Filosofia
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Derridario
Dizionario della decostruzione
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 221
Il Derridario ritorna a Derrida per affrontare direttamente, senza mediazioni, il corpus derridiano, provando così a risponder
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Thomas Mann tra etica e politica
editore: Il mulino
pagine: 395
Frutto della collaborazione di insigni studiosi italiani e tedeschi, il volume affronta lo studio di Thomas Mann con l'obietti
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Scritti sull'arte
editore: Pgreco
pagine: 121
Karl Marx conosceva a memoria Heine e Goethe, leggeva Eschilo nel testo originale greco e aveva per Shakespeare un'illimitata
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Psicologia e mistica
Studi sulla psicologia dei mistici
di Maréchal Joseph
editore: Morcelliana
pagine: 512
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Cittadinanza
di Étienne Balibar
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 178
Se le categorie politiche fondamentali fossero rappresentabili sotto forma di corpi geometrici, la cittadinanza sarebbe uno di
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Filosofie della paura
Verso la condizione post-postmoderna
di Bazzanella Emiliano
editore: Asterios
pagine: 148
La paura è un sentimento spiacevole, una passione che fa parte integrante dell'essere dell'uomo e degli animali con una sua sp
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Perché è bello ciò che è bello. La nuova semantica dell'arte figurativa
di Piero Trupia
editore: Franco Angeli
pagine: 192
L'idea di questo volume è dare priorità all'opera, considerandola nella sua singolarità e nel suo carattere di testo, e all'am
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Metafisica della peste. Colpa e destino
di Sergio Givone
editore: Einaudi
pagine: 206
Questo libro parla di quasi niente. Di un quasi-niente che riguarda ogni essere umano e che, aduso com'è al (diabolico?) camuffamento, ci giunge qui celato sotto la doppia maschera del morbo più celebre della storia e della finzione letteraria, che di quel morbo fa metafora, canto, fabula. Le voci antiche e recentissime (da McCarthy a Lucrezio, a Camus, a Poe, a Leopardi...) che si susseguono e si richiamano "in eco" da queste pagine sono altrettante declinazioni di un'unica domanda, che è poi il quesito fondamentale di ogni filosofia: perché? Perché siamo al mondo, se dobbiamo morire? Specie se la morte può arrivare nella forma di una catastrofica, immotivata e noncurante malattia che appare e scompare senza senso alcuno. Una malattia che uccide, ma che può far di peggio, lasciando le sue vittime "solo" vive, nude e private di qualunque parvenza di civile umanità. Perché anche l'umanità può rivelarsi una maschera. Siamo qui per scontare una colpa? Magari solo quella di essere? È un'ipotesi amara, che però lascia spazio alla speranza, alla scintilla divina che scopre un senso possibile nel cuore stesso del non-senso. Oppure non c'è alcun destino e nessuna colpa? La natura è una macchina demente, il cielo è vuoto, e il niente la vince sul quasi-niente.
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