Filosofia
L'aporia del fondamento
di Massimo Donà
editore: Mimesis
In questo libro Massimo Donà, uno tra i pensatori viventi più conosciuti in Italia e all'estero, conduce un'indagine filosofica sulla domanda dell'uno e dei molti, analizzando le parole pronunciate dalla grande filosofia dei passato. Il problema che si pone è quello classico dell'originario vale a dire di ciò che sì è soliti chiamare "verità".
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Prometeo e la democrazia
editore: Alboversorio
pagine: 112
Da più parti si denuncia l'impotenza della politica e l'inutilità della politica
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Oltre i limiti del linguaggio. Il kantismo nel Tractatus di Wittgenstein
di Marco Bastianelli
editore: Mimesis
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L'etica del capitalismo e lo spirito della tecnica-Sulla pena di morte
di Emanuele Severino
editore: Alboversorio
pagine: 60
"Chi sono gli abitatori del tempo? Siamo tutti noi, aggrappati ad un Immutabile nella persuasione di doverci salvare dal nichilismo, sempre alla ricerca di verità e al tempo stesso convinti della inevitabile caduta di ogni immutabile. Siamo tutti noi in quanto mortali, in quanto persuasi del divenire e dell'inevitabile risolversi di ogni cosa, anche della verità, nel nulla." (dalla Introduzione di Rosanna Lissoni)
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Le grammatiche dell'intelligenza
di Jean-Marc Ferry
editore: Medusa Edizioni
pagine: 280
Molto prima dell'esistenza di un linguaggio stabilizzato in convenzioni sociali, l'intelligenza umana, come l'intelligenza ani
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Elogio della filosofia
di Merleau-Ponty Maurice
editore: Se
pagine: 82
Nell'Elogio della filosofia Merleau-Ponty avvia una riflessione su quale sia l'essenza e la funzione del pensiero filosofico s
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Come ridevano gli antichi (Philogelos)
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 156
Come ridevano gli antichi? Sappiamo che nel mondo classico, soprattutto in Grecia, esisteva una grande tradizione comica, cost
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Ateismo nel Cristianesimo
Per la religione dell'Esodo e del Regno. «Chi vede me vede il Padre»
di Bloch Ernst
editore: Feltrinelli
pagine: 368
Una tesi radicale: "Il miglior cristiano è l'ateo"
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Il diritto di mentire
editore: Passigli
pagine: 67
Intorno a un tema quanto mai controverso, antico e pur sempre attuale, quale quello della menzogna, si affrontano in questo volume due grandi filosofi che rappresentano anche due differenti scuole di pensiero, l'una pienamente radicata nella Francia del dopo-rivoluzione, l'altra che proviene invece dalla vicina Germania. L'occasione è data da un breve trattato scritto nel 1797 dall'allora trentenne Benjamin Constant, che, sotto il titolo "Delle reazioni politiche" disquisisce intorno alla possibile legittimità, in precisi contesti, della menzogna. L'intervento di Constant è centrato sulla necessità che i princìpi universali, per essere accettati anche sul terreno concreto, debbano a loro volta fondarsi su princìpi definiti "intermedi" tali cioè da permetterne la concatenazione con la realtà effettiva. Ma Constant, mentre cerca di definire questa sua teoria, critica la riflessione di Immanuel Kant che "persino di fronte a degli assassini che vi chiedessero se il vostro amico, che loro stanno inseguendo, si sia rifugiato in casa vostra, la menzogna sarebbe un crimine". E il "filosofo tedesco" (così lo definisce, un po' sbrigativamente, Constant), chiamato in causa, risponde da par suo con "Su un presunto diritto di mentire per amore dell'umanità" nel quale ribatte punto su punto al "filosofo francese". E così che questo confronto acquista oggi, un significato emblematico, e anche al di là del tema, pur sempre centrale, che costituisce l'oggetto di questa querelle di fine Settecento.
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Merleau-Ponty. Una sintesi
di Raoul Kirchmayr
editore: Marinotti
pagine: 254
Maurice Merleau-Ponty (1908-1961) è stato uno dei maìtre à penser che con la sua riflessione critica ha segnato il panorama della filosofia del XX secolo. Fondatore con Jean-Paul Sartre della prestigiosa rivista Les Temps Modernes, professore alla Sorbona prima e al College de France poi, Merleau-Ponty ha sviluppato un'originale interpretazione della fenomenologia che lo ha condotto ad approfondire il rapporto tra il pensiero filosofico e la scienza, l'arte e la letteratura, il marxismo e la psicoanalisi fino al limite di una "nuova ontologia" cui stava lavorando prima della morte prematura. La sua opera sfaccettata e aperta, in dialogo continuo con gli aspetti più vivi della cultura contemporanea, frammentaria eppure rigorosa e coerente - richiede di essere esplorata con uno sguardo nuovo.
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