità ha oggi la filosofia e qual è la "specialità" del filosofo nell'epoca della settorializzazione dei saperi? Consape
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Teoria del drone. Principi filosofici del diritto di uccidere
di Gregoire Chamayou
editore: DeriveApprodi
pagine: 219
"Se la 'guerra dei droni' non è più esattamente una guerra, a quale 'stadio della violenza' corrisponde? Il tentativo di sradicamento di ogni reciprocità nell'esposizione alla violenza nelle ostilità riconfigura non solo la condotta materiale della violenza armata, tecnicamente, tatticamente, psichicamente, ma anche i principi tradizionali di un ethos militare ufficialmente fondato sul coraggio e lo spirito di sacrificio. Considerato con il metro delle categorie classiche, il drone apparirebbe come l'arma del vigliacco. Ciò non impedisce ai suoi difensori di proclamarla l'arma più etica che l'umanità abbia mai conosciuto. Operare questa conversione morale, questa trasmutazione dei valori è il compito al quale si dedicano oggi i filosofi che operano nel piccolo campo dell'etica militare. Il drone, dicono, è l'arma umanitaria per eccellenza. Il loro lavoro discorsivo è essenziale per garantire l'accettabilità sociale e politica di quest'arma. In questi discorsi di legittimazione, gli 'elementi linguistici' tipici dei mercanti d'armi e dei portavoce delle forze armate vengono riciclati, attraverso rozzi processi di alchimia discorsiva, in principi orientativi di una filosofia etica di nuovo genere - una 'necroetica', della quale è urgente fare la critica. Ma l'offensiva avanza anche, e forse soprattutto, sul terreno della teoria giuridica. La 'guerra senza rischio', della quale il drone costituisce senza dubbio lo strumento più compiuto, mette in crisi i principi metagiuridici."
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Delle cose naturali libri dueOpuscoliPolemiche telesiane. (rist. anast.)
di Telesio Bernardino
editore: Carocci
Con questa ultima pubblicazione si completa la collana della ristampa anastatica in cinque volumi di tutte le opere di Bernard
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Oggettività dell'impolitico. Riflessioni negative a partire da Walter Benjamin
di Antonio Carulli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
A parlare qui è una figura singolare, opposta allo studioso, il saggista: egli fa risalire l'improduttività della proposta politica di Benjamin nientemeno che al suo discorso sopra Kant e l'Idealismo tedesco; la stessa nozione di messianismo dalla correzione del concetto di esperienza avrebbe scontato la propria "inutilità". Impolitico è allora la prassi storico-vitale "inficiata" dalla teoresi. Chi tratta di Benjamin tratta di quello come pure quegli trattò l'imponente lascito di temi e problemi della tradizione (non da ultimo, quello cartesiano): come un "pretesto", fuori da ogni continuità storica. L'idea di Mann secondo cui lo spirito "non è" politica per l'essere impolitico per eccellenza, il tedesco, è tornata a visitarci sotto un'altra forma. Entro questa, il dire a tratti "sapienziale" del saggista decide di darne qualche esempio. Dopodiché si "finge" uno studio.
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Lettera sull'entusiasmo. Testo inglese a fronte
editore: Ets
pagine: 105
La "Lettera sull'entusiasmo" (1708) di Anthony Ashley Cooper, terzo conte di Shaftesbury, ha conosciuto in passato varie tradu
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I filosofi e i selvaggi
di Sergio Landucci
editore: Einaudi
pagine: 455
Che impatto ebbero le notizie etnografiche via via provenienti dal Mondo Nuovo sui maggiori filosofi moderni, quali Montaigne, Hobbes, Locke, Vico, Montesquieu, Rousseau, e su alcune correnti di pensiero come, nel Seicento, il libertinismo, e, nel Settecento, la scuola scozzese di Ferguson, Adam Smith, Robertson? Su quali basi si svilupparono le indagini filosofiche caratteristiche dell'età moderna, che riguardavano la relatività di costumi e valori, il rapporto fra le società e le istituzioni politiche, l'origine delle religioni, i modi di procurarsi il sostentamento, la distinzione, nell'uomo, fra natura e cultura? "I filosofi e i selvaggi" di Sergio Landucci ricostruisce con estrema chiarezza un complesso panorama intellettuale, filosofico e antropologico, popolato di grandi protagonisti del pensiero, di fondamentali teorie e scoperte che pervengono fino ad oggi: la possibilità di convivenza in assenza dello Stato, il radicamento della religione in reazioni emotive profonde, la dipendenza dei modi di vivere dai modi di soddisfare i bisogni primari, i costi della civilizzazione; senza trascurare di portare in luce la formazione di lessici adeguati a siffatte problematiche, con al centro la nozione stessa di civiltà.
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Persona e comunità. Il pensiero etico di Fichte
di Enrico Peroli
editore: Morcelliana
pagine: 160
L'etica di Fichte tende a collocarsi, storiograficamente, nella penombra inscritta fra i possenti sistemi etici di Kant e Hegel. Dall'attenta disamina del fichtiano "Sistema di etica" (1798) compiuta in queste pagine, emergono invece i tratti di un'originalità passata in sordina: dalla rivalutazione della natura sensibile dell'uomo al tema della libertà e del suo agire effettivo nel mondo, per giungere a una teoria dell'interpersonalità come nucleo essenziale dell'identità morale dell'individuo. La sua riflessione, pur partendo dall'evidenza kantiana di un dovere incondizionato iscritto nella coscienza, mostra come il darsi di questo incondizionato sia per l'essere razionale finito inseparabile dal legame con un altro essere razionale. In questa prospettiva si presenta la mediazione tra il "formale" e il "materiale", tra la condizione trascendentale e quella storica che si concretizza nel progetto fichtiano di un'etica sociale e comunitaria centrata sul concetto di persona, Fichte può essere visto - inaspettatamente - come precursore di Hegel.
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